Precedente Home Successiva

Hit Counter visite da ieri

Omaggi a Walt Disney

SEI UN GUIDATORE ?

FATTI IL SEGNO DELLA CROCE E RECITA IL ROSARIO

E FARAI MENO INCIDENTI ...

il Vaticano produce un manuale per l'automobilista

In giro ci sono peccatori sempre più incalliti e allo stesso tempo inconsapevoli: gli automobilisti, i motociclisti, gli adolescenti a bordo di ciclomotori e city-car. "Persone - come spiegano in Vaticano - che hanno ormai trasformato le strade in un palcoscenico di prepotenza, violenza, egoismo, omicidi, bestemmie".

E allora? Ecco che arriva il codice della Strada del Vaticano. Non è uno scherzo, ma quanto ha appena fatto il Consiglio Pontificio per la Pastorale dei migranti e gli itineranti: un importante - e per certi versi storico - documento dedicato proprio al popolo della strada, diviso in quattro categorie: viaggiatori, prostitute, bambini senza famiglia e barboni.

Nel primo capitolo - quello dei viaggiatori - la Santa Sede stila una sorta di scuola-guida spirituale.
"Il ricorso ai nostri intercessori celesti - si legge nel manualetto di 58 pagine - non deve far dimenticare l'importanza del segno della croce, fatto prima di iniziare un viaggio". Ma anche recitare il rosario tutti insieme, durante le lunghe percorrenze, servirà a "sentirsi immersi nella presenza di Dio, a rimanere sotto la sua protezione".

"I comportamenti poco equilibrati variano a seconda delle persone e delle circostanze: mancanza di cortesia, gestacci, imprecazioni, bestemmie, perdita del senso di responsabilità, violazioni deliberate del codice della strada", spiega ancora il codice vaticano.

La Chiesa in tutti i casi non si limita a dare una guida di comportamenti: sono anni che è impegnata direttamente nell'educazione stradale, attraverso cappelle lungo le autostrade, con preti negli autogrill e nei luoghi di sosta, sacerdoti ai raduni automobilistici e motociclistici. E ora lancia anche un severo monito alle autorità dello Stato a fare di più per prevenire gli incidenti e le inciviltà della strada. Ricordando a chi guida il comandamento basilare del decalogo: "non uccidere".

Un mio commento: Caro ideatore di questa iniziativa, ti ringrazio: adesso so come non entrare a far parte di quel milione e passa di morti in incidenti stradali ogni anno! Ma se devo seguire la tua logica, queste anime saranno tutte o quasi anime di atei, o no? Difatti, tutti gli automobilisti che si sono fatti il segno della croce prima di partire in auto (e io li vedo spesso, hai fatto breccia...) oppure che, sfrecciando a 200 all'ora sulla Bologna-Milano, recitano il rosario in coro polifonico con amici e famigliari presenti, di sicuro sono ancora vivi e vegeti. E devono ringraziare solo te, ideatore straordinario di rimedi sociali e circolatori. E che vadano alle ortiche sistemi elettronici di sicurezza, airbags, cinture, ecc.! E visto che ci siamo, perché darsi da fare per imparare bene a guidare? La patente ce la compriamo dal primo corruttibile che incontriamo e poi via subito in macchina a tavoletta: tanto, basta essere credenti, appiccicare padreppii al parabrezza o crocifissi sotto lo specchietto, ed evitare di bestemmiare quando uno stronzo figlio di puttana alla guida di un pulmino di suore ci taglia la strada e ci manda oltre il guard-rail...!

Il decalogo commentato da un anticlericale:

1) Non uccidere.

Ok, quel mostro di saggezza che mi ha tamponato da fermo sbriciolandomi il costoso paraurti posteriore non lo uccido. Però un danno vasto e permanente al "suo" assetto posteriore potrò farglielo, eh!

2) La strada sia per te strumento di comunione tra le persone e non di danno mortale.

La prossima volta che vado in vacanza sulla A14 e ci metto una settimana per fare un chilometro, invece di sfogliare il calendario alla ricerca di un santo non ancora bestemmiato invito tutti i vacanzieri cotti nel traffico a ballare la tarantella...

