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Optional: intelligenza

SUPERSTIZIONI DELLA VITA QUOTIDIANA

Ecco solo alcune (fra migliaia) credenze, superstizioni e relativi riti apotropaici che affliggono la vita quotidiana di molti. Studiando il problema, ho avuto la sensazione che certi esseri umani non fanno altro che cercare di proteggersi da paure infondate o amplificate dall'ignorarne l'origine. Proteggersi non in maniera concreta, ma in modalità "magia", come se esistesse un mondo invisibile abitato da esseri invisibili positivi disponibili a proteggere l'umanità da altri esseri invisibili ma negativi. Non ho mai pensato di poter elencare tutte le superstizioni, quindi accontentatevi. La fonte? È questa, un sito che si chiama "Il crepuscolo degli dei". Ma ho preso notizie anche da un libro di Massimo Centini "Storia e interpretazione delle superstizioni", nonché da luoghi internet scettici e creduli. Per ogni voce ho messo un mio commento, spero sagace. Buon divertimento e buon pensiero.

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ANELLO

Porta fortuna mettere un anello con la pietra di nascita. Se la fede nuziale viene persa, per evitare che l'infelicità piombi sulla coppia, va riacquistata immediatamente un'altra vera che dovrà essere infilata all'anulare dal partner, come durante il rito nuziale

Come si stabilisce qual è la "pietra di nascita", e secondo quale meccanismo porterebbe fortuna? In generale, l'espressione "portare fortuna" è priva di logica. Qualunque oggetto potrebbe essere associato a casaccio a un'esperienza che si ritiene positiva e, del resto, una stessa esperienza potrà essere negativa per alcuni e positiva per altri. Immaginiamo che in un aereo con 300 persone a bordo, tutti abbiano un anello con la rispettiva "pietra di nascita" (o altro portafortuna a scelta). Se quell'aereo cade e muoiono tutti meno uno, che significa? Che il portafortuna del sopravvissuto ha funzionato e gli altri 299 no? Viceversa (caso opposto alla fortuna), se un grande "mago" fa una fattura a morte a Tizio e subito dopo Tizio muore in un terremoto assieme ad altre 999 persone, che interpretazione dobbiamo dare a ciò? Forse che quella fattura a morte sia così implacabile da essersi estesa, pur di compiere la morte del proprio unico bersaglio, ad altre 999 persone che, magari, indossavano un anello portafortuna...?    

ANNO

Per l'anno nuovo: se la prima persona che si incontra è del sesso opposto, sarà un anno fortunato; viceversa, sarò funesto. Per avere un anno positivo, al primo risveglio bisogna specchiarsi. Le calende: si associano i 12 giorni dal 26 dicembre al 6 gennaio e, in base alla loro meteorologia, si pronosticano i 12 mesi dell'anno nuovo.

Per l'anno bisestile: nonostante una facile verifica statistica che assicura che in tutti gli anni, bisestili o no, accadono fatti tragici, il bisesto rimane anno funesto. Forse l'aver aggiunto il 29 febbraio al calendario giuliano lo rende "strano". Fatto sta che nessuno sa di preciso perché c'è questa superstizione.  

Incontrare per prima una persona del sesso opposto il 1 gennaio è probabile quanto incontrarne una dello stesso sesso (in statistica si chiama Legge dei grandi numeri). Quel che non si capisce è: cosa dedurre se per prima si incontra una coppia? Magari gli anziani vicini, gli zii che vengono a farti gli auguri, i genitori che entrano insieme in camera tua...? E le coppie omosessuali "condannate" a iniziare quel giorno vedendo uno del proprio sesso che dorme accanto?

    

BICCHIERE

Se osservate qualcuno attraverso un bicchiere, presto ci sarà un litigio. Guardare attraverso il bicchiere rotto è peggio: attira la sventura. E se durante un brindisi il bicchiere si rompe, anatema!

