i dubbi sulla parapsicologia
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Esistono... |
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"Babbo Natale non esiste e non porta i regali. E non esiste neppure la befana". Non lo dico solo io ma l'ha detto a chiare lettere Il vescovo di Como, monsignor Alessandro Maggiolini, rivelandolo sabato 17 dicembre 2005 in un Duomo gremito di bambini. Il presule lariano ha spiegato che invece "esiste Gesù bambino" (certo, come no), sollecitando i piccoli ad invitare i loro genitori a mettere il Bambinello nel presepe. Una dichiarazione (la prima, non la seconda) che ha suscitato la perplessità dei bimbi. Maggiolini ha spiegato che Babbo Natale è solo una leggenda mentre Gesù bambino è veramente esistito. Un paio di settimane prima era stata la maestra di terza delle scuole elementari di Maslianico (Como) a dire agli alunni che Babbo Natale non esiste. In quel caso una mamma, con spirito goliardico, aveva inviato una lettera alla maestra firmandosi proprio Babbo Natale, sostenendo che i bambini hanno bisogno di credere nelle figure buone. Al vescovo ha replicato il coordinatore del Consorzio Como turistica, che organizza ogni anno la "Città dei balocchi", che va giù duro: "Non è giusto - spiega Daniele Brunati - brutalizzare la fantasia dei bambini che hanno il diritto di credere anche alle favole". Tutta questa brava gente, pur di non ammettere di voler solo riversare le proprie credenze sui più deboli, continua imperterrita a pensare che i bambini abbiano bisogno di favole cretine, ignorando che la loro fantasia è già audacemente sollecitata dalla natura e dal contesto psicosociale in cui i pargoli oggi, fortunatamente, crescono.
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La telepatia è anche nota come "trasmissione del pensiero". Il termine, coniato nel 1882 da un certo F.W.H.Myers, deriva dal greco tèle (lontano) e pàthos (sofferenza, sentimento). Un primo tentativo di verificare l'esistenza della telepatia fu compiuto dal prof. Joseph Rhine nel 1930 in Usa. Ma quello studio fu ampiamente bocciato per evidenti errori di procedura. Nel 1970 ci fu un altro tentativo, stavolta compiuto dal parapsicologo Charles Honorton che introdusse un metodo detto "ganzfeld" (campo uniforme). Ma anche questo studio fu vanificato da errori di procedura, come dimostrò lo psicologo Ray Hyman. Qual è un punto importante del problema? Semplicemente, è che finora nessuno ha mai dimostrato l'esistenza della telepatia (la formula completa è "al di là di ogni ragionevole dubbio"). Dimostrare significa applicare il metodo scientifico, non a chiacchiere. In questo caso, il metodo si basa sulla statistica: esistono delle formule per cui il numero degli "indovinamenti" non deve scendere al di sotto di una certa soglia altrimenti si deve parlare di casualità. Un po' come giocare a dadi e affermare che, giacché ci è uscito un paio di volte il 12 su un migliaio di lanci effettuati, siamo dotati di poteri telecinetici! Un altro punto è la modalità di trasmissione. Come avverrebbe la trasmissione del pensiero? L'ipotesi più verosimigliante sono le onde elettromagnetiche, specificatamente quelle radio; altri tipi di onde di trasmissione (emozionali, psichiche, ecc.) non esistono in natura, sono inventate. Il cervello non è dotato né di antenne né di amplificatori di segnale; ma anche se lo fosse, le onde radio sono facilmente riconoscibili e misurabili: come mai nessuno le ha intercettate mentre venivano trasmesse da una testa all'altra? Eppure abbiamo strumenti molto sensibili, capaci di intercettare onde radio molto fioche che provengono dallo spazio! Ma non è finita. Le onde elettromagnetiche in generale si riducono di intensità quando si allontanano dalla sorgente; già a un chilometro di distanza dalla sorgente, la loro intensità è appena un milionesimo di quella misurabile a un metro. Quindi... Infine, c'è l'aspetto della identità dei segnali. Ognuno di noi ha un proprio vissuto, un proprio modo di sentire le cose, un proprio modo di simbolizzare i pensieri. Se davvero un cervello fosse capace di trasmettere e ricevere sensazioni, pensieri e idee, sarebbe estremamente improbabile che queste trasmissioni fossero universali e standard come se tutti ragionassimo e ci emozionassimo allo stesso modo.
