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Il silenzio sugli innocenti
Ginecidio Vaticano
di Luigi De Marchi

15 milioni di bambini muoiono di fame ogni anno

Poiché il Vaticano già da molti anni ama accusare d’infanticidio su scala di massa chi, come me, sostiene l’urgenza sociale e umana di un’adeguata assistenza contracet-tiva e abortiva, ho dovuto denunciare ripetutamente, in questi miei interventi, la vera propria strage degli innocenti di cui il dogmatismo cattolico e islamico si è reso responsabile bloccando ogni sforzo internazionale per assicurare quell’assistenza alle donne del Terzo Mondo. Come tutti sappiamo, circa 15 milioni di bambini muoiono ogni anno di fame: ed è ovvio che si tratta di bambini che le loro madri non desidera-vano di certo procreare, ben sapendo di non poterli sfamare in alcun modo, e che era-no state costrette a concepire loro malgrado proprio per la mancanza d’una valida as-sistenza contracettiva imposta da papi e ayatollà. Perciò da quando, circa mezzo secolo fa, ho iniziato la mia battaglia per la regolazione delle nascite, i dogmatici vaticani che accusano d’infanticidio me e gli altri fautori di tale regolazione hanno prodotto lo sterminio per fame di almeno mezzo miliardo di bambini: un olocausto al cui con-fronto, come sottolineo da tempo, quelli di Hitler, Stalin o Pol Pot appaiono modeste iniziative artigianali. So bene che, nei sommi sacerdoti, non c’è la volontà di uccidere che animava i tiranni nazi-comunisti, ma nessun uomo responsabile può permettersi di ignorare le tragedie prodotte dalle sue decisioni.
Ora, inoltre, due miei compagni di lotta americani, Donald Collins, editorialista del Pitsburgh Herald Tribune, e Sally Epstein, figlia di Clarence Gamble. un pioniere mondiale del birth control che aiutò anche in Italia le nostre prime iniziative per la diffusione dei principi e dei metodi di procreazione responsabile, mi segnalano un’altra strage che il dogmatismo vaticano ha promosso e promuove nel Terzo Mon-do: la strage delle 300.000 donne che, costrette a procreare loro malgrado perché pri-vate d’ogni assistenza contracettiva, muoiono ogni anno di parto o di altre compli-canze puerperali nel Terzo Mondo. In questo caso, nell’arco di mezzo secolo le vittime del genocidio (o ginecidio, come lo definisce un mio amico ginecologo) ammontano a circa 15 milioni. E dietro a questa macabra contabilità non stanno solo i decessi, ma anche le sofferenze che accompagnano la morte d’un bambino per fame o d’una donna per infezioni o traumi gravidici e quelle che la morte della madre produce nei figli già nati.
E tutto questo dolore, perché ? Non perché qualche testo sacro imponga certe atrocità, ma perché le elucubrazioni d’un qualche infallibile dignitario ecclesiastico, nelle sale sontuose della sua principesca residenza, sono approdate a una certa interpretazione di quel testo, magari smentita da un suo altrettanto infallibile collega qualche anno dopo (come accadde tra Paolo VI e Papa Luciani proprio sul tema della regolazione delle nascite).
Un esempio sinistro degli stermini promossi dal Vaticano ci è giunto di recente dal Vietnam, ove un nuovo tipo di sterilizzazione volontaria (non più chirurgica ma farmacologica) era stato richiesto negli ultimi anni da 50 mila donne che, già madri di almeno tre figli, non volevano averne altri. Si tratta d’un metodo che è stato preferito da 9 donne su 10 alla sterilizzazione chirurgica e che. in 35 paesi, è stato applicato ad oltre 150.000 donne a costo minimo e senza un solo caso di complicanza mortale. Ma a questo punto – come ha rivelato al Congresso Mondiale di Ginecologia il Dr. Do Trong Hieu, rappresentante del Governo vietnamita - un funzionario delle Nazioni Unite totalmente infeudato al Vaticano ha diffuso voci allarmistiche su un fantomatico effetto cancerogeno del farmaco sterilizzante e sul pericolo che i governi decisi a continuare ad utilizzarlo venissero esclusi dal finanziamento dei loro programmi sanitari ad opera delle Nazioni Unite. Così, molti governi terzomondisti decisero di sospendere la sterilizzazione farmacologica. “In Vietnam – ha concluso Hieu – le donne escluse dalla sterilizzazione chimica da loro preferita sono ricorse, per limitare la loro prolificità, agli interventi abortivi, che sono quasi quadruplicati in pochi ann.i”: è questo, un altro brillante risultato dell’invadenza vaticana, che va ad aggiungersi a quello menzionato pochi giorni fa in un altro di questi miei interventi, e cioè alle migliaia di feti abortiti naturalmente prima della 24a settimana per le loro gravi malformazioni e costretti dall’invadenza di pochi prelati, nonostante il parere della maggioranza degli specialisti, a vivere una vita disperata di handicappati e ad infelicitare i loro stessi genitori.
Ecco dunque, “di che lacrime gronda e di che sangue” lo sviscerato amore per l’infanzia e per la maternità proclamato a pranzo e a cena dalle gerarchie vaticane: solo negli ultimi 50 anni, esso ha prodotto una catasta di mezzo miliardo di bambini morti di fame, 15 milioni di donne morte per gravidanze indesiderate, 10 milioni di donne morte d’infezioni uterine nei paesi in cui l’assistenza abortiva è vietata dalla legge per le pressioni vaticane, milioni di donne spinte all’aborto dai divieti vaticani alla contraccezione e alla sterilizzazione e migliaia di sventurati obbligati a vivere un’esistenza da disabili gravi per l’ingerenza vaticana nella professione ginecologica. Ma la corsa trionfale dello spermatozoo nelle tube di Falloppio è stata così garantita e i sommi sacerdoti possono dormire il sonno del Giusto nei loro palazzi principeschi.

30.03.06

Luigi De Marchi

grazie a NOGOD dov'è pubblicato il pezzo