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Cagliari 28/11/05 COMUNICATO STAMPA
Telefono Antiplagio informa
che il TAR Lazio ha dato ragione all’Autorità
per le Garanzie nelle Comunicazioni: astrologi, previsioni e cartomanti
televisivi potranno andare in onda solo dalle 23 alle 7. Pertanto la
delibera dell'Authority dell'8 marzo scorso, congelata dal TAR dopo una
valanga di ricorsi, è vigente a tutti gli effetti.
Nell'udienza del 9/11 u.s. il TAR Lazio ha respinto tutte le eccezioni
sollevate da decine di tv locali e gestori di 166, 899, 892, 0878 ecc.
Contro la direttiva si era schierata la nostra associazione, che chiedeva il
divieto totale della pubblicità, e gran parte dell'emittenza
locale, che voleva esattamente l'opposto: emittenza locale che commercializza
assurde previsioni sulle stelle, le carte, la cabala e, soprattutto, sulla
pelle dei cittadini più deboli, tramite telefonate che
costano fino a 111 euro l'ora. Subito dopo la pubblicazione della delibera,
che avrebbe dovuto essere applicata a partire dallo scorso 28/5, erano stati
presentati i ricorsi al TAR Lazio che, il 25/5, aveva sospeso l'esecuzione del
provvedi mento, fissando l'udienza pubblica per l'esame di merito al 9/11.
Udienza che, appunto, ha visto tutti i ricorsi respinti.
Telefono Antiplagio aveva chiesto il divieto generalizzato delle televendite
in questione per i seguenti motivi:
- I pronostici sul lotto, i consulti di cartomanzia ecc., che vengono
reclamizzati nelle pagine teletext di Mediaset, nel Televideo Rai e dalle tv
locali e satellitari, mettono sul lastrico migliaia di famiglie e non
rispettano il codice di autoregolamentazione del 4/6/02.
- Ogni giorno, in tutte le fasce orarie, sedicenti 'indovini' invadono tv e
televideo con ingannevoli e truffaldine televendite di codici 899, con
relative tariffe oscurate o talmente piccole e sfuocate da non poter essere
lette, quando invece bisogna rispettare precisi obblighi di legge.
- Certi presunti 'lottologi' svuotano le tasche dei cittadini, che si lasciano
attrarre da fotocopie di scontrini vincenti visti in tv e su qualche giornale,
appartenenti anche alla concorrenza o a semplici giocatori: scontrini che
alcune ricevitorie del lotto conniventi, istruite ed 'oleatÈ a dovere,
inviano al numero di fax del fantomatico 'indovino' o della tv che lo
pubblicizza.
- Di fronte agli sbarramenti telefonici degli 899, gli imbonitori approntano i
nuovi codici 892 e 0878; quest'ultimo viene modificato graficamente in 087-8,
creando nel telespettatore l’illusione che si tratti di un comune prefisso
interurbano, mentre può essere utilizzato
esclusivamente per sondaggi e televoto.
- Un’altra trovata, studiata dai sedicenti 'maghi', è
quella di abbinare ad ogni data di nascita dei telespettatori un pronostico
del lotto casuale perché, prima o poi, qualcuno
vincerà. E se non vince, vuol dire che la data di
nascita È sfortunata.
- I centralinisti di molti call-center,
retribuiti a percentuale, fanno di tutto per tenere in linea l'utente o
farlo richiamare più volte.
Se i programmi dei ciarlatani, come sostengono le tv private, costituiscono
fino al 60% delle loro risorse, meglio che siano oscurati totalmente, perché
in un Paese civile per mantenere il posto di lavoro di alcuni non si può
far perdere il lavoro e la dignità a tanti altri. Non
si tratta di impedire la libertà di pensiero o di
impresa, ma la libertà di presa in giro. La
protesta delle tv locali, tra l'altro, non ha ragione di esistere in quanto:
1) in Italia il mestiere di ciarlatano È vietato per legge, che
definisce ciarlatano proprio l'indovino, il cartomante, l'interprete di sogni
ecc. (art. 121 TULPS); 2) le emittenti locali chiamano servizi quelli che
sono solo raggiri; o pensano forse che dare i numeri sia una cosa normale
o una vendita uguale alle altre? 3) se le tv ritengono di essere danneggiate
finanziariamente, potrebbero rilanciare, proponendo di mandare in onda 24 ore
su 24 i ciarlatani, ma assumendosi la corresponsabilità
penale del messaggio truffaldino; da questo orecchio, però,
non ci sentono: troppo comodo parlare dei danni subiti, quando quelli
provocati sono molti di più.
