Apologia della castità
Cheerleader troppo sexy: via!
5 maggio 2005
Il Parlamento di Austin blocca "le peccaminose"
cheerleader delle squadre
universitario: "Così riduciamo le tentazioni"
Troppo sexy le ragazze pon pon
il Texas le riveste per legge -
dal nostro inviato VITTORIO ZUCCONI
WASHINGTON - L'eterna fissazione con il "diavolo in gonnella", con la
femmina tentatrice e diabolica che logora la fibra morale dei guerrieri
virtuosi, sveglia i neo Taliban del Texas, lo stato più religioso e più
patriottico d'America, e li spinge a coprire la gambe alle ragazze pon pon.
I guardiani del pudore e della moralità texana hanno ordinato alle
giovinette che sculettano nelle università e nei licei per sollevare il
morale delle squadre, di coprirsi per non corrompere la gioventù virile con
tutta quell'esposizione di gambe, sederi e busti. "Potranno ancora gridare
hurrah, ma non più hip hip" ha commentato sarcastico un portavoce della
Associazione Nazionale Cheerleaders, giocando sulla parola "hip" che in
inglese è la coscia.
È stato il Parlamento del Texas, non qualche predicatore allucinato o il
solito gruppo di "madri preoccupate" per la virtù dei figli (e dei mariti) a
produrre addirittura una legge, con discreta (56 a 44) maggioranza raccolta
da entrambi i partiti, il democratico e il repubblicano, perché nello stato
della Lone Star, della stella solitaria, i neo Taliban sono trasversali e la
difesa della virtù, soprattutto di quella altrui, è molto sentita. Soltanto
un estremo sussulto di vergogna civile ha impedito che la legge arrivasse a
stabilire, metro alla mano come negli antichi istituti scolastici di suore,
anche la lunghezza delle sottanine e la superficie di pelle scopribile. A
differenza delle Virginia, un altro stato del Sud, dove il legislatore ha
fissato in 8 centimetri la distanza massima consentita fra l'ombelico e la
vita dei calzoni per frenare la vertiginosa discesa verso gli abissi
dell'inferno.
Naturalmente sono le scuole, dalle medie alle università, cioè i luoghi nei
quali si deve forgiare l'acciaio della moralità e si preparano i futuri
difensori del bene, l'obbiettivo dei "neo Tal" Texani. I club di sport
professionistico, come i Cowboys di Dallas o i Rockets di Houston, molto
apprezzati dal pubblico televisivo per la leggendaria generosità delle loro
ragazze pon pon, sono enti privati e come tali lasciati alle fiamme della
perdizione.
Ma gli istituti scolastici pubblici, sotto il controllo finanziario dello
Stato, rischieranno d'ora in poi di vedersi tagliati i fondi in proporzione
alla lunghezza delle sottanine, più corte le gonne più avari i
finanziamenti. Nei propositi dei legislatori, coprire le ragazze che fanno
coreografia al tifo alle partite di football e di basket "è anche un modo
per ridurre le tentazioni e quindi il numero di gravidanze, di aborti e di
infezioni da malattie veneree", come ha spiegato l'onorevole Corbin Van
Arsdale, uno dei due sponsor della legge e, in una nota aggiuntiva che
commuoverebbe qualsiasi ayatollah, "contribuirà a istillare nei giovani
uomini il rispetto per le donne". Il problema è che le donne non sembrano
essere affatto d'accordo e la competizione fra di loro per entrare nella
squadra "pon pon" della scuola è notoriamente feroce, in Texas, fino alla
violenza. Nel 1991, per vendicare la figlia esclusa dal cheerleading team
del liceo a favore di una studentessa giudicata più carina, la signora Wanda
Holloway risolse il problema uccidendo a rivoltellate la madre della rivale.
La Associazione Nazionale delle Cheerleader, che organizza campionati
nazionali trasmessi in diretta fra le squadre di ragazze e ragazzi pon pon
riccamente sponsorizzate, teme che questo ennesimo rigurgito di moralismo
che erutta dal ventre dell'America patriottica e bacchettona "un giorno ci
costringa tutte a indossare il burqa", come ha detto, un po' esagerando, il
loro avvocato, annunciando ricorso per incostituzionalità. Se necessario,
minacciano i fan delle Cowgirls e delle Rockettes, "arriveremo fino al
presidente Bush, perché blocchi questa stupida repressione di un'attività
innocente". Forse contando sul fatto che anche lui, pur texano, nella
propria giovinezza pre-cristiana e pre-politica, fu un ragazzo pon pon,
all'università di Yale. Ma, fortunatamente per il pubblico, con camicia,
pullover e calzoni.