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Vilipendio e Codice da Vinci

Gentile dr. Augias,
Il card. Arinze ha esortato i cattolici a denunciare per vilipendio il film di Dan Brown "Il codice Da Vinci". Desidero all'uopo ricordare che la critica e la libertà di pensiero sono diritti garantiti dalla Costituzione, e permettono a chiunque di opinare contro qualsiasi tesi; ma il vilipendio è un reato (d'opinione) che sopravvive nel nostro ordinamento solo perché  la Chiesa è notoriamente restìa all'esercizio della critica.
Il depennamento dell'art. 402 avvenuto nel 2000 giacché conteneva ancora il rimando a una « religione di stato », ha chiuso l'epoca di un reato messo a protezione di un'unica religione, e ha semmai allargato il vilipendio alle religioni. Ciò renderebbe patetica la denuncia dei cattolici. Tanto per esemplificare, il Talmud ebraico sostiene che la Madonna era legata a un soldato romano, vero padre di Gesù; ma nessuno ha mai pensato di vietare in Italia la stampa di questo libro.