Questo web è ATEO
RAZIONALISTA. Contiene 1.199 pagine, può non essere sempre perfetto
(A proposito di copyright, leggi qua) Aggiornamento del:
25-01-10
IN EMINENZA
Attenzione:
l'esistenza dei santi e della
loro funzione di protettorato è solo un'invenzione del cattolicesimo; per i
suoi gravi effetti sulla personalità e sull'intelletto razionale, è bene non trasmetterla
né a bambini né a
studenti.
La morte non è nel non poter
comunicare, ma nel non essere compresi.
Pier Paolo
Pasolini
Il castigo del delitto
sta nell'averlo commesso; la pena che vi aggiunge la legge è superflua. Anatole France
La legge si sostiene
sul mito della "verginità" del certificato penale e sul terrore che la gente
ha dei processi, della galera e delle inutilmente crudeli conseguenze
psicologiche e sociali
La
cultura rende liberi: studiare, conoscere, informarsi vi difende da chi vi
vorrebbe parte di un gregge
La
libertà è già nostra, sta dentro di noi: nessuno può darcela né tanto meno
togliercela
L'ateismo è il prodotto
dell'evoluzione (Enc. Einaudi, vol. II )
COME DA vangelo di Luca, la
gestazione della madonna risulta essere durata 11 anni (vedi)
persone hanno
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Le mie scelte politiche non hanno alcuna relazione con le associazioni cui
collaboro
Quasi sempre
negli uffici pubblici, giudiziari e amministrativi c'è un crocifisso
ma non l'emblema della Repubblica
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MOBICAL
PICCOLI
GANGSTERSUna raccolta di bambini spregiudicati o
pregiudicati:
già
171 casi
raccolti solo nel mio elenco,
che parte dal 22-10-09 ed è aggiornato
al
25-01-10
Natalie
Shea, anni 6: l'assessorato al decoro di Brooklyn
(applicando una recente legge che equipara i graffiti con lo spray
ai disegni coi gessetti) le ha intimato di cancellare i disegni col
gesso che aveva fatto davanti casa sua, pena
una multa di 300 dollari.
Il mio blog
CICAF
- "Comitato Italiano di Controllo sulle Affermazioni della Fede"
BESTEMMI? E ALLORA
SAPPI CHE:
*
L’ARTICOLO 724 DEL CODICE PENALE (vigente per il Decreto
Legislativo n. 507/99) TI COMMINA FINO A 600.000 LIRE DI MULTA.
* Per rischiare la
condanna: devi bestemmiare in pubblico (in privato non è illecito),
o davanti ad almeno 2 persone, non valgono gesti e frasi figurate, è
illegale bestemmiare contro dio ma non contro madonne e santi.
IL MOMENTO DELLA QUARESIMA
Teolo (PD)
26/XI/2007: il vescovo Mattiazzo battibecca con l'ex segretario
Uaar, Giorgio Villella, che protestava contro le visite pastorali
nelle scuole pubbliche
11 febbraio
1929: il cardinale Pietro Gasparri e il primo ministro Benito
Mussolini firmano i "Patti
lateranensi"
Anselmo d'Aosta (1033-1109) chiamava insipienti i razionalisti
atei, giacché non credevano perché non comprendevano, mentre lui credeva
per poter comprendere...
DIO NON E',
DIO NON C'E'
Questa
truce affermazione non sia offensiva per chi crede, non lo vuole
essere; d’altra parte l’asserzione che è impossibile che un dio
esista non va ridotta a una semplice offesa, pur sapendo che sul
tema molti credenti – chissà perché – hanno una permalosità
sproporzionata. Questa affermazione merita ben di più. Solo
filosofia, dirà qualcuno; no, si tratta di concreta e interessante
logica. Applichiamo la logica ogni giorno nei discorsi e nelle cose
che facciamo, perché allontanarla da noi parlando di Dio?
Io asserisco che il ragionamento stia all’opposto
dell’allucinazione. Chi ragiona non confonde quel che desidera con
quello che «è», non è disponibile a credere finché non si accerta
oggettivamente della concretezza dell’oggetto della credenza. La
base della questione è l’ «essere» nel senso kantiano del temine,
ossia tutto ciò che può toccarsi, vedersi, e soprattutto percepirsi.
Chi asserisce che qualcosa «è» senza poter essere percepita,
asserisce delle allucinazioni.
La «percezione» quindi è la chiave di volta. «Essere» significa ciò
che può venir sperimentato attraverso la percezione; non si è se non
si viene percepiti; e si percepisce solo attraverso i sensi.
I credenti oppongono la domanda: chi vi autorizza a escludere un
Essere di natura diversa, che non ha bisogno di scorrere nel tempo e
di occupare uno spazio? Questi credenti non sono soltanto quelli di
tipo religioso; io stesso, da ragazzino, forse affascinato da
fumetti e film della fantascienza classica, mi attardavo a chiedermi
se potessero esistere i «marziani», per poi spingermi molto in là e
ipotizzare Esseri tanto alieni da poter essere per noi
incomprensibili. Trovavo queste audaci speculazioni fondate e
legittime, non capivo perché non le si potesse fare.
