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Non condivido lo scandalo che di sicuro alimenterà le polemiche. Mai come in questo periodo, la Scuola italiana è la palestra preferita dei più vari esercizi di cattolicesimo: dalle visite pastorali ai crocifissi, alla latitanza surrettizia dell'ora alternativa. Il problema è che nel frattempo la società è profondamente mutata, per cui questa Scuola, ritagliata sul modello cattolico, al tempo in cui i cattolici erano la maggioranza del paese, è diventata un anacronismo. Poco importa se c'è da rispettare il bambino musulmano o cinese, anzi trovo fuorviante (e pericoloso) spiegare episodi come questo con un'esagerata subordinazione agli "stranieri". Il punto è che oggi è finito per sempre il monopolio della religione che ha caratterizzato l'Italia: lo Stato è laico dal 1985, ma la Scuola finge di non essersene accorta e continua a imporre un modello nostalgico grazie alla colpevole indifferenza politica. Rispetto a questo, la convivenza straordinariamente nuova con popoli culturalmente lontani dalle credenze religiose italiane, porrà sempre di più problemi più ampi che non quello di non cantare canzoncine natalizie. È meglio che cominciamo a prenderne coscienza. Come si manterrà, per esempio, il solo insegnamento della religione cattolica quando cinesi, russi e musulmani saranno paritari per numero e per esigenze agli studenti italiani? Cosa risponderà il Miur quando questi studenti chiederanno perché la loro integrazione è magnificamente promossa solo finché non intacca la fede degli ospitanti? E le stesse vacanze di Natale e di Pasqua, così "normali" nell'Italia di oggi, fino a quando godranno del monopolio su "la festa dei draghi" o sul "Aid Al Adha"?

 

Per delicatezza verso i compagni non cattolici, una materna decide
di non far eseguire canzoncina su Gesù. Ma il caso coinvolge l'intera città

"Niente canzoni di Natale a scuola"
E a Bolzano scoppia la polemica


BOLZANO - Come gestire la festa di Natale in una scuola multietnica? Ad Oltrisarco, uno dei quartieri con la più forte presenza di alunni stranieri, una delle scuole materne - la "Casa del bosco" - ha deciso di non far cantare ai bambini una delle tre canzoncine previste per la festa di Natale. E la scelta ha fatto esplodere la protesta di una parte dei genitori. Così mentre i compagni delle altre scuole intoneranno un testo che parla di Gesù, per rispetto verso i compagni non cattolici i bimbi della "Casa del bosco" osserveranno il silenzio.

Come era prevedibile la discussione si è allargata all'intera città, anche perché altre scuole materne dello stesso quartiere hanno scelto strade diverse, sia pur con polemiche interne di altro segno.
Le insegnanti della scuola materna "Vittorino da Feltre", al contrario, hanno deciso di far cantare i loro alunni. Alcuni genitori musulmani hanno annunciato che i loro bambini non verranno alla festa ma, dicono dalla scuola, "si tratta di una minoranza: come tutti gli anni in queste occasioni, la maggior parte dei bambini di famiglie straniere saranno con noi".

Alla materna "Raggio di sole" hanno scelto la strada della conoscenza reciproca. Così festeggiano tutti insieme, sia alla fine del Ramadan che a Natale. Partecipano tutti, anche i genitori stranieri. Nella scuola "Dolomiti" i pasti rispettano rigorosamente le prescrizioni religiose, ma nella nuova sede, appena ristrutturata, ci sarà di sicuro, spiegano, il crocifisso.

La vicenda si verifica proprio all'indomani del rilancio da parte del Ministero della Pubblica Istruzione, della commissione per l'integrazione degli alunni stranieri - inattiva da cinque anni - e della presentazione di un nuovo strumento didattico: una Bibbia multimediale per accompagnare gli alunni in un percorso trasversale tra Cristianesimo, Ebraismo e Islam.

la Repubblica
(13 dicembre 2006)