Chi sono gli atei
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| Mangiano i bambini? Sono amorali? Fanno ammucchiate e incendiano chiese? Sono inaffidabili e sospetti? Gli atei sono stati accusati di tutto e di più, e neppure oggi godono di quella normalità cui appartengono naturalmente. Solo in Italia; altrove va tutto bene. Ma in Italia c'è il culto del "normalismo" eversivo cattolico, per cui o credi in loro e sei normale o pensi liberamente e sei anormale. |
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| Il segretario nazionale dell'UAAR 2007-2010, Raffaele Carcano | La direttrice della rivista UAAR "L'Ateo", Maria Turchetto | Baldo Conti, caporedattore della rivista "l'Ateo" (tra i più evoluti dell'Uaar) |
la "nostra" bella Anna Bucci,
responsabile Circoli
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Il Comitato di Coordinamento della Uaar nell'anno
dell'insediamento 2007 Da sx a dx: Silvano Vergoli - Maurizio Mei - Giorgio Villella (ex segretario) - Raffaele Carcano - Isabella Cazzoli - Adele Orioli - Roberto Grendene - Francesco Paoletti - Anna Bucci |
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![]() 2004. Atei a congresso: io e i miei studenti Stefania e Andrea |
![]() 2004. Atei a congresso: il tavolo della presidenza |
![]() 2005. Atei a convivio in Toscana |
2010: Atei a convivio in Toscana |
![]() 2005. Stand UAAR a villa Trabbia (PA) col direttore di Liberazione (oggi "Gli Altri), Piero Sansonetti |
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| VIA DA DAMASCO - l'istruttiva raccolta di testimonianze sulla condizione atea, dal sito NoGod | I nomi degli atei (agnostici e "ambigui") nel mondo: artisti, gente comune, politici, ecc. | |||||
L'ateismo (estratto da atei.it) [io leggerei anche qui]
L'ateismo è la posizione di chi nega l'esistenza di uno, o più, dei o di realtà trascendenti l'uomo. Il termine significa letteralmente senza alcun dio, o separato da ogni dio.
I primi pensatori a negare l'esistenza degli dei (ateismo teorico), furono alcuni sofisti greci, come Diagora di Mileto, Crizia, Protagora, mentre si può parlare di ateismo pratico per i sostenitori del materialismo come Epicuro e Lucrezio.
L'ateismo ha una rilevante ripresa con l'Illuminismo, con il barone Paul d'Holbach e Julien Offray de La Mettrie.
Nell'Ottocento la popolarità dell'ateismo aumentò moltissimo, in conseguenza anche alle scoperte scientifiche della biologia (la teoria dell'evoluzione di Charles Darwin), dell'antropologia e dell'idea della possibilità di dominare la natura derivante dalla rivoluzione industriale. L'ateismo fu portato avanti dai filosofi della sinistra hegeliana come Ludwig Feuerbach e divenne un aspetto fondante del materialismo dialettico di Karl Marx e Friedrich Engels, così come del positivismo (Auguste Comte, Félix Le Dantec).
Nell'Ottocento la maggior parte delle nazioni occidentali aveva il cristianesimo come religione di stato e gli atei potevano essere accusati di blasfemia. In Gran Bretagna il libero pensatore Charles Bradlaugh fu ripetutamente eletto in Parlamento, ma fino alla sua quarta elezione non poté prendere posto in aula perché rifiutava di prestare giuramento sulla Bibbia.
In età contemporanea l'ateismo si è diffuso enormemente ed è spesso associato al razionalismo; in questa chiave va ricordato il filosofo inglese Bertrand Russell.
Sul piano morale, nell'ambito della visione cristiana il termine ateo viene spesso usato in senso dispregiativo, per cui l'ateo è colui che nega un'entità che costituisce un riferimento etico. Gli atei ribattono che la fondazione dell'etica non richiede di ipotizzare l'esistenza di Dio.
Sul piano filosofico, alcuni atei rifiutano di essere definiti secondo la contrapposizione «Dio esiste / Dio non esiste», e affermano semplicemente di possedere una visione naturalistica del mondo, che rifiuta tutti gli approcci mistici o soprannaturali, relegandoli all'ambito della superstizione e delle credenze.
Le varie correnti dell'ateismo
Ateismo Percettivo: è la posizione di chi, pur non avendo basi culturali, nega ugualmente l'esistenza delle divinità.
