Vita spericolata
CHIODO SCACCIA CHIODO
poetico ma pericoloso
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Chiodo scaccia chiodo non è soltanto un cortometraggio del 2003 (The Delivery Boy) di Stephen Marro con Colleen O'Loughlin, Max Miner ed Elizabeth Tidy. Non costituisce solo il rimprovero di Cesare Pavese e del suo aforisma "Chiodo scaccia chiodo, ma quattro chiodi fanno una croce". E nemmeno si ferma alla risposta dell'acuto Roberto Gervaso: Chiodo scaccia chiodo. Ma sempre chiodo resta.
Volendo andare anche solo un po' più in là di aforismi e detti popolari (di cui penso tutto il male possibile...) incontriamo una sorta di "poetica" nel costume quotidiano che affonda le sue motivazioni e radici, manco a dirlo, nella "pericolosa" filosofia contadina.
Chi ha le emorroidi, fastidiosa patologia anale molto diffusa negl'uomini over 40, s'è sicuramente sentito dire da parenti e amici: "mangia molto peperoncino ché ti passano". Al che, di primo acchito si rimane sorpresi, giacché si pensa "ma come, il peperoncino per sua natura irrita e io dovrei usarlo per curare un'irritazione?". Beh, questo è solo un esempio dell'omeopatia popolare riassunta sotto lo slogan "chiodo scaccia chiodo", come dire "risolvere un problema con un altro problema simile", curare una malattia usando la causa di quella malattia.
Per rispondere alla precedente perplessità, innanzitutto dobbiamo ragionare sui grandi numeri e non sui piccoli. Che significa? Significa che se le mie informazioni vengono da amici e parenti, avrò la sensazione che le cose stanno proprio così solo perché la guarigione di zio Mario e del collega Arturo lo dimostrano. Esattamente come nel caso delle emorroidi: se so che mio zio ha mangiato peperoncino ed è guarito, a me basta questo per essere "sicuro" che la cosa funziona. Qual è, invece, il giusto ragionamento? Intanto, andiamo a vedere quante persone che hanno mangiato peperoncino sono poi guarite dalle emorroidi; ci sono regole statistiche per cui fino a un certo punto la guarigione è dovuta al caso, e non c'entra niente aver mangiato o meno peperoncino. Solo dopo quel certo punto, quel certo numero di persone esaminate, se rimane la relazione fra peperoncino e scomparsa delle emorroidi si potrà parlare di causa ed effetto. "Parlarne", che non significa esserne certi: infatti, la scomparsa della malattia emorroidaria potrebbe anche essere causata da un cambiamento dell'alimentazione, da mutamenti dello stile di vita, o da semplice remissione spontanea. Quindi, la certezza non è affatto così semplice da conquistare. Fatto sta che gli studi clinici, fatti appunto su un grande numero di persone, dimostrano che nonostante mio zio e il mio collega siano guariti, la grande maggioranza delle persone non sono affatto guarite, anzi, l'aver mangiato peperoncino, com'è ovvio che sia, ha aggravato le emorroidi. Per essere saggi e accorti, allora, e per non mettere a repentaglio la salute propria e quelle dei propri cari (eh sì, un padre che crede a queste cose farà esperimenti anche sui figli...) bisogna uscire dal proprio "quartiere" di chiacchiere e di sensazioni, e andare a capire quel che succede nel mondo medico.
Un pensiero sballato e scorretto diventa pericoloso quando la malattia non è così banale ma mortale come il cancro. Ebbene, anche su questo tema c'è molta gente che ricorre al principio del "chiodo scaccia chiodo" come se si scherzasse; parlo, per esempio, del fumare sigarette. Quanti fumatori si vantano che tizio e caio sono ormai vecchissimi e continuano a fumare rimanendo in buona salute? E concludono in tono di sfida: perché non io?
Questo è un pericoloso fatalismo ( = credere che le cose debbano essere predestinate ad andare per un certo verso senza la possibilità di poterlo mutare) che denota solo ottusità. Purtroppo, così come, rimanendo nel campo dei proverbi, "una rondine non fa primavera", neppure un sano fumatore anziano dimostra che il fumo non uccide. Anche questo pensiero è sbagliato perché non è legato al senso dei numeri ma a quello di generiche supposizioni e incontrollabili sensazioni. Ovviamente, non è che ognuno che fuma poi muore di cancro; la sigaretta non è un colpo di pistola in fronte, per cui la mortalità si può dire sia il 100%. Purtroppo, quell' "ovviamente" non è preso in considerazione: di 100 persone si guarda ai 5 o ai 10 che fumano senza avere il cancro, e si ignora che gli altri 90 o 95 ce l'hanno eccome. Se fumiamo, da che parte vogliamo stare? Io direi che smettere subito ci può far passare tra quei 90; che ne dite?
Bene, spero che "il messaggio" che curarsi sotto la guida di un'idea sballata e inconsistente può essere pericoloso e non va fatto, sia passato. La medicina tradizionale (giusto per distinguerla dall'agopuntura, dalle cineserie e dalle piramidi che convogliano chissà quali energie) non è affatto perfetta e simpatica. Però, credeteci, è l'unica che abbiamo. Il resto sono "magie" qualche volta spettacolari ma, come tutte le magie, basate tutte sulle illusioni.
Calogero