Osservare qualcuno da un bicchiere, oltre che indizio di sofferenza psichica, non è granché cortese: grazie che si rischia il litigio ! Rompere un bicchiere è assai facile, soprattutto nella foga di un brindisi; ma dubito che qualcuno usi quel coccio per osservare le persone e attirarsi la sventura: forse voleva solo esaminare i pezzi controluce... Conosco gente che, per spettacolo, il vetro lo tritura e se lo magia: costoro ingoiano la sfortuna o cosa?  

BIRRA

L'origine della birra
Una leggenda gallese racconta che un giorno il principe Ceraint l'Ubriacone, figlio di Berwyn (in gaelico berwi significa bollire), stava preparando il mosto con fiori selvatici e miele
Ad un certo punto giunse un cinghiale che lasciò cadere all'interno del calderone una strana schiuma che provocò l'immediata fermentazione del mosto. Nacque così la prima birra di malto.
La presenza del cinghiale come elemento determinante per la creazione della birra non è affatto casuale, visto che in molti miti e racconti irlandesi e gallesi la birra si accompagna sempre con la carne di cinghiale (di maiale).

Mi preoccupa, più che la innocua leggenda, quale poteva essere quella "strana schiuma" depositata dal cinghiale nel calderone. E perché la si è associata al malto.

 

CANDELA

Porta male la goccia di cera che cade lungo il lato della candela.
Gli sposi di Crana (Novara), terminato il rito nuziale, soffiano insieme per spegnere due candele. Se le spengono nello stesso momento, vivranno a lungo insieme, altrimenti è segno di vedovanza.

Sarebbe istruttivo consigliare i novaresi di consultare le statistiche relative ai decessi, e confrontarle (con un'operazione di correlazione) con quelle degli sposi che ossequiano la tradizione di spegnere assieme la candela. Dubito che queste ultime statistiche ci siano, quindi la correlazione è difficile. Tuttavia, è statisticamente fondato che l'età media delle donne sia più alta di quella degl'uomini, ragion per cui ci sono molte vedove e pochi vedovi. Questo potrebbe portare i "creduloni" a concludere che i mariti muoiano di più a causa di quel difetto di spegnimento. mentre è solo un riconoscibile giochetto di confusione fra cause ed effetti...   

COLTELLO

Porgere con la punta un coltello è presagio di sfortuna. Se un coltello cade da tavola ci sarà la rottura di un fidanzamento (non vale per gli sposati). Appendere un coltello sopra la porta di casa tiene fuori gli influssi negativi.

Più che sfortuna, ricevere un coltello dalla parte della punta attira ferite... Non è quindi per niente consigliabile dare a qualcuno un coltello tenendolo per il manico, e la fortuna non c'entra. Di coltelli che cascano da tavola ce ne sono quanti se ne vuole, ma basta il loro numero a spiegare tutti i fidanzati che si lasciano? Appendere sulla porta un coltello? Potreste essere denunciati per attentato agli ospiti, altro che proteggervi dalle negatività ! 

DENARO

Trovare una moneta porta fortuna: conservatela.
Sono di felice augurio i soldi bucati, le monete coniate negli anni bisestili e quella vaticane che portano l'anno del Giubileo

