CARCERI BASTA
Ospito un editoriale di Rita Bernardini (dal sito radicale) sulla necessità dell'amnistia contro l'ipocrisia delle "mezze amnistie" tanto per non scontentare i votanti..._________
Carceri:
basta con la gioielleria di scena. Sì ad indulto e amnistia e… fuori
i soldi della cassa ammende!
di Rita Bernardini
Braccialetto sì, braccialetto no, braccialetto forse. Non
rassicurano le dichiarazioni di queste ore sul sovraffollamento
delle carceri la cui realtà infernale abbiamo toccato con mano nelle
nostre visite ispettive ferragostane. Intanto, nessuno rileva che
esistono condizioni di illegalità da parte dello Stato che vanno al
più presto sanate: è contro la Costituzione e contro ogni principio
di umanità costringere in spazi ristrettissimi esseri umani che sono
stati sì privati del bene della libertà ma che non possono in alcun
modo essere privati della loro dignità di persone. Se è ancora in
vigore il principio costituzionale per il quale le pene non possono
consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono
tendere alla rieducazione del condannato, cosa dire delle disastrose
condizioni igieniche dei penitenziari, della mancata possibilità di
lavoro per la stragrande maggioranza dei detenuti costretti a
divenire “forzati dell’ozio”, del fatto che oltre il 55% dei reclusi
sono in attesa di giudizio, che c’è una carenza cronica di
educatori, psicologi e assistenza sociali e che gli stessi agenti di
polizia penitenziaria, a causa della persistente scarsità di
organico, vengono costretti a turni massacranti per ore e ore di
straordinari sottopagati?
Nessuno poi sembra preoccuparsi di cosa siano in condizione di fare
i detenuti una volta conquistato il portone d’uscita del carcere,
seppure con un braccialetto al polso o alla caviglia. Cosa possa
fare un ex recluso dopo un periodo di detenzione che lo ha
incattivito, senza lavoro, magari senza casa e senza affetti? Quanti
sanno che esiste una cassa apposita – la Cassa delle Ammende - che
ha fra le sue finalità istitutive quella di finanziare programmi di
assistenza economica in favore delle famiglie di detenuti e di
reinserimento sociale di detenuti? Questa “cassa” tanto rigurgita di
denari non spesi che ogni anno (e da anni) l’Amministrazione investe
i fondi disponibili per acquistare BOT: l’ultimo stanziamento risale
al maggio di quest’anno per una cifra pari a 87 milioni di euro (168
miliardi delle vecchie lire!).
Lo scandalo della Cassa delle Ammende è stato sollevato dai radicali
fin dal 2003, grazie alla testardaggine della Segretaria
dell’Associazione Radicale Satyagraha, la radicale storica Jolanda
Casigliani.
Noi radicali chiediamo al Ministro Alfano di adoperarsi per far
rientrare le carceri italiane nella legalità costituzionale e per
far questo l’unica strada è quella radicale oggi riproposta da Luigi
Manconi dell’indulto accompagnato dall’amnistia (che serve
soprattutto ai magistrati), da concrete misure di depenalizzazione e
decarcerizzazione unite ad un serio piano per il reinserimento
sociale delle persone detenute. Le risorse - non solo economiche ma
anche professionali - ci sono tutte, basta smetterla con la
propaganda da gioielleria di scena di bracciali, braccialetti e
simili amenità.