Concludendo, forse ci lasciamo
troppo condizionare dalla letteratura e da certi film, dove la telepatia
appare una
cosa scontata e usuale come bere o mangiare. Possiamo sicuramente sorprenderci se di
tanto in tanto "indoviniamo" chi ci sta telefonando o la frase che sta per
pronunciare chi ci parla. Ma la telepatia sarebbe tutt'altra cosa: sarebbe
un effetto che, nelle stesse condizioni, si ripeterebbe identicamente e per
un numero di volte così elevato da eliminare la probabilità che siano
casuali. E finora non è mai successo... Ma se qualcuno, testardamente,
ritiene il contrario, ci sono molti test in grado di misurare la
"sensitività". Uno di questi è "Sei un sensitivo?" di Masssimo
Polidoro, ed. Avverbi. È un manuale per verificare eventuali facoltà
paranormali, dalla ESP (percezione extra-sensoriale) alla psicocinesi, dalla
chiaroveggenza alla precognizione, dalle facoltà medianiche a quelle
terapeutiche dei guaritori, dalla possibilità di vedere l'aura a quella di
trovare l'acqua per mezzo della rabdomanzia, e poi ancora: astrologia,
levitazione, viaggi fuori dal corpo, sensibilità ai cristalli, kinesiologia
applicata, ecc. Allegato al libro c'è pure un mazzo di
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Cos'è la fortuna? I più non se lo chiedono neppure, credendo di saperlo tanto bene da essere sciocco chiederselo. In realtà, non è così: nessuno sa cos'è la fortuna, per il semplice motivo che la fortuna... non esiste! Lucio Anneo Seneca (4 a.C.- 65 d.C.), il filosofo della tragedia Medea, pensava che tutto fosse in mano alla Dea Fortuna, una forza superiore che impone i destini degli uomini secondo Leggi non conoscibili. Ma, come molte cose antiche, anche questa è null'altro che un'invenzione per cercare di riempire i vuoti della conoscenza. Eppure, basterebbe intuire (neppure studiare o conoscere, solo intuire) un po' di statistica per rendere tutto meno "misterioso", ammesso che davvero volessimo rinunciare al sapore del mistero... Trovo dei soldi per terra, sono fortunato? No, sono così tante le persone che smarriscono dei soldi ogni secondo nella città e nel mondo che la probabilità di incapparci è sufficientemente misurabile. Analogamente, potreste dire di un'esistenza felice, ricca di affetti, di un buon lavoro e di stima sociale: sicuri di non avere angustie, periodi negativi, lutti e psicosi o malattie nascoste o sottovalutate? Vinco spesso alla corsa dei cavalli, sono fortunato? Dipende: mi segno con precisione per cento visite all'ippodromo, le puntate, le vincite e le perdite; poi tiro le somme; se mi ritrovo con più soldi totali di quanti ne abbia investiti, posso cominciare a pensare di essere fortunato. Ho vinto varie volte alla lotteria, sono fortunato? La gente comune giurerebbe di sì; tuttavia la probabilità di vincere due, tre o anche più volte alla lotteria è molto bassa ma non è zero, vale a dire non è "impossibile". Quindi non dovrei ritenermi fortunato, per lo meno non nel senso che ho qualcosa capace di alterare la probabilità a mio favore. Chiamerei "fortunata" solo una persona che vincesse tutte le settimane per un lungo periodo; ma una persona così non esiste. Un vero fortunato (o un miracolato) dovrebbe sfidare e vincere la vera impossibilità: cadere da 20 piani sull'asfalto e sopravvivere, campare fino a 250 anni, ecc. Invece, gli eventi ritenuti impossibili o miracolosi sono sempre molto meno impossibili o miracolosi di quello che si vuol far intendere. La probabilità è assolutamente indifferente a questi ragionamenti, e in certi casi non andrebbe misurata in circostanze singolari e in periodi brevi, ma su molti casi e su periodi anche lunghissimi. Purtroppo, questi calcoli tendono a dare un saldo neutro, in pari; e quand'anche lo dessero positivo, non sarebbe una prova dell'esistenza di qualcosa chiamata Fortuna. Per asserirlo, infatti, dovremmo studiare il rapporto tra eventi favorevoli ed eventi totali per molti anni... Insomma, i Paperoga esistono solo nei fumetti; non c'è nessuna dea, bendata o no, incaricata di distribuire la fortuna. Tra l'altro, essendo bendata, come farebbe a concentrare gli eventi favorevoli tutti su determinate persone? La cecità di per sé dovrebbe garantire una distribuzione equa, non vi pare? Inoltre: una persona "fortunata" lo dovrebbe essere per un'intera vita e non, come accade, sono per brevi e slegati momenti o in isolati brevi periodi. La versione religiosa della fortuna si chiama miracolo.
