DIO NON CI ABBANDONA MAI ?
''La fede ci insegna che anche nelle prove piu' difficili e dolorose, come
nelle calamita' che hanno colpito nei giorni
scorsi il Sud-Est Asiatico, Dio non ci abbandona mai".
Lo ha detto il Papa oggi 2 gennaio all'Angelus. Sara' cosi', ma forse no.
Forse ci si dovrebbe chiedere se È giusto riconoscere
a quel dio opere o intenzioni sempre e comunque corrette, anche pronunciando
interpretazioni dell'idea divina cosi' palesemente forzose e dissonanti
dalla realta'. Forse ci si dovrebbe chiedere cosa pensano di
Dio invece tutti coloro che hanno visto bambini ingoiati dal fango, vite
sdradicate, intere popolazioni cancellate. Forse ci si dovrebbe chiedere
cosa significa essere o non essere abbandonati di fronte alla totale
inammissibilita' di una morte tanto atroce; una morte che
neppure con l'altisonante ricorso a un dio puo' trovare un benchÈ minimo e
recondito motivo d'amore.
Sono sconcertato sia dalla impudicizia di un dio che permette centinaia di
migliaia di morti per poi rassicurare che lui non ci abbandona, sia dalla
estrema inaffidabilita' di un dio che "ragiona" in modo cosi' violento e
peregrino. Non vorrei dubitare delle affermazioni del suo ministro in Terra
ma, se le cose stanno davvero cosi', se davvero lo tsunami (e le Torri
gemelle, e Bin Laden, e le guerre, le carestie, l'aids, ecc. ecc.) È un
modo che dio ha per dimostrarci che non ci abbandona, sono autorizzato a
concepire un dio sadico, o quanto meno improvvido, che ha un modo davvero
assai strano e pericoloso di accudire le proprie creazioni. Ma perchÈ È
cosi' difficile accettare una natura atea che non si esprime con
soprannaturali volonta' ma semplicemente con fenomeni?
Vedi pure: I CRIMINI DI DIO Un saggio imperdibile