Il parallelismo fra la moneta e la fortuna è banale, per cui non ci sarà voluto molto a coniare tale imbecillità. Che un buco nella moneta amplifichi gli auspici è un'illazione la cui logica mi sfugge; anzi, il buco mi farebbe sovvenire un auspicio opposto giacché associabile al modo di dire "non ho un soldo bucato". Idem per i conii degl'anni bisestili i quali, poverini, non esistono in natura (non che se esistessero funzionerebbe il sortilegio che gli si accredita...) in quanto l'anno bisestile è un accorgimento utilizzato nel Calendario Giuliano e nel Calendario Gregoriano per mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni. Le stagioni si ripetono una volta ogni anno tropico (il tempo che intercorre tra due equinozi o solstizi dello stesso tipo). Questo periodo è di circa 365.2422 giorni, cosicché un calendario di solo 365 giorni farebbe pian piano slittare le stagioni. Intercalando ogni 4 anni di calendario un anno bisestile, lungo 366 giorni anziché 365, questo slittamento può essere corretto con sufficiente approssimazione. Il giorno "aggiuntivo" viene inserito alla fine del mese di Febbraio, con l'addizione del 29 febbraio. Inoltre, per evitare la necessità di ulteriori slittamenti di sincronizzazione, il giorno non viene aggiunto agli anni divisibili per 100 (anno zero del secolo), escluso quelli divisibili per 400; in questo modo, in media, la mancata sincronizzazione si mantiene sempre minore di un giorno. C'è quindi una semplice regola per verificare se un dato anno è bisestile solo conoscendo il suo numero: un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, tranne che se sia divisibile per 100 (ma è bisestile se è divisibile per 400).

Perché una moneta vaticana coniata in un anno giubilare debba portare più fortuna di un qualunque altro oggetto, moneta o meno che sia, non lo si capisce: i dati nefasti dell'egemonia vaticana nella storia e nella cultura sono tali e tanti che una tale moneta dovrebbe essere indicata come il malocchio in assoluto...   

EDERA

L'edera non è in grado di sostenersi da sola e la sua vita dipende dagli alberi ai quali si aggrappa ed ai muri sui quali si arrampica, ma una volta che si attacca nulla riuscirà a strapparla via da qui il suo significato di fedeltà, amore ed amicizia costanti

Simbologia facile facile, questa, tipica dell'arrampicarsi sugli specchi. Molte altre cose potrebbero rappresentare la costanza e la fedeltà: la colla, il cannello per saldature, i pesciolini che seguono gli squali, gli uccelli che mangiano gli insetti sul dorso delle mucche, un apparecchio hi-fi, ecc. Ma è più poetica una pianta, sono d'accordo; poetica, non di più.

FORBICI

Se cadono a terra, prima di raccoglierle, posatevi il piede sopra per annullare il cattivo presagio.
Se cadendo, una delle lame si conficca nel terreno è presagio di morte.
Portano, invece buono se tenute appese al muro

Cattivo presagio? E perché? Forse che se cade un pugnale, una baionetta o un'ascia è così diverso? Forse la forbici, in più, detengono la simbologia del tagliare, del separare, del dividere di netto... Mah! Una lama nel terreno significa morte, quindi siamo a posto: basterà impedire alle forbici di conficcarsi in terra, e magari appenderle al muro saldandocele, e chissà quanti morti avremmo in meno! Ma per piacere... 

GAROFANI

La coltivazione di questo fiore risale a più di duemila anni fa, gli Atenesi onoravano i garofani ed usavano farne corone e ghirlande per le loro feste; il significato di questo fiore cambia a secondo del colore , rosso cupo energia, rosso mio povero cuore, giallo disprezzo o amore sdegnoso, rosa amore reciproco, bianco fedeltà, screziato rifiuto d'amore, rosso vivo amore impetuoso, il significato del garofano in genere è anche libertà.

La solita nènia di accoppiare i colori alle emozioni; "logica" che sta alla base, per esempio, della cromoterapia, una delle scemenze della medicina alternativa (alternativa all'intelligenza).

GIORNI DELLA SFORTUNA

Martedì, Mercoledì, Venerdì: "vietato" sposarsi. Il sabato, giorno della Madonna, sarebbe invece giusto. Giovedì e Sabato: giorni della magia; le donne è meglio che ritirino il bucato ad asciugare altrimenti le streghe gli farebbero le fatture. Domenica: secondo credenze cattoliche, lavorare la domenica porta alla rovina. Lunedì: il primo lunedì del mese è quello della nascita di Caino, quindi attenzione. Idem per l'ultimo lunedì di dicembre, in cui nacque Giuda.