Ateismo Scettico (o Empirico): sono coloro che basano la conoscenza solo e soltanto sull'esperienza, e negano l'esistenza di una divinità semplicemente perché non la si può sperimentare.
Ateismo Razionale: è l'Ateismo degli Illuministi e di tutti coloro che ripongono particolare fiducia nella ragione e nella razionalità, giungendo alla logica conclusione che Dio non esiste tramite l'uso della ragione, e rifiutando dogmi e credenze metafisiche.
Ateismo Materialista: È quel tipo di ateismo totale e radicale, che nega non solo l'esistenza di dio, ma anche di qualsiasi cosa al di fuori della materia.
Ateismo Passivo: la corrente più numerosa tra tutte, sono quegli atei che per non entrare in conflitto con il proprio ambiente partecipano anche alle funzioni religiose (seguono per praticità l’opinione maggiormente diffusa)..
L'atesimo non è una fede
di Calogero
Molti, troppi, dell' «area avversa» si divertono a classificare l'ateismo fra le "religioni"; anzi, ìmputano la passione e la determinazione che di solito muove l'ateo nella faticosa difesa delle proprie posizioni, a un'ideologia simile - e pure peggiore - a quella dei credenti.
Evidentemente non è affatto così. Una certa colpa, forse, ce l'ha il sostantivo stesso, "ateismo" che, come tutti gli -ismi, riconduce all'ideologia. Ma le religioni hanno una ritualità, una simbologia e un riferimento metafisico che sono assenti nel, anzi contestati dal, ateismo. L'ateo non ha una messa da celebrare, un'idea da santificare; né ha idoli verso cui rivolgersi. L'ateo non è mosso da archetipi; tant'è vero che atei, per lo più, ci si diventa; molto più raro e difficile che un ateo diventi credente. L'ateo, in quanto razionalista, è mosso da un ragionamento, è costituito da un processo razionale promosso da uno studio critico e continuo sulle cose e sulle idee. L'ateo non ha riferimenti metafisici, non ha divinità, non ha certezze né assolutismi; e il suo riferirsi alla ragione non ne può certamente fare un "sacerdote" della razionalità. La ragione è un sistema di pensiero, non è una "fede", a cui manca proprio l'esercizio di quel pensiero. L'ateo non rinuncia a pensare come fa il credente, anzi tiene molto a indagare, e criticamente, tutti gli spazi possibili.
E allora, si dirà, com'è che l'ateo tiene (orgogliosamente?) a mostrarsi certo della non esistenza di un dio?
Sotto questo punto di vista, sembrano più accettabili gli agnostici, che sospendono la questione perché ritengono che non si possa dare una risposta non fideistica al duale "dio c'è - dio non c'è". E in effetti l'agnosticismo è una dignitosa posizione "di transito" che va comunque nella direzione della negazione di dio, non della sua affermazione (giacché, viceversa, ci sarebbe un'implicita ammissione della sua esistenza).
Ma l'ateo ha preso la sua decisione non in base a un assunto, non perché vuole tagliare la questione per non farla proseguire. Ma, semplicemente, per economia: mèmore del dettato occamiano (pluralitas non est ponenda sine necessitate - non è necessario cercare soluzioni difficili quando si hanno quelle facili) l'ateo misura la due possibilità, c'è e non c'è un dio, sulla scorta delle proprie informazioni, e ne deduce razionalmente che non c'è. La presenza di un dio, infatti, complicherebbe enormemente (e inutilmente!) l'esistenza di tutte le cose, i meccanismi, i rapporti di causa-effetto, i sistemi naturali, le stesse Leggi della natura. Restituendo, invece, tutto alla casualità, dietro ogni meccanismo non c'è più un "volontà" da spiegare, dietro le cause non c'è più una causa primaria di fronte alla quale arrendersi, dietro la natura non c'è più un motore imperscrutabile che pone più domande che non risposte... L'ateo, insomma, si attiene alle spiegazioni sul «come» accadono le cose, e si disinteressa al «perché», che è invece un'àmbito speculativo, immaginifico, trascendente per vocazione.
Il credente si commuove di fronte all'operato di dio che ha creato la bellezza di un tramonto che scoppia di luce. L'ateo si commuove di fronte allo stesso scenario, ma conoscendo le leggi della fisica e dell'astronomia, quindi si commuove in modo meno superficiale.
