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I DICO E L'INFLUENZA DELLA CHIESA

I DICO E LA FEDE, LA POLITICA, IL PAPA

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L'Associazione di recente costituzione, POLITEIA, ha organizzato un dibattito a cui hanno partecipato: Nicola Schiano Morello e Giuseppe Familiari in rappresentanza della Politeia, il prof. Calogero Martorana (coordinatore Uaar), il dr. Carmine Napolitano (Alleanza Cattolica), il prof. Antonio Di Meo (Udc - Bacoli).

Il dibattito s'è tenuto giovedì 21 giugno 2007 presso l'ex sala consiliare del Comune di Bacoli, in via Gaetano de Rosa, alla presenza di un pubblico che solo in parte ha raccolto gli inviti che erano stati ampiamente diffusi nei giorni precedenti.

Ha preso per primo la parola Nicola Schiano, neoiscritto Uaar, che ha ben introdotto e "stimolato" il tema all'ordine del giorno puntando su un concetto di famiglia destinato ad abbandonare la concezione tradizionale. La famiglia, infatti, colpita da una diffusa decadenza d'ordine sociale e sottomessa a una natura polimorfa, si candida ad essere soltanto - ma finalmente - un nucleo affettivo basato sull'amore.

Il tema è stato immediatamente ripreso da Giuseppe Familiari che, intervenendo, si è autodefinito "giovane cattolico" nonché concorde sulle cose dette fin lì, giuste - a parer suo - da un punto di vista razionale; ma la sua riflessione si è incentrata sulla superfluità di forme alternative al matrimonio: i rapporti fra due persone legate da vincoli non matrimoniali non necessiterebbe di parificazione dei diritti giacché chiamati a meno doveri rispetto a un sacramento basato sull'eternità dell'amore davanti a Dio.

E' intervenuto quindi il prof. Di Meo, spostando leggermente l'asse del discorso sulla ingerenza della Chiesa cattolica la quale, a parere del rappresentante Udc, esercita il proprio diritto a esprimersi e a interessarsi a questioni sociali che le sono proprie. In proposito, egli ha precisato che la fede interpreta la vita del credente e non è solo ideologia, per cui una Chiesa ha diritto e anche il dovere di rivolgersi alla platea dei propri fedeli. Sul punto dei Dico, in sostanza il prof. Di Meo ha dichiarato di vedere in questo tipo di leggi un unico obiettivo finale (che è anche il principale timore), vale a dire che un omosessuale - per la Chiesa, fuori dalla grazia di Dio - possa adottare un bambino.  

Il tema dell'ingerenza è stato approfondito quando è stata data la parola al prof. Martorana il quale, dopo aver presentato l'Uaar, ha innanzitutto chiarito che non c'è bisogno di essere ateo o anticlericale per notare che il preteso diritto della Chiesa a esprimere proprie opinioni diventa azione politica, se non prevaricazione, nel momento stesso in cui la Chiesa si esprime su un pubblico nient'affatto selezionato e con mezzi e capacità che le consentono una posizione egemone e una non misurabile autorità suppletiva rispetto ad altri interlocutori. In particolare, il tema della laicità indispensabile è propria di uno stato moderno che non voglia trasformare un peccato in reato come invece avviene in Italia. Sul tema dei Dico, il coordinatore Uaar si è espresso a favore del rispetto dei diritti paritari di coppie comunque formate, maggiorenni e consenzienti, e sulla necessità di prendere atto che la famiglia in senso cristiano è stata consunta non già da pretesi attacchi di moralità diverse e meno nobili bensì da naturali - quelli sì - processi storici e sociologici; in merito, ha citato fonti Istat sull'aumento evidente e costante di divorzi e separazioni. Il ricorso a tutele più o meno urgenti e assolute dell'infanzia, il prof. Martorana l'ha bollato come argomento pretestuoso quando quelle tutele sono "protezioni" anche aspre da "irregolari" come gli omosessuali e quando si esorta la necessità del bambino di avere esclusivamente un padre (maschio) e una madre (femmina) giacché tutto quello che è diverso da ciò sarebbe abominio e/o condizione innaturale: suggestioni e argomenti di diretta discendenza di uno psicologismo televisivo catto-agiografico, che sarebbe saggio non assecondare.            

Da ultimo oratore, il dr. Carmine Napolitano ha definito "laica" l'associazione che rappresenta, Alleanza Cattolica, ma non si è preoccupato di evitare di poggiare da subito un vistoso rosario sul tavolo... Ha quindi rivendicato il cattolicesimo come religione "razionale", citando san Paolo e, affrontando con un certo cipiglio il tema del dibattito, ha ricordato che la sua fede considera i rapporti omosessuali rapporti disordinati e innaturali e che non poteva accettare nessun altra forma di famiglia se non quella a suo dire "naturale" uomo-donna nonché benedetta dal suo dio di riferimento.

L'interlocuzione del pubblico, anche giovanile, già vivace e contrappuntata agli interventi dei relatori, è diventata veemente giustappunto sulle dichiarazioni del dr. Napolitano e sulla posizione critica che la Chiesa da lui rappresentata ha sugli omosessuali. Il serrato scambio di battute che ha caratterizzato il finale dell'incontro, protrattosi abbondantemente oltre il limite orario previsto, è stato comunque civile, interessante e stimolante. Fra gli interventi a chiusura di ognuno degli relatori, quello del prof. Martorana ha messo l'accento sulla poca probabilità che una legge come i Dico, quand'anche annacquata, possa superare i paletti moralistici e le presunzioni del mondo cattolico.