Venerdì merita un posto speciale. Giacché i cristiani credono che Cristo fu crocifisso di venerdì, in questo giorno è vietato mangiare carne ma pure divertirsi (chi ride venerdì piange domenica). "Né di Venere né di Marte, non si sposa non si parte, né si dà principio all'arte" consiglia un proverbio. Mai uscire di casa il venerdì notte: streghe e diavoli sono in agguato. Ma se proprio dovete farlo, strappate un pelo (possibilmente rosso) a una cane e conservatelo nel taschino. È pur vero che chi nasce di venerdì sarà dolce e amabile, ma è necessario mettere un po' del suo sangue in un panno e bruciarlo allo scopo di eliminare la negatività del venerdì. Il massimo è venerdì 17: forse in questo giorno capitò una catastrofe immane che innescò la superstizione, ma non se ne ha ricordo. Varie ricerche, tra cui una del "British Medical Journal", smentiscono scientificamente la relazione fra venerdì 17 e disgrazie.       

Come al solito, chi mantiene certe leggende, non conosce la storia di quel che crede e neppure si cura di studiarsela. Ne tratteggio un po' qui, e chissà che la conoscenza non prevalga sulla credenza. È probabile che i primi ad adottare la settimana siano stati i Babilonesi: i nomi che avevano dato ai giorni della loro settimana erano quelli dei cinque pianeti allora conosciuti (Saturno, Marte, Mercurio, Giove, Venere) più quelli del Sole e della Luna. L'idea iniziò a diffondersi nell'impero romano solo a partire dal I secolo d.C. Fino ad allora, nell'antica Roma veniva conteggiato un ciclo di otto giorni, il primo dei quali, chiamato nundinae, giorno di mercato, come il nono. Fu l'imperatore Costantino che, con un editto del 321 d.C., ufficializzò l'uso della settimana di sette giorni, di cui il primo, chiamato Dies Solis, il giorno del Sole, era obbligatoriamente di astensione dal lavoro per tutti i cittadini non agricoltori. Nelle province dell'Impero romano i nomi dei pianeti furono sostituiti con i nomi degli dèi della religione del luogo: così, ad esempio, Wednesday è, in inglese, il giorno di Wodan, corrispondente al dio Mercurio. Gli Ebrei adottarono la settimana babilonese, tolsero i nomi dei primi sei giorni (numerandoli semplicemente) e chiamarono il settimo Shabbat (sabato), ovvero Quiete, poiché nella Genesi è scritto che Dio il settimo giorno si riposò. I cristiani si adeguarono ai nomi della settimana di origine pagana, cambiandone solo due: quello di Saturno fu modificato in Sabbatum o Sabbata (derivandolo dal Shabbat ebraico), mentre il giorno del Sole fu sostituito da Dominicus o Dominica dies (= giorno del Signore). Nella liturgia cristiana i giorni sono soltanto numerati ad eccezione del primo, domenica. Se per il calendario liturgico dei cristiani la domenica è il primo giorno della settimana (così come per gli ebrei: infatti per la Bibbia l'ultimo giorno è il sabato), ai fini civili viene generalmente considerato come primo giorno il lunedì, perché la norma ISO (International Organization for Standardization) IS-8601 stabilisce che sia così. Di fatto, mentre nella maggior parte delle nazioni viene considerato primo giorno il lunedì, in altre (come in Russia) viene ritenuto come primo giorno la domenica.