Chi sono gli atei
di Luigi Cascioli (fonte)
Affermare che l’ateismo, secondo quanto affermano i credenti, “impoverisce
l’umanità e ostacola i più grandi beni che sono concessi all’uomo,che sono Dio,
l’anima e l’immortalità, e che le cause dirette dell’ateismo sono un’educazione
sbagliata, un ambiente perverso, una vita licenziosa”, è quanto mai falso e
tendenzioso.
I fatti, oltre che le conclusioni che si ottengono dal ragionamento,
dimostrano tutto il contrario.
Brandlangh, studioso dei fenomeni sociali, ha scritto che l’Ateismo cosciente
permette di raggiungere la felicità umana che viene negata dalle religioni e la
vita dei veri atei è più virtuosa perché più libera e più indulgente di quella
dei credenti che sono in perenne conflitto con se stessi e con il prossimo a
causa di una fede che rende irrazionali i loro comportamenti ( esorcismo,
estasi, miracoli, preghiere, penitenze corporali, intolleranza, odio ecc.ecc).
Tra gli atei che hanno combattuto contro l’immoralità delle religioni troviamo le più grandi figure morali della storia, quali Lalande, Helvétius, Berthelot, Kropotkine, Bakounine, Tchernychevsky, Myskline, Shelley, Carlyle, Holcroft, d’Owen, William Morris, Sylvain Maréchal, Laplace e tutta una folla di altri personaggi da tutti riconosciuti modelli di virtù, senza contare quelli che ci vengono da una storia remota come Buddha, Lao-tsèe, Confucio, Socrate, Parmenide, Epicuro, Eraclito, Diogene, Anassagora ecc.ecc. che, pur essendo atei o agnostici, hanno condotto una vita che pu? essere portata come esempio di ci? che socialmente è considerato esemplare e lodabile.
Tutte figure nobili che si contrappongono all’ipocrisia di quella gente devota e pia che riempie le galere di tutto il mondo per misfatti e crimini di ogni sorta, senza parlare della depravazione e del vizio che troviamo tra i rappresentanti delle varie religioni, prima fra queste il cristianesimo la cui storia è infarcita di corruzione, prostituzione e di crimini tra i più efferati dei quali i suoi maggiori rappresentanti, cardinali e papi, ne hanno fatto base della loro vita.
Da una recente inchiesta sul mondo delle carceri è risultato che gli atei che
si trovano in prigione, oltre ad essere percentualmente di gran lunga inferiori
al numero dei credenti, sono stati condannati non per delitti di natura
criminale ma soltanto per reati dipendenti da infrazioni di carattere
politico-religioso come manifestazioni anarchiche e la blasfemia che in alcuni
stati americani è ancora severamente punita. Gott, attivista politico, eletto
deputato ben due volte, è stato punito con un anno di reclusione per aver
distribuito volantini nei quali affermava di non riconoscere le leggi di un Dio
inesistente. Nonostante che centinaia di filosofi si siano adoperati per
dimostrare l’inesistenza di Dio le religioni, purtroppo, continuano a esistere
attraverso il plagio che operano sulle masse ottuse.
Dio è morto, ha affermato Nietzsche portando gli argomenti più convincenti sulla
sua inesistenza e benché come lui lo abbiano affermato e dimostrato tanti, tanti
altri, ancora c’è chi crede ad un essere trascendentale che vive in un mondo che
è al di fuori della materia.
Nella convinzione che non sarà mai possibile eliminare l’idea di Dio nella
superstizione umana per l’impossibilità che ha la ragione di dimostrare
l’inesistenza dell’inesistente, ho deciso di attaccare il cristianesimo, e di
conseguenza gli altri due monoteismi che originano dallo stesso Dio, nella sua
impostura storica. La storia, a differenza dei concetti filosofici che, per il
loro astrattismo, possono essere sempre contrastati dai sofismi teologici, non
pu? essere contestata quando si appoggia su documentazioni inconfutabili come
nel caso della “FAVOLA DI CRISTO” in cui viene dimostrata in maniera
inoppugnabile la non esistenza di Gesù come uomo. Con la distruzione della
figura storica di Gesù, di quel “Logos inviato sulla terra per unire la materia
al trascendentale, oltre a crollare la figura divina del figlio, si annulla
anche quella del Dio Padre che, nel paradosso della Trinità, vengono dichiarate
consustanziali.