A questo punto Telefono Antiplagio spera che le Autorità
preposte vigilino per far rispettare la delibera in questione perché,
nonostante la sentenza del TAR Lazio, indovini, cartomanti e sensitivi
continuano impunemente ad andare in onda a tutte le ore della notte e del
giorno.
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Prof. Giovanni Panunzio, fondatore e coord. naz.
Comunicato-stampa (9/03/05)
Telefono Antiplagio apprende che l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
ha deciso che le televendite di astrologia, cartomanzia e pronostici potranno
andare in onda 8 ore al giorno: dalle 23 alle 7.
Si dà atto all'Authority che tale delibera arriva dopo la latitanza del
Parlamento e un fallimentare codice di autoregolamentazione dei ciarlatani
televisivi promosso dal ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, con la
consulenza del proprietario di una tv privata che vende spazi pubblicitari a
sensitivi e guaritori di tumori.
Si dà il caso, inoltre, che l'editore maggiormente interessato alle reclames dei
sedicenti maghi È il nostro Presidente del Consiglio, che da anni annovera tra
i propri clienti - su Mediavideo, Sorrisi & Canzoni, Pagine Utili - centinaia di
ciarlatani che mandano in rovina centinaia di migliaia di famiglie e cittadini
italiani.
Un Paese civile dovrebbe dotarsi di una legge che vieta le pubblicità dei 'maghi',
non di interventi all'acqua di rose che non risolvono il problema e servono solo
a dirottare le vittime in un'altra fascia oraria o nel televideo.
Se, come afferma l'Authority, « le misure adottate per queste trasmissioni,
riguardo alle quali si registra un diffuso allarme sociale, sono finalizzate a
contrastare ogni forma di sfruttamento della superstizione e della credulità dei
cittadini, a tutela in particolare delle persone più vulnerabili
psicologicamente », Telefono Antiplagio ritiene che tali misure non siano
assolutamente commisurate al danno arrecato, che non ha nulla da spartire con le
scadenze temporali.
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Comunicato-stampa (11/03/05)
La protesta delle tv locali contro la delibera dell'Autorità per le Garanzie
nelle Comunicazioni che blocca le telepromozioni di astrologia, cartomanzia e
pronostici dalle 7 alle 23 non ha ragione di esistere in quanto:
1) in Italia il mestiere di ciarlatano È vietato per legge, che definisce
ciarlatano proprio l'indovino, il cartomante, l'interprete di sogni ecc. (art.
121 TULPS);
2) il presidente delle emittenti locali Maurizio Giunco chiama servizi quelli
che sono solo raggiri; o pensa forse che dare i numeri (in tutti i sensi) sia
una cosa normale o una vendita uguale alle altre? Libertà di impresa non può
essere libertà di presa in giro;
3) se le tv ritengono di essere danneggiate finanziariamente, potrebbero
rilanciare, proponendo di mandare in onda 24 ore su 24 i ciarlatani, ma
assumendosi la corresponsabilità penale del messaggio truffaldino.
Da questo orecchio, però, gli editori non ci sentono: troppo comodo parlare dei
danni subiti, quando quelli provocati sono molti di più. In realtà, in un Paese
civile, le pubblicità dei maghi dovrebbero essere vietate a tutte le ore su
tutti i media, ma sappiamo che in Italia il business dei ciarlatani tocca le più
alte cariche dello Stato, quindi non può essere fermato.
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A fine maggio 2005, quindi, queste trasmissioni potranno andare in onda solo di notte, insieme ai telefoni porno: è quello che meritano. A dimostrazione di ciò, riportiamo il delirante appello di: tv locali, centri servizi (sic!) e carrier telefonici, che si lamentano della decisione dell'Authority.