HALLOWEEN

La parola "Halloween" ha lontana origine anglosassone; si fa risalire alla tradizione della chiesa cattolica e deriva probabilmente da una contrazione della frase "All Hallows Eve" ovvero la notte di ognissanti festeggiata il 31 ottobre, data che nel quinto secolo avanti Cristo nell'Irlanda celtica coincideva con la fine dell'estate: in questa ricorrenza - chiamata Samhain (pronunciata soueen ) - i colori tipici erano l'arancio per ricordare la mietitura e quindi la fine dell'estate ed il nero a simboleggiare l'imminente buio dell'inverno.
Narra la leggenda che gli spiriti erranti di chi è morto durante l'anno tornino indietro la notte del 31 ottobre in cerca di un corpo da possedere per l'anno successivo. I Celti credevano che in questa magica notte tutte le leggi fisiche che regolano lo spazio e il tempo venissero sospese, rendendo possibile la fusione del mondo reale e dell'aldilà.
Ovviamente i vivi non volevano essere posseduti! Perciò i contadini dei villaggi rendevano le loro case fredde ed indesiderabili spegnendo i fuochi nei camini e rendevano i loro corpi orribili mascherandosi da mostri gironzolando tra le case per far scappare di paura tutti gli spiriti che incontravano!
Un'altra spiegazione del perché i Celti spegnessero ogni fuoco non risiede nello scoraggiare la possessione dei loro corpi, ma nel fatto che riaccendessero ogni focolare prendendo la fiamma da un unico gigantesco fuoco druidico che veniva acceso nella notte del 31 ottobre nel mezzo dell'Irlanda a Usinach.
I Romani fecero loro le pratiche celtiche. Ma con l'andare del tempo svanì la paura di essere posseduti dagli spiriti e rimase solo la tradizione di travestirsi.
La festa di Halloween venne portata negli USA intorno al 1840 dagli emigranti irlandesi che fuggivano dalla carestia di patate che aveva colpito la loro patria.
La tradizione di "trick-or-treat" - dolcetto o scherzetto vuole che abbia origine non dai celti ma da una pratica europea del nono secolo d.C. chiamata in inglese "souling" che potremmo traddure in italiano come "elemosinare anima". Il 2 novembre, Ognissanti, i primi Cristiani vagavano di villaggio in villaggio elemosinando per un po' di "pane d'anima" dolce fatto di forma quadrata con l'uva passa (come il nostro "pane ramerino"). Più dolci ricevevano più preghiere promettevano per i parenti defunti dei donatori. A quell'epoca si credeva che i morti rimanessero nel limbo per un certo periodo dopo la morte e che le preghiere anche fatte da estranei potessero rendere più veloce il passaggio in paradiso.

Lo scippo di festività, ricorrenze e riti pagani da parte del cristianesimo è cosa nota e dalla quantità a dir poco opulenta. Di tutto il castello simbolico, è interessante la scena degli spiriti dei morti nell'anno che tornerebbero indietro. Cosa invero antipatica assai, soprattutto perché la loro motivazione è appropriarsi di corpi vivi da utilizzare per l'anno seguente.

I Celti, come si sa, furono una stratificazione di popoli diversi fusi insieme con un lento processo durato più di mille anni, in un periodo tra il terzo e il secondo millennio avanti Cristo. Il "bello" è che della loro cultura non si sa praticamente niente, e questo ha amplificato oltre ogni misura la loro leggenda di guerrieri giganteschi e misteriosi. Ora, com'è possibile che invece le loro periferiche ritualità circa il culto dei morti sono così ben conosciute da costituire la descrizione qui di fianco avanzata?

   
 

INCROCIARE

Scarpe, posate o altri oggetti porta sfortuna, perché, in epoca medioevale, erano considerate un'offesa alla Croce di Cristo

Una delle mille traslazioni da una credenza religiosa a un comportamento sociale. L'irrazionalità che tocca il fondo, come in questo caso, pregiudica perfino i gesti quotidiani; è più di un condizionamento, più di un atto acquisito, più di un'azione "normale". Molti, troppi davvero inibiscono i propri gesti (come vietarsi di incrociare gambe, braccia e oggetti; ma potrei citare anche evitare di mettere a tavola il pane capovolto...) per nulla, solo per osservare una ritualità futile, inutile, infondatissima, inesistente... E pazzesco!

