la Bibbia citata in tribunale
Pino Nicotri, scrittore e
giornalista su
Resistenza Laica
martedì 24 luglio 2007
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"La Bibbia finisce in Tribunale" era il titolo di un articolo pubblicato su Il
Venerdì di Repubblica il 3 novembre 2006. |
Ultimora del 6 settembre 2007 - La Reuters riferisce del movimento d’opinione attivo a Hong Kong che cerca di far dichiarare ufficialmente “indecente” la Bibbia per via delle molte scene di sesso e di violenza che figurano nelle sue pagine. Un portavoce della Television and Entertainment Licensing Authority (TELA) della città cinese conferma che l’ente ha ricevuto finora più di 800 reclami da parte di cittadini offesi dai racconti di stupri, incesti e anche crocifissioni che il libro contiene. Nel caso le obiezioni venissero accolte, la dichiarazione di indecenza farebbe sì che il testo potesse essere commercializzato solo se sigillato in una busta opaca e dietro presentazione da parte dell’acquirente della carta d’identità. |
La Editing & Printing, nell'approntare la pubblicazione della Bibbia-Cei per
l'ora di religione (Riforma Moratti 2003), riscontrava che
numerosi brani sono stati volutamente deformati, cancellati o aggiunti in
relazione alle precedenti Bibbie ufficiali della Chiesa cattolica.
E non solo.
La Bibbia, in quanto testo di formazione scolastica, contiene
tantissimi brani in contrasto con le norme e i principi costituzionali, lì dove
"approva e ordina lo stupro, l'infanticidio, la legittimità della schiavitù, la
pena di morte, la guerra civile e religiosa, la sottomissione della donna, la
morale della maledizione, lo sterminio, la lapidazione e altri delitti…"
(100 brani depositati nell'atto di citazione dall'editore).
Leggete e vedrete.
Dopodiché, la E&P ha dovuto bloccare il suo piano editoriale (L. 47/1948 e L.
633/1941) e ha citato in giudizio la carovana di 28 convenuti
per "manipolazione e incostituzionalità della Bibbia Cei".
La faccenda mi ha incuriosito. Ed
ecco, allora, che ho contattato la Casa editrice E&P.
Una segretaria mi ha risposto affabilmente: "Il nostro portavoce è su Internet".
E cioè? Ho domandato.
E lei candidamente, è il sito utopia.it
Indi, mi sono immerso nel web.
E lì ho capito che il processo è in una fase delicata. Ho capito che è prossima
la quarta udienza e si sta per giungere a decisioni importanti.
Nelle pagine del sito ho trovato 700 antinomie e 70
manipolazioni bibliche, ho trovato le certificazioni sulla pena di
morte nel Vangelo, nell'Antico Testamento e nel catechismo attuale. E tante
altre cose che non sapevo sulla Bibbia. Ma soprattutto ho trovato il testo della
comparsa della Cei e degli altri convenuti in Tribunale.
Io non debbo esprimere un giudizio, ma un breve appunto me lo dovete concedere.
La Cei e i coeditori si difendono asserendo che la Bibbia "non è libro di testo
adottato né adottabile" per l'ora di religione. Si difendono rintanandosi, come
se annusassero di non poter scagionare la Bibbia Cei. Questo è paradossale!
In verità, la Bibbia Cei è già adottata come testo scolastico.
È sufficiente visitare il sito delle adozioni scolastiche (A.I.E.)
ove si trovano diversi editori che da un anno già pubblicano e già vendono la
Bibbia per la scuola, con tanto di nulla osta della Cei. Parimenti,
è nell'elenco dei libri di testo adottati da centinaia e
centinaia di scuole.
Ebbene, essendo in rete i primi atti del processo, possiamo scommettere che dopo
il deposito delle memorie, dopo la replica alle domande e dopo l'ammissione
delle prove (art. 183 cpc) saranno fruibili tutti gli altri documenti
giudiziari. E allora ci sarà un vero e proprio "quarto processo in rete". Dove
noi saremo i giudicanti, a prescindere dal verdetto del Tribunale, del Tar o
della Corte Costituzionale.
La partita in gioco è rilevante, molto più di quanto si possa immaginare.
Dopo il processo a Galilei, il duello sembra quasi epocale.
Ma, ora, tutto è ribaltato… La Cei è la parte convenuta…
La sacrale dottrina è "sotto inquisizione" per reato
giudiziario e morale sulla legge civile dello Stato italiano. Il
pensiero laico accusa il "pensiero assoluto" di "misero relativismo". Guarda in
silenzio gli atti del processo, senza parlarne troppo in giro.
Almeno, per ora...
NOTA
L'autore gestisce il blog d'autore dell'Espresso
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