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Le Iene: "Un deputato su 3 usa droghe"
ROMA - Droga in parlamento? Il test sui deputati effettuato, con uno stratagemma, dalle Iene, innesca una miccia politica.
Daniele Capezzone (Rosa nel Pugno) : "Io l'ho sempre detto..."
Alessandra Mussolini (Azione Sociale) pretende i nomi dei consumatori.
Italo Bocchino, AN, attraverso un legale chiede il sequestro immediato del campione raccolto illegalmente e la distruzione dello stesso in sede processuale.
Pierferdinando Casini (Udc):"pessima trovata pubblicitaria".
Piero
Fassino (Ds): "Può darsi che così si faccia più in fretta a cambiare
la legge Fini sulle tossicodipendenze".
Il test, eseguito su 50 deputati a loro insaputa e i cui risultati verranno
presentati nella prima puntata della nuova serie del programma (10 ottobre 2006
alle 21 su Italia 1), dicono che: un onorevole su tre fa uso di stupefacenti,
prevalentemente cannabis, ma anche cocaina. Il 32% è risultato positivo: di
questo il 24% (12) alla cannabis, e l'8% (4) alla cocaina.
L'esame è il drug wipe, un tampone frontale che, spiega Davide Parenti,
capo autore delle Iene, "ha una percentuale di infallibilità del 100%". Ma il
tossicologo Piergiorgio Zuccaro, direttore dell'Osservatorio Fumo,
alcol e droga dell'Istituto superiore di sanità, definisce il drug wipe un
test "serio e scientificamente valido, ma non sufficiente da solo a confermare
la positività all'uso di droghe. Normalmente se il drug-wipe è negativo il
risultato è confermato come tale, ma se è invece positivo è necessaria la
conferma ulteriore di laboratorio, dal momento che possono verificarsi dei falsi
positivi".
I deputati
sono stati avvicinati con la scusa di un'intervista. Poi, una finta truccatrice,
si accorgeva che la fronte dell' intervistato era "troppo lucida" e tamponava.
In realtà l'ignaro si era sottoposto, senza saperlo, al test che svela se si è
fatto uso di stupefacenti nelle ultime 36 ore.
"Il test - spiega sempre Parenti - è infallibile al 100% se si sono assunte
sostanze stupefacenti nelle ultime 36 ore. Il che vuole dire che basta averne
fatto uso più di due giorni prima per risultare negativi. L'errore, piuttosto,
può essere fatto per difetto: può succedere che il test non rilevi chi ha fatto
uso di cannabis coca o altro ma non che risulti positivo se qualcuno è pulito".
Nel servizio-inchiesta non si riconoscono i deputati sottoposti al test: "Noi
stessi non sappiamo chi, dei 50 testati, sono i 'positivi'. Per noi la parte
interessante non è la violazione, ma il dato percentuale". Ed è proprio
sull'anonimato che punta il dito la battagliera Mussolini: "Vogliamo sapere chi
tra i rappresentanti del popolo usa droga, come e da chi la compra ma
soprattutto se la vende: ci manca solo l'onorevole 'pusher'". E tanto per far
capire che non scherza la leader di Azione Sociale ha già attivato una petizione
online sul sito del partito da presentare ai presidenti delle Camere.
Su posizioni totalmente opposte Luigi Lusi, della Margherita, che chiede
alla Iene di ripensarci e non mandare in onda "un'inchiesta 'alterata', perchè,
stando alle anticipazioni, si baserebbe non solo su metodi da verificare, ma
farebbe acqua da tutte le parti sia dal punto di vista dei diritti, sia della
privacy e non ultimo dell'attendibilità medica, dando un messaggio distorto e
falsato ai giovani che rappresentano proprio il pubblico principale di questa
trasmissione". Anche Lusi, come Mussolini, chiede a Bertinotti e Marini un
intervento, ma di segno inverso, ovvero a tutela dei parlamentari.
Sullo scoop delle Iene interviene anche il ministro per la Solidarietà sociale
Paolo Ferrero che non si stupisce di fronte a "quella che è una voce
popolare sul consumo delle sostanze da parte di molti parlamentari". Ferrero
chiede quindi "al mondo politico di riflettere in modo più laico sulla materia".
Ospiti di Porta a Porta Casini e Fassino se la giocano in modo diverso.
Durissimo il leader dell'Udc: "Questa cosa mi sembra una pessima trovata
pubblicitaria. L'attendibilità di questo specie di esperimento
pseudo-scientifico è equivalente allo zero". Fassino invece spiega ironicamente
che, magari, la trasmissione aiuterà il Parlamento a fare una nuova legge sulla
droga.
Tranchant il giudizio del verde Paolo Cento che se la prende con i
moralisti: "Non sorprende affatto l'ipocrisia di una parte del mondo politico
che vota leggi liberticide, e poi sniffa cocaina".
Più scanzonato Capezzone: "Leggo dello stratagemma usato da 'Le IenÈ, cui vanno
i miei complimenti. Dal canto mio, ho sempre detto che, se un cane poliziotto
entrasse in alcuni luoghi della 'politica ufficialÈ, prima gli andrebbe in tilt
il naso e poi si arrenderebbe...".
E Carlo Giovanardi, l'ex ministro "padre" della recente legge sulla
droga, chiede ironicamente che l'esame sia esteso anche al Senato: "Se le Iene
vogliono dire che anche in Parlamento c'è chi consuma cocaina - afferma
Giovanardi - scoprono l'acqua calda". Per concludere, con una pesante allusione:
"Basta andare a vedere tra i senatori a vita...".
Intanto Italo Bocchino ha dato mandato all'avvocato Leone Zettieri di adire alle
vie legali nei confronti della trasmissione 'Le IenÈ: "Pur non avendo nulla da
nascondere - spiega - ed essendo tra i deputati risultati negativi alla prova
tossicologica, ritengo gravissimo dal punto di vista penale l'invadenza di chi
pur di fare audience è oggi illegittimamente in possesso del Dna di 50
parlamentari".
Anche
Tommaso Pellegrino, dei Verdi, ammette di essere "tra i parlamentari che
si sono sottoposti al test delle 'IenÈ", ma di "non fare uso di droga e quindi
di essere disponibile a sottopormi anche ad altri test". Ciò detto spera che
"l'inchiesta promossa dal programma possa rappresentare un'occasione di
dibattito, anche parlamentare, contro l'ipocrisia del proibizionismo, che ha
prodotto solo danni".