COMUNICATO AI TELESPETTATORI
L’Autorità delle Comunicazioni ha deciso di vietare la propaganda delle
trasmissioni con numeri a valore aggiunto di astrologia, cartomanzia e
pronostici del lotto, deliberando così, di fatto, la chiusura delle Emittenti
Televisive locali. Ricordiamo che queste trasmissioni sono disciplinate e
controllate dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni e rappresentano fino
al 60% delle risorse pubblicitarie per le tv locali. Questa decisione porterà
alla chiusura delle televisioni locali: sarà così tolta la maggiore voce libera
e indipendente in Italia. Perderemo anche i servizi utili e informativi,
perderemo una grande libertà e il bene più grande che possiamo perdere è la
nostra libertà.
LA VOSTRA E LA
NOSTRA VOCE, IL PLURALISMO, NON AVRANNO PIÙ IL MEGAFONO DELLE EMITTENTI LOCALI.
QUESTA DECISIONE, SE APPLICATA,COMPORTERÀ LA PERDITA DEL LAVORO PER DECINE DI
MIGLIAIA DI FAMIGLIE. Una società che non tutela il lavoro, che non pensa alle
famiglie, che uccide i mezzi di comunicazione, esce dalla democrazia e prende la
strada dell’autoritarismo.
IL PRIMO
ARTICOLO DELLA COSTITUZIONE RECITA: “L’ITALIA È UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA
FONDATA SUL LAVORO”. SE QUESTA DELIBERA NON VIENE FERMATA, DECINE DI MIGLIAIA DI
FAMIGLIE NON AVRANNO UN REDDITO SUFFICIENTE PER MANTENERE I PROPRI FIGLI. IL
PRIMO ARTICOLO DELLA COSTITUZIONE VERRÀ COSÌ CANCELLATO.
E allora
facciamo sentire, TUTTI, la nostra voce. Ognuno di noi, di voi, può contribuire
e insieme far tornare la speranza in un futuro di vera democrazia. Ad ognuno di
voi chiediamo solo una piccola, ma grande, cosa: inviare un FAX, per far sentire
la vostra voce, la vostra voglia di libertà. Uscite di casa, oggi, e inviate un
fax al numero verde 800.03.28.05 con questa frase:
LASCIATE VIVERE LE TV
LOCALI.
L’articolo 21 della
Costituzione sancisce il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero
con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Inviate allora il
vostro FAX oggi, date il vostro contributo per la futura libertà. Le Tv locali -
I Centri Servizi - I Carrier telefonici
ALCUNE
CONSIDERAZIONI
Non è vero che queste trasmissioni sono controllate dal Ministero delle
Comunicazioni. Gli ex ministri Maccanico e Gasparri si sono limitati a
disciplinarle, confondendo la libertà di espressione o la libertà di impresa con
la libertà di presa in giro. Il controllo non esiste, altrimenti non avremmo a
piede libero un numero così rilevante di truffatori. Il controllo non può
esistere perché l'editore che guadagna di più dai sedicenti "maghi" e il
Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: le sue aziende (Pagine Utili,
Mediavideo, Sorrisi & Canzoni...) hanno rapporti contrattuali con oltre 500
ciarlatani. Ovviamente né Striscia la Notizia né le Jene né altri possono dirlo.
Se le trasmissioni dei ciarlatani costituiscono fino al 60% delle risorse delle
tv locali, meglio che chiudano; anche perché la tv libera (nel vero senso della
parola) non esiste più e la concorrenza, negli anni, anziché migliorare il
prodotto lo ha peggiorato.
Se mantenere il posto di lavoro di alcuni comporta la perdita del lavoro e della
dignità di altri, non sarà il caso che alcuni vadano a lavorare sul serio?
Gli articoli 1 e 21 della Costituzione, pertanto, sono stati citati a sproposito
ed oltraggiati.
Di conseguenza invitiamo i navigatori a utilizzare il numero di fax indicato
nell'appello per manifestare la propria indignazione, insieme alla soddisfazione
che i ciarlatani sono destinati a sparire dalla tv: sparizione degna dei "maghi"
migliori.
Giovanni Panunzio, responsabile Telefono Antiplagio