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Secondo
Prima, durante e dopo il tempo di Gesù, in una società in cui le scienze non avevano certo lo sviluppo attuale, e dove abbondavano masse di persone semplici e facili da raggirare, i miracoli erano cosa comune. Esistono molti personaggi a cui sono stati attribuiti miracoli, guarigioni incredibili e resurrezioni: Apollonio di Tiana, Osiride, Dioniso, Adone, solo per citarne alcuni. E anche per confutare la credenza che i miracoli attengono solo al cattolicesimo. Da quando si è affermata la cultura scientifica e scettica, ed è aumentata la velocità di propagazione delle notizie, il numero di presunti miracoli è andato riducendosi. Cosicché possiamo dire che più aumenta la cultura scientifica più diminuiscono i miracoli. Questa facile e controllabile constatazione dovrebbe insegnarci a dubitare della verità assoluta del miracolo così come ce la propina il pensiero credente. Perché un miracolo, se fosse un evento reale e davvero divino, dovrebbe arretrare così vistosamente di fronte all'indagine della razionalità e della scienza? Perché la Madonna appare quasi sempre a bimbetti analfabeti, e mai ad un convegno di scienziati? Il credente si trova di fronte a un compito doppiamente difficile: deve persuadere lo scettico che i miracoli esistono sul serio (compito arduo, data la natura molto dubbia delle testimonianze e la fragilità degli episodi) e quindi persuadere se stesso che i miracoli discendono direttamente da Dio. Ciò comporta o l'attribuire alla divinità tutti gli eventi sovrannaturali (i miracoli e le pagane magie) o il tracciare una netta distinzione tra i miracoli di Dio e quelli della magia. Tale aspetto ambiguo della faccenda porta grande imbarazzo al pensiero credente, che difatti si trova a dover spiegare anche la parapsicologia con quel (supposto) intervento divino con cui spiega il miracolo. E non dimentichiamo che tra la parapsicologia c'è pure l'aspetto sgradevole dei culti diabolici: anche questi sono opera di Dio?
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Tempo fa, diversi quotidiani italiani hanno riportato una singolare notizia. Un ricercatore inglese avrebbe elaborato una teoria che spiegherebbe perché molta gente è convinta di aver visto un fantasma. Il ricercatore si chiama Vic Tandy ed è un esperto di computer dell'Università di Coventry (UK). Egli ha elaborato la sua congettura in collaborazione con il medico Tony Lawrence in un articolo pubblicato sul Journal of the Society for Psychical Research nel 1998. Detto in estrema sintesi, Tandy ritiene che il senso di disagio e ansia caratteristico di chi vede un fantasma possa avere origine negl'infrasuoni (non udibili dall'orecchio umano) i quali entrerebbero in risonanza con varie parti del nostro corpo. In particolare, intorno ai 18 Hz, gli infrasuoni avrebbero degli effetti sui bulbi oculari, e ciò spiegherebbe la sensazione di percepire presenze non visibili. Nonostante gli effetti collaterali nocivi che provoca un'esposizione prolungata agli infrasuoni (una risonanza a 7 Hz potrebbe causare un attacco cardiaco), sembra che vari esperimenti in proposito siano stati condotti. I soggetti non hanno visto fantasmi, ma hanno accusato tutti gli effetti psicofisici del caso.
Certo, non si può spiegare così
tutta la ponderosa casistica relativa ai fantasmi. Ponderosa e variegata:
case o castelli infestati,
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Le testimonianze di persone che sentono voci risalgono ai tempi evangelici. Ne Le Opere (9-4:7) si dice che San Paolo, avviandosi a Damasco, sentì all'improvviso una voce che diceva: "Saolo, Saolo perché mi perseguitate?"...E gli uomini che l'accompagnavano restarono perplessi, perché non videro nessuno". I testi di psichiatria clinica, del resto, conservano un'ampia casistica di allucinazioni uditive. Esse, però, c'entrano poco con il sentire voci da accreditare ai defunti. La stessa tecnica è così rudimentale (accendere un registratore in una stanza, lasciarlo lì a registrare, e poi riascoltare il nastro cercando di separare ad orecchio "voci" da tutto il resto) che inficia in partenza la verità del fenomeno. È facilmente dimostrabile, infatti, che qualunque fruscìo può essere percepito come frase o parola, e che la maggiore sensibilità audio di un microfono capta voci e suoni di cui possiamo non accorgerci perché lontani o confusi ad altro. Nel 1958 il regista svedese Friedrich Jurgenson stava registrando rumori della campagna quando, al momento del riascolto del nastro, sentì voci di persone defunte che aveva conosciuto anni prima. Successivamente, fu Konstantin