LETTO

Porta male scendere dalla parte sinistra, in quanto ritenuta la parte di Satana

Io che, per motivi obbligati, posso scendere solo dal lato anteriore del letto, che posto occupo negli elenchi delle scortesie a Satana? "Porta male": e che significa? A me succedono spesso guai anche grossi, è solo colpa del mio letto?  

MIMOSA

Per gli indiani d'America la promessa d'amore viene rappresentata con un ramoscello di mimosa donato alla ragazza che gli infuocato il cuore, ma per l'aspetto delicato della pianta che nasconde una grande vitalità riuscendo a sopravvivere anno dopo anno alle escursioni termiche ed emettendo nuovi getti con rami sempre più vigorosi è stata presa a simbolo dalle donne per esprimere la loro forza e femminilità

Qui siamo nel campo della simbologia pura. E infantile. Le donne hanno proprio bisogno di essere così rappresentate? Tra l'altro, la ricorrenza dell'8 marzo è oramai così sfibrata e ridotta a cerimoniali masochisti (come la cena solo-donne) che sempre più donne la osservano più. O sbaglio?

NUBILI

La notte dell'Epifania devono lanciare le scarpe verso l'uscio di casa: se le punte sono rivolte verso l'uscio, si sposeranno entro l'anno.
Una sarta che sia ancora in attesa dell'anima gemella, potrà mettere due o tre capelli della sua chioma nell'orlo dell'abito da sposa che le capiterà di cucire: si sposerà anch'ella entro l'anno

L'ossessione antica e superata dell'accasarsi, del trovare marito, del supporre che una donna non abbia miglior aspirazione che sposarsi. Le zitelle, poi nubili, oggi singles, dovrebbero reagire fortemente a questo tipo di superstizioni che le paragona ancora al campo delle streghe (la Befana ne è una riproduzione addolcita e ludica, ma sempre negativa), esattamente come faceva il Medioevo quando le bruciava sui roghi credendo le femmine ospitanti predilette del Diavolo. Il florilegio di riti incartapecoriti e violenti tesi ad "acchiappare" gli uomini è davvero raccapricciante. Da bambino ne conobbi uno che mi colpì profondamente: il sangue mestruale dentro il caffè del maschio appetito per farlo magicamente legare a sé. Dubito che qualche scapolone ne abbia sentito gli influssi fin sopra un altare; dubito assai meno invece che qualche "buona donna" non ci abbia provato...  

OLEANDRO

Per chi bada alle superstizioni non è un fiore da regalare, perché nonostante sia facile da coltivare, bello a vedersi quando è fiorito, il suo significato è la diffidenza e la morte forse per via del veleno contenuto in tutte le sue parti

Il buon Nerium oleander, famiglia delle Apocinacee, è comunissimo perché spunta in città e in autostrada rallegrando coi suoi fiori rosati smog e cemento. E vorrei vedere che fosse anche meno che velenoso! Del resto, basta non mangiarselo, non toccarlo se abbiamo allergie, e non fare barbecue coi suoi rametti. Ma che c'è di superstizioso in tutto ciò? È solo elementare botanica. Anche una bomba a mano significa diffidenza e morte: basta non regalarla a chicchessìa...

OMBRELLO

Aprire un ombrello all'interno della casa porta male e morte. Ciò deriva dalla somiglianza dell'ombrello aperto al baldacchino sotto cui una volta arrivava il prete che veniva a portare l'estrema unzione. Secondo altre fonti, l'ombrello richiama  il tetto rotto, e quindi è presagio di miseria. Altre cretinerie: aprire l'ombrello quando c'è il sole fa piovere; se ci cade l'ombrello per terra lo deve raccogliere qualcun altro; se una donna raccoglie il proprio ombrello, rimarrà nubile...

