CREMAZIONE
Sito dell'Uaar http://www.uaar.it/laicita/cremazione/
Sito della FIC http://www.cremazione.it/index_Page5981.htm

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La cremazione è l'eliminazione di un corpo da parte del fuoco. È una pratica antica e diffusa, seconda soltanto alla sepoltura. La cremazione è un rito di antichissima tradizione. Ma con la diffusione del cristianesimo, la pratica della cremazione nell'impero romano decadde a favore della sepoltura. Anche se la cremazione non era esplicitamente un tabù fra i cristiani, non è stata consigliata a causa delle associazioni pagane ed a causa della preoccupazione che potrebbe interferire con la resurrezione del corpo e della relativa riunione con l'anima. Un altro motivo più pratico del declino delle cremazioni è che stavano minacciando scarsità di legname, poiché era usato così tanto per facilitare la combustione dei cadaveri.
Nel 1963 anche la Chiesa cattolica ha abolito il divieto di farsi cremare per i propri fedeli. Nell’aprile 2002 il cardinale Jorge Medina Estevez, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino, ha addirittura annunciato che si sta preparando una liturgia apposita per questa cerimonia: la cremazione è oramai la scelta di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, e la Chiesa non vuole ovviamente restare fuori dal mercato. Tuttavia, il Codice di Diritto Canonico sostiene ancora, al canone 1176, che «la Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di seppellire i corpi dei defunti; tuttavia non proibisce la cremazione, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana».
Oggi la cremazione è la scelta di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.
In Italia, essa è praticata soltanto nell’8% dei casi. Il ritardo è dovuto soprattutto all’assenza di strutture attrezzate, presenti solamente in una quarantina di province. Ma qualcosa sta cambiando, tanto che a Milano le cremazioni hanno addirittura superato le sepolture.
L’inadeguatezza della legge, soprattutto in merito alla dispersione delle ceneri, ha spinto il Parlamento italiano a discutere di un suo aggiornamento nel corso della tredicesima legislatura.
Finalmente, poco prima che il parlamento venisse sciolto, nel marzo 2001 la nuova legge ha visto la luce (Legge n. 130 del 30 Marzo 2001).
La principale novità del testo è data dal venir meno del divieto di dispersione delle ceneri. É caduto conseguentemente l’obbligo di conservazione nei cimiteri, per cui, ora, le ceneri verranno consegnate direttamente ai famigliari.
La dispersione potrà essere effettuata in spazi aperti (mare, bosco, montagna, campagna…), in aree private, oppure in spazi riservati all’interno dei cimiteri: non potrà avvenire all’interno dei centri urbani. Sarà anche possibile conservare l’urna in casa, purché vi sia riportato il nome del defunto.
La legge dà anche indicazioni alle amministrazioni locali per la costruzione di crematori, e istituisce il divieto di trarre lucro dalla dispersione delle ceneri.
Peraltro, la nuova legge attribuisce al Ministro della sanità, sentiti il Ministro dell’interno e il Ministro della giustizia, il compito di provvedere alla modifica del regolamento di polizia mortuaria, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, allo scopo di disciplinare proprio la dispersione delle ceneri. L’inazione governativa in merito potrebbe quindi non consentire, per parecchio tempo ancora, questa possibilità: per questa ragione l’UAAR ha sollecitato i tre ministri competenti a eseguire quanto previsto.
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della salute, Sirchia, nella riunione del 19 giugno 2003 ha finalmente deciso di presentare un disegno di legge (Disegno di legge n. 4144 presentato il 7 luglio 2003) per la disciplina delle attività in materia funeraria, che regolamenta anche la dispersione delle ceneri. Il testo è stato poi presentato in Parlamento per la discussione. Nel febbraio 2005 la Camera ha approvato il progetto, tuttavia mai approvato dal Senato in quanto è intervenuta la fine della legislatura.
COME
FARE
iscriversi a una società per la cremazione che curerà l’esecuzione delle volontà dell’iscritto e la farà valere anche in caso di familiari dissenzienti.
Le Società per la Cremazione provvedono all’espletamento di tutta la parte burocratica e assistono i congiunti. Le SOCREM raccolgono e gestiscono le volontà dei soci di disperdere in natura o di affidare a terzi la conservazione delle proprie ceneri. Sono Società che da oltre un secolo svolgono propaganda e promuovono la scelta crematoria fra i cittadini.
L’associazione I.DI.CEN (Istituto dispersione ceneri e cremazione) nasce con nel 2001 con lo scopo di tutelare le volontà dei cremazionisti, ma in modo più specifico per tutelare le volontà (che deve essere formulata per iscritto) di disperdere le proprie ceneri in natura. L'associazione ha ottenuto il riconoscimento giuridico per poter far riconoscere le volontà dei propri iscritti in tutti i comuni italiani.
Segnaliamo infine l’ICREM (Istituto della cremazione e dispersione ceneri) che organizza cerimonie per la dispersione delle ceneri in natura.