Purtroppo è così! Non posso dire che 2x2 è uguale a 5 senza essere
un folle; asserire che può esistere un Essere diverso da ciò che noi
intendiamo per Essere, è folle; tutti sappiamo di cosa ha bisogno
qualcosa affinché «sia», affinché «esista»: un tempo in cui scorrere
e uno spazio in cui distendersi. Solo da queste logiche premesse
derivano tutti gli altri attributi che rendono esistente qualunque
Essere: la forma, la qualità, le caratteristiche, il significato,
ecc. Questo è, per noi, un «essere», sia esso una sedia piuttosto
che nostro cugino. Asserire che possa esistere un Essere che
prescinde da questo che a noi stessi è necessario per concepire
l’essere, è quindi pura follia, è allucinazione. Cos’è un «solido»?
Ciò che impedisce di passarci dentro; questo è «solido» per noi? No,
è «solido» comunque, non solo perché ne abbiamo noi un’opinione.
C’è perfino una questione... grammaticale che conforta questo
ragionamento intorno all’»essere». La frase «il corpo è ciò che è
esteso nello spazio» è un giudizio analitico, cioè il soggetto
(corpo) comprende il predicato (esteso). Se si cancella il
predicato, si cancella pure il soggetto. Di conseguenza, ciò che è
non-esteso è un non-corpo, non è un corpo di altra specie.
Allo stesso modo, la frase «Essere è ciò che è sensibilmente
percepibile» è un giudizio analitico, detta pure definizione
nominale. Se si leva il predicato (sensibilmente percepibile) si
leva il soggetto (Essere), per cui non si va verso un altro Essere
ma verso un non-Essere.
Il concetto di Essere, proprio perché è nostro, si regge solo nella
sfera della nostra mente, e al di là di essa non c’è nulla.
L’applicazione di tali ragionamenti alla sfera teologica è
immediata.
In passato, nel mondo omerico, Dio fu un essere «possibile»,
tangibile e visibile. Si appalesava nella vita di tutti i giorni,
scendeva ad aiutare i combattenti, soffriva di passioni e dei
difetti degli umani, era un dio, insomma, «umano» e quindi
percepibile.
Ben presto la filosofia si accorse che quello non era dio, non
poteva essere un dio: troppo fragile, troppo fallace, troppo grezzo.
E allora lo purificò di tutti gli attributi che gli erano
incompatibili: lo rese eterno, immutabile, onnipresente, fuori dallo
spazio/tempo. Un’operazione necessaria, se si voleva proiettare Dio
talmente fuori dalla sfera umana da renderlo mitologico. Tuttavia,
così facendo la filosofia gli tolse i caratteri dell’Essere, che
invece si regge sulla visibilità e sulla tangibilità.
E’ l’epoca in cui incombe la teologia negativa, sia cristiana sia
vedantina: essa nega a Dio l’Essere, il concetto di «è» non gli si
può applicare. Scoto Erigena chiama Dio «stante sopra l’Essere».
Agostino stabilisce che nessuna delle categorie di Kant si possono
applicare a Dio; ma poi furbamente precisa nel senso di Dio sommo
Essere. Tutte parole senza concetti. La teologia negativa non fa che
confermare la follia del credere in Dio. Dio infatti è inesistente
proprio perché non ha le forme dell’Essere: spazio, tempo e
categorie.
Si percepisce forse in altro modo, interiormente a noi? E’ ciò che
sostiene chi parla di «esperienza religiosa». Ma è solo un problema
di equivocità del linguaggio. Un’ «esperienza» è solo quella che ha
spazio, tempo e categorie; senza di questi contenuti, quell’esperienza
è una non-esperienza, una fantasticheria. Per dimostrare la realtà
obiettiva abbiamo bisogno non solo di intuizioni ma sempre di
intuizioni esterne; senza il dato sensibile, rimane solo la
costruzione immaginaria, il nulla. La cosiddetta «esperienza
religiosa» è esattamente il contrario di un’esperienza; è un fatto
psicologico non un fatto cognitivo.
Da trenta secoli si «dimostra» Dio e ciononostante non solo ne sono
ancora persuasi in pochi ma questi pochi diminuiscono. Se per trenta
secoli si volesse dimostrare il sole, questo fatto significherebbe
che il sole esiste o che non esiste? E’ evidente che insistere per
questa dimostrazione dimostrerebbe solo che l’esistenza del sole
è... dubbia. Se fosse certo, basterebbe indicarlo col dito: il sole
è là, lo vedono tutti, tutti ne sentono il calore. A noi si rivela
il sole, l’albero e la pietra, perché mai l’Essere per eccellenza
no?
I teologi, in difficoltà, rispondono a questa argomentazione così:
la certezza dell’esistenza di Dio potrebbe condizionare l’Uomo,
invece Dio vuole conservare all’Uomo la sua libertà.
