Precedente Home Successiva

L'articoletto

5 aprile 2007 - Ricerca (senza fine) di spiritualità alternative.

La religione è seguita sempre da meno gente, le chiese sono sempre più vuote, le vocazioni calano a tal punto da rendere necessaria la massiccia "importazione" di suore e preti extra comunitari, la laicità si diffonde nonostante tutto, e la razionalità vive una stagione insperata.

Tutto questo, però, non si traduce in una rinuncia alla metafisica. Anzi, è ragionevole pensare che l'abbandono delle religioni, soprattutto di quella cattolica, si accompagna allo spostamento non (solo) verso l'ateismo o il materialismo, ma verso altre mete succedanee e non così poi tanto differenti. Parlo, evidentemente, di spiritualità e ideologie di origine new-age, di religioni non canoniche o di nicchia, di fascino per il mondo magico ed esoterico.

La necessità dell'umanità a soddisfare il bisogno dell'irrazionale è nota ed imperante. Ma forse non basta a spiegare la curiosa coesistenza del pensiero magico con il mondo tecno-scientifico ed edonista in cui oggi viviamo. La mia ipotesi è che non si tratti del classico e tradizionale ricorrere ai mondi ultraterreni e alle speranze in qualunque modo celesti, ma di una sorta di soddisfazione (inevitabilmente masturbatoria) che si chiude in se stessa e che consiste, giustappunto e non altro, nella ricerca di per sé.

Essere razionali, interpretare il mondo e l'esistenza con i requisiti della logica e del raziocinio non è cosa facile, e probabilmente c'è anche una certa disabitudine a farlo indotta dalla superficialità degli stimoli culturali di oggi. I presìdi canonici, come scuola e famiglia, assolvono sempre peggio al compito di portare avanti le istanze del pensiero libero e laico, anzi, lasciano che si contaminino di glassa pseudo-spirituale anch'essi. A questi vortici scollati dai tempi e dalle libertà, adolescenti e giovani preferiscono le nuove fonti di istruzione e di informazione: tv e internet, in primo luogo. Il papà fonte di saggezza e il libro testimone di cultura sono stati abbandonati; sono spariti dall'orizzonte dei desideri e delle necessità; sono ammuffiti.

E allora ecco che insorge una vendetta e una rivendicazione quasi violente se non reazionarie: al grido di "abbasso il computer, viva l'Humanitas", i non più giovani ma non ancora anziani hanno abbracciato una nuova ricerca. Sono gli orfani di quando si andava in chiesa la domenica, delle feste sante, patrizie e patriarcali, dei riti seriosi, delle abitudini meticolose. Hanno perso le sicumere che chiamano certezze e hanno perso i sistemi antropologici che chiamano valori. Allo sbando, senza più psico-dignità da spendere, non vogliono però ammettere la sconfitta, la rotta immane delle credenze, la Caporetto della spiritualità retta sulle palafitte macilente del cattolicesimo. Ma d'altra parte non concepiscono un'altra religione che non sia quella che li sedusse, trovano eretico e traditore  rifugiarsi in un'altra; e allora vagano nelle nebbie della ricerca, lottano per giungere a mete che neppure sanno se esistono o meno, cercano una soddisfazione che possa riempire il vuoto enorme creato; e probabilmente neppure vogliono trovare qualcosa in fondo a quella loro vana ricerca, forse per non abbandonare definitivamente e completamente la vecchia, morente ma fida compagna religiosa.

Compiango tutti costoro. Li amo ma non posso farli godere del mio apprezzamento. Sarebbe bastato avere un po' di coraggio, solo un po' di quel coraggio speciale per decidere definitivamente di aver abbandonato il buio pesto e di poter iniziare invece un percorso di luce e di significati reali. Ma essi non ce l'hanno avuto quel coraggio; e allora si dannino pure nello Stige dell'illusione totale. Io volto lo sguardo dall'altra parte, dove sono le sofferenze e i problemi, sì, ma pure la lealtà che non può affatto tradirmi.

                 Calogero

Hit Counter visite da ieri