3) Cortesia, correttezza e prudenza ti aiutino a superare gli imprevisti.

Signora, guardi che il semaforo ormai ha assunto tutti i colori dell'arcobaleno, comprese le sfumature; sono qui fermo dietro di lei con la batteria a zero da quanto le ho ricordato a suon di clakson questa piccola verità; ora però, ormai al tramonto, scendo dalla mia ormai inservibile auto, vengo presso la sua bella decappottabile e, notando che la irrilevante tempestività fu causata dall'impellente bisogno di ripassarsi il rossetto sulle labbra, le chiedo in prestito il già citato tubo del rossetto e gliene illustro un uso assai nuovo e confortevole.   

4) Sii caritatevole e aiuta il prossimo nel bisogno, specialmente se è vittima di un incidente.

Ohhh, poverino! Sei spalmato sull'asfalto perché senza casco sulla Vespa 50 truccata andavi a 200 sulla SS7 BIS TERRA DI LAVORO e sei scivolato sugli sputi dei vecchietti fermi ai lati della strada dopo averne falciato una ventina? Non fa niente, vieni che ti aiuto io a risolvere i tuoi piccoli sensi di colpa...  

5) L’automobile non sia per te espressione di potere, di dominio e occasione di peccato.

Automobilista avvertito mezzo salvato: basta copule in Panda, basta tappezzare la Ritmo di giornali, basta arrampicarsi con la Rav4 dietro gli agriturismi alla ricerca di un'alcova!

6) Convinci con carità i giovani, e i non più tali, a non mettersi alla guida quando non sono in condizione di farlo.

Il pulmino delle "Pie sorelle di santa Lucia" mi è passato davanti a meno di un centimetro dal pisello mentre io, e non loro, avevo il verde a un incrocio: ho quindi abbassato il finestrino beandomi al lieve ronzio del motorino, ho messo le mani a coppa e ho riassunto loro in stretto dialetto campano quanto scarsa fiducia nutrivo circa la moralità della esuberante guidatrice e delle rispettive consanguinee, nonché circa la capacità taumaturgiche della santa di cui lorsignore fregiano il mezzo per proteggerle la vista. 

7) Sostieni le famiglie delle vittime di incidenti.

Alla prossima strage, fermo la macchina, rimetto un po' insieme il papà sparso nel vicinato da un tir, gli frugo nel taschino e controllo lo stato civile: se, e solo se, risulta ammogliato cristianamente con i resti un po' pasticciati di una donna che penzolano da un paio di cartelloni pubblicitari, solo in quel caso chiamo il 118. Ma se ho il sospetto che quella non era la moglie ma un finocchio dell'Azerbaijan, nisba, rimetto in moto dopo avergli sputato su quel che resta della faccia e mi allontano nauseato.

8) Fa’ incontrare la vittima e l’automobilista aggressore in un momento opportuno, affinché possano vivere l’esperienza liberatrice del perdono.

Pronto? E' lei che il mese scorso mi ha devastato le gambe perché mi è carinamente passato sopra con un Hummer H3 mentre ero già per terra falciato poco prima da suo figlio minorenne che senza patente guidava un BMW 730 ? Ascolti, verrebbe a casa mia in serata? Sa, ho appena acquistato uno schiacciasassi modello jumbo, e le volevo far vivere l'esperienza liberatrice del perdono. 

9) Sulla strada tutela la parte più debole.

Quando rimango bloccato da un'improvvisa visita pastorale del papa, per cui c'è necessità di chiudere mezza città allo scopo di far passare nel largo un corteo di una cinquantina di lacché papalini al seguito di una delle più brutte modificazioni delle Mercedes, acchiappo un vigile, gli dimostro quanto io e la mia Renault4 siamo più deboli del Vaticano e del suo parco macchine, e mi accingo a fargli spezzare il corteo allo scopo di farmi passare per andare finalmente a casa.  

10) Senti te stesso responsabile verso gli altri.

Mi sento così responsabile verso il camionista che m'è salito sulla Punto appena comprata che adesso lo risucchio velocemente dal finestrino del suo 4assi-Viberti fino al mio cospetto e, responsabilmente, gli ammollo alcuni calci a casaccio tutti però concentrati attorno al basso ventre.