Ma un «padre» che si comportasse così sarebbe un pessimo padre.
Lasciare all’oscuro i propri figli ottiene il solo risultato di
ingolosirli ancora di più, e ciò causa loro pene e sofferenze: quel
padre quindi prova gusto a punire. E’ un padre cattivo, quindi
non-dio.
Un’ultima questione riguarda gli attributi divini: personalità,
mente, bontà e attività.
Da un certo punto di vista, Dio non può non essere persona. Se fosse
solo «forza», sarebbe Dio pure l’istinto di un animale, una legge
naturale, la selezione. Da un altro punto di vista, la personalità
indica la limitazione, distinguere fra il sé e il non-altrui; ma dal
momento che questa personalità fosse allargata agli altri (Dio uno e
tutti) l’io si confonderebbe con tanti non-io e la personalità
svanirebbe: Dio non può neppure essere persona.
La mente. Dio deve essere la mente suprema, ma può possedere una
mente? Mente significa pensare, e pensare è un’attività dinamica, fa
passare da un’idea a quella successiva, fa raggiungere risultati
ulteriori. Ma la mente di Dio si concepisce solo perfetta e
completa, quindi immobile, fissa, una mente cioè che non può
pensare. Senza la catena di idee che la contraddistingue, la mente
sparisce e il pensiero con essa.
La bontà. Dio ci serve per porre una barriera di bontà al male che
vediamo. Ma è ancora divina una bontà che serve a noi egoisticamente
per stare bene?
L’attività. Dobbiamo attribuirgliela, però è inconciliabile. Dio può
compiere azioni solo attraverso il tempo e lo spazio. Non si può
intendere un essere senza che esso si estenda nello spazio. Lo
spazio è una forma ineliminabile per intendere un essere. Quindi, se
Dio si estende, è materiale per cui non è più Dio. Sul tempo: se Dio
è fuori dal tempo, significa che è una cosa immota, morta. Non ha
nulla da fare perché tutto è fatto. Se è dentro il tempo, allora
pure esso cambia e si evolve. Ma un Dio che o è morto o è cangiante
non può essere Dio.
Il pensiero umano ha creato Dio, e queste contraddizioni lo provano.
Cosicché non solo Dio non è, ma è assurdo che sia.
(testo ispiratore: «Apologia dell’ateismo» di Giuseppe Rensi)
Caro Calogero, ho sbirciato
casualmente nel tuo sito e francamente sono molto dispiaciuto per
te...
Un
lettore mi vuole redimere e prega per me (leggi)
L'odio
che Giuseppe Garibaldi ebbe verso il papato e il clero e, in
particolare, verso Pio IX è testimoniato dal nome che Garibaldi
diede al proprio asino, “Pionono”,
e dal fatto che egli si riferisse al pontefice usando la locuzione
“un metro cubo di letame”,
oppure con la frase «la più nociva
fra le creature, perché egli, più nessun altro è un ostacolo al
progresso umano, alla fratellanza fra gli uomini e dei popoli». «Se sorgesse una società del
demonio, che combattesse despoti e preti, mi arruolerei nelle sue
file». Giuseppe Garibaldi, Memorie, ed. BUR
BUON VIAGGIO
NEL
MIO SITO 2007,
sempre "avanti", libero e stimolante.
Difficile trovarne di simili... Ma se ne trovate,
avvertitemi.
E per finire in bellezza...
Io cito tu Tarzan
citazioni argute contro idee
selvagge
Noi siamo
cittadini italiani che ospitiamo questo Stato estero, lo Stato Vaticano
Imma
Battaglia - Gaypride 2007, Roma
papa Leone XII proibiva la
vaccinazione antivaiolosa perché contrastava con i disegni del Signore
La società è
sempre in bilico fra il costruito rispetto delle leggi e il naturale
bisogno delle libertà
“ La legge in Italia è come l’onore delle puttane ”
Curzio Malaparte
Nessun
Dio ha mai creato il mondo in sei giorni o in qualche milione di
anni. Non È mai esistito un Giardino dell'Eden con un serpente
chiacchierone e tentatore. Non ci sono mai stati un primo uomo di
nome Adamo o una donna di nome Eva. Essi non hanno commesso nessun
peccato e noi non siamo condannati per causa loro. Essi non hanno
perso la grazia e pertanto noi non abbiamo bisogno di redenzione.L. Graham
Uomini siate e non pecore matte. Dante Alighieri
L’editto "De fide
catholica" fu promulgato a Tessalonica da Teodosio I il 27 febbraio
380. Rivolto a tutte le nazioni dell’impero, con esso il cristianesimo
diventava la religione ufficiale dello Stato. Circostanza ancora più
rilevante, introduceva l’obbligo di credere «nella religione che
Pietro aveva trasmesso ai Romani», definendo "dementes vesanosque" chi
si fosse rifiutato.
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