Sembrerà falso, ma non si sa con precisione quando e dove l'ombrello fu inventato. Sicuramente appartenne agli egizi, che lo raffigurano sulle tombe. Ha perfino delle tracce di culto, se è vero che le donne dell'antica Grecia ne facevano uso nei riti del dio Dioniso (Bacco, il dio pagano che impazzì e che è simbolo anche di scelleratezza). Serve a parare la pioggia solo dall'Ottocento, prima era simbolo onorifico (lo assunse non a caso anche il papa). Etimologia: se para dal sole, come nel Settecento francese (e anche nel Giappone odierno), significa che fa ombra, da cui "ombrello". Nella storia dell'ombrello non c'è alcun fondamento delle superstizioni che gravano su di esso. La (vaga) somiglianza col baldacchino degli estremuntori non giustifica più di tanto, e difatti anche la cattedra pontificale ha un baldacchino senza per questo soffrire di maldicenza.     

PANE

Molte attenzioni superstiziose riguardano il pane, dato il suo posto primario per alimentazione e simbolismi vari. Buttarlo via viene uguagliato a un sacrilegio, giacché per i cristiani esso è letteralmente il corpo di Gesù. Posto a rovescio sulla tavola, porta carestia oppure prelude a una malattia del capofamiglia. Una pagnotta trovata bucata è presagio di morte. Il pane del giorno di Natale si immagina che non si raffermerà mai, e i suoi avanzi cureranno molte malattie. 

Al pane è sempre stata legata una certa immagine di sacralità e diverse pratiche devozionali, che si spiegano da sé; per esempio: sull'architrave in pietra della bocca del forno si trovava spesso incisa una croce; la massaia si faceva il segno di croce prima di iniziare l'impasto così come segnava in croce i pani prima di infornarli; non doveva assolutamente essere sprecato, ogni briciola veniva sempre accuratamente raccolta; ai ragazzi si diceva che chi sciupava una briciola di pane sarebbe stato mandato a ricercarla in Purgatorio con un dito acceso! E infine: non si doveva porre il pane rovesciato sulla tavola perché "porta male" (era pur sempre come rovesciare il corpo di Cristo) e quando ciò accadeva bisognava invocare Santa Brigida, sua protettrice. Perché proprio la santa svedese madre di otto figli? Forse perché la vita di colei che nel 1350 si batté per riportare il papa da Avignone fu molto austera, spesso in totale povertà. La nobile figlia di Svezia dovette mendicare spesso il pane quotidiano mescolata agli altri poveri sugli scalini delle chiese di Roma.

QUADRO

Non andrebbero mai appesi alle pareti quadri raffiguranti uccelli: portano sventura. È di malaugurio un quadro che cade.

L'"uccello del malaugurio" è un luogo comune ben radicato. È una credenza diffusa e antica che alcuni uccelli, solo perché hanno un brutto aspetto o un canto lugubre, debbano arrecare malasorte; essi sono soprattutto la civetta e il gufo. La civetta, o nottola, i greci la consideravano addirittura simbolo della sapienza, giacché sacra a Minerva; ed era simbolo della filosofia per Hegel nell'Ottocento. Il significato moderno della civetta, invece, è del tutto opposto. Le donne fanno le civette, e per queste sono leggere e sciocche; i prodotti-civetta sono quelli che attirano i consumatori con l'inganno; fino a pensare che la civetta sia il collimatore di forze del male che apportano sventure, tracolli economici e morte.

Col gufo cambia il nome me non la sostanza. La gente non ha mai smesso di pensare che questo lugubre abitatore della notte fosse un uccello del malaugurio, una creatura della malasorte, e che il suo verso fosse un sinistro presagio, da cui tenersi accuratamente alla larga. Eppure, basterebbe pensare all'apporto benefico dei rapaci notturni, in termini di ratti, topi e serpenti che distruggono, per considerarne il loro reale valore di utilità.   

RAGNO

Vedere un ragno di sera è segno di bel tempo. Porta sfortuna uccidere un ragno di notte o al mattino.

 

SALE

Anticamente era simbolo di amicizia, tanto è vero che si poneva una coppa di sale davanti ai commensali. Un giorno, sembra che un invitato abbia inavvertitamente fatto cadere la coppa sul tavolo, suscitando l'ira del padrone di casa il quale, sguainata la spada, uccise il poveretto. Pare che questo episodio abbia fatto nascere il detto che versare il sale porti sfortuna.
Se viene rovesciato sulla tavola prendetene un po' e lanciatelo dietro la spalla sinistra

Se c'è una cosa volgarmente contraddittoria e inconsistente è la credenza. Il sale, per esempio, poteva essere soltanto simbolo di saggezza: il "cum grano salis" di Plinio il vecchio che metaforizza un grano di sale per dire "un po' di saggezza". Invece, no! Ecco che far cadere il sale è segno di mala sorte. Vuoi vedere che l'antico e mai estinto impegno della religione cristiana (impedire la conoscenza) ha trovato nuove strade? 

SCALA

La scala è un simbolo per molte religioni, collegamento fra cielo e terra, e fra morti e vivi: Giacobbe "vide" angeli scendere e salire su una scala (Genesi 28, 12). Buddha scese dal monte Meru utilizzando una scala. Nell'antico Egitto la scala fu il simbolo di Osiride-Sole che combatte con Set-tenebra. Nel cristianesimo c'è la (ennesima) paura: quella di passare sotto una scala a pioli (se i pioli sono dispari è molto peggio...) appoggiata da qualche parte. Questa posizione infatti forma un triangolo che dissacra la Trinità. Più laicamente, quando le scale erano molto più usate e meno sicure, costituivano un rischio che poi ha innescato la superstizione. Per scongiurare i cattivi auspici del transito sotto una scala, si possono incrociare le dita fino a che si incontra un cane, oppure sputarsi sulle scarpe.  

La Trinità (dio diviso in tre) fu inventata nel Concilio di Nicea del 305 d.C. Ma quindi, fino a quella data, passare sotto le scale si poteva? E perché dopo iniziò a portare sfortuna? Non è logico che si possa infrangere una qualità divina solo con l'innocuo gesto del passare sotto una scala... 

SCOPA

La scopa, leggendaria cavallo delle streghe, è ricca di suggestioni. È bene utilizzare la prima volta la scopa per buttare dentro la polvere prima di cominciare a scoparla fuori. Mai comprare scope a maggio: porta sfortuna. Se una donna cammina su un manico di scopa, sarà mamma prima di sposarsi. Traslocando, non è bene portarsi dietro le scope vecchie; e nella nuova casa è bene mettere una scopa 3 giorni fuori la porta a mo' di scaccia guai. Se un bambino gioca con una scopa, arriverà presto un ospite. Se scopate i piedi di nubili e celibi, non si sposeranno più.   

 

SIGARETTA

Accendere più sigarette con lo stesso fiammifero farà morire il più giovane: l'origine è il periodo di guerra, quando effettivamente con un solo fiammifero, per risparmiare, i soldati accendevano più sigarette a cominciare dal più anziano; il nemico aveva così il tempo di mirare e, di notte, seguendo la fiammella, sparare di solito all'ultimo della sequenza. 

 

SPECCHIO

Si sa, rompere uno specchio porta 7 anni di guai. La sua frantumazione frantuma pure le immagini che riflette. Nel XVI secolo s'impose l'icona della scimmia che si specchia, simbolo di vanità ma soprattutto richiamo satanico perché la scimmia è ritenuta l'effige del diavolo. Non a caso gli specchi fanno parte dell'armamentario dei maghi che se ne servono per "vederci" il futuro e per fare altre diavolerie. La cultura popolare impone di coprire gli specchi in caso di morte di un parente, onde evitare che la sua anima vagante possa rimanere bloccata nello specchio.    

 

TEMPO

Osservando con attenzione il tempo dei primi dodici giorni di gennaio, avremo l'indicazione esatta delle condizioni meteorologiche dei dodici mesi dell'anno

 

UOVO

Non gettate mai il guscio intero, ma spezzatelo per evitare che il demonio vi si annidi