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Cristalli di scuola

Ormai insegno da molti anni. Non credevo di poter mai pensare di scrivere quel "molto", ma è così. E mentre invecchio col gesso fra le dita e gli occhi fissi su quelli disattenti dell'ultima fila, non finisco ancora, e non finirò mai, di imparare le cose che mi trasmettono loro.

Sono cristalli, null'altro che cristalli. Fragili e trasparenti. Che soffrono. Che piangono. Che alzano la mano per chiedere affetto. E spesso quella mano rimane per aria. Sono forti e sono deboli, sono guerrieri e vittime, sono eroi e codardi. Hanno le proprie vite nascoste nelle pieghe dei jeans, infilate di fretta negli zaini, nascoste dietro gli occhiali e dentro i cappellini. E quelle vite rimangono taciturne quando li interroghiamo, quando li valutiamo, quando cerchiamo in loro il minimo segnale di aver capito le poche irrilevanti cose che gli diciamo. Sono un numero del registro, un cognome da pronunciare di fretta la mattina all'appello, una bestemmia per quando siamo irascibili e scontenti di noi stessi.

Ma poi, lì, nel cortile della scuola, un giorno qualunque diventa un miracolo. E scoppia la luce del sole, e il tepore s'insinua fino a squagliare le incomprensioni, e il cielo sembra diventato un profondo tetto di blu su cui si rincorrono nuvole di ricordi, pensieri e nostalgie.

E ci ritroviamo tutti vicini, chiome fluenti e capelli grigi, mani che stringono e mani che hanno stretto. E non c'è più il lager dell'aula, ed è sparita l'agonìa del dovere, dissolta dal semplice esistere assieme.

Quei numeri, quei cognomi, quelle bestemmie diventano emozioni di carne, dal circo spariscono i pagliacci ed emergono fiere di una bellezza snervante, e tutta la scuola, la miserrima arena del comune recitare, si arrende e fa da ancella alla ritrovata perplessità dell'Infinito.

Studenti. Tu, tu, lui, lei. E pure io. E mentre faccio ancora una volta l'appello, li ringrazio tutti per avermi regalato ancora una volta un po' del loro sangue che manda avanti il mio cuore.

Grazie a

AGOSTINO
ALESSANDRO
ALESSIO
ALFREDO
ANDREA
ANGELA
ANGELO
ANIELLO
ANNA
ANTONELLA
ANTONIO
ARTURO
ASSUNTA
BENITO
BIAGIO
BRUNA
CARLO
CARMELA
CARMINE SALVATORE
CIRO
CLAUDIO
CONCETTA
DAIANA
DANIELE
DANILO
DARIO
DAVIDE
DIEGO
DOMENICO
EMILIANO
FABIANA
FABIO
FERDINANDO
FILOMENA
FRANCESCO
GABRIELLA
GAETANO
GENNARO
GIANLUCA
GINA
GIOVANNI
GIULIANA
GIULIANO
GIUSEPPE
GIUSTINA
IOLANDA
JESSICA
LORENA
LUCA
LUCIO
LUIGI
MANUELA
MARCELLO
MARCO
MARIA
MARINA
MARIO
MICHELE
MIRKO
NICOLA
ONOFRIO
PASQUALE
PIETRO
RAFFAELE
RITA
ROBERTA
ROBERTO
ROSARIO
ROSSELLA
SALVATORE
SHARON
STEFANIA
STEFANO
VERONICA
VINCENZA
VINCENZO

e a mille e mille altri...   

 

Commenti da www.scrivi.com di:
A loro basta l'affetto. Se c'è, lo capiscono e tu, sicuramente, sei in
grado di darlo. Una bella pagina.
senzanick
 
io ho a che fare con i cristallini, quelli della sc. dell'infanzia, mi hai
intenerita, è una bella pagina, pulita, mi ricorda la scuola del
sentimento, quella vera
Soffiodiluce
Credo che ci siano Maestri di Vita che non si dimenticano mai... per
tutta la vita! Lei (le do del lei perché ai miei tempi ai Maestri si
porgeva qeusto picoclo ma importante segno di rispetto, dunqeu non me ne
voglia!) secondo me è tra questi e credo che tutti quegli studenti che lei
cita saranno sempre felici di avere avuto un Maestro che possiede in sé un
pleocrismo degno di un diamante che per loro sarà sempre un prezioso
brillante! Complimenti e un sincera stretta di mano, Maestro! Andrea
Andrea E.
dolce ritaglio di un professore che sa andare olte il suo stipendio ed
oltre i cognomi.
Ciecadiluce
bella davvero molto bella !! io dai miei professori ho imparato davvero
molto.. mi ritengo fortunata ad avere avuto persone innamorate del proprio
lavoro che mi hanno trasmesso positività.. i miei anni di scuola
specialmente quella superiore li ricordo sempre con il sorriso ..
un abbraccio
Clea
Una bella riflessione, ma non vedo il mio nome nell'elenco, si è
dimenticato di me? Buongiorno, prof!
Morgendurf
 
da vero Magister e Mentore di vita, complimenti IF_Montecristo
un Maestro, una stella cometa. Anche da grandi - molto grandi - vorremo
averne una da seguire. Ma siamo orfani, irrimediabilmente orfani di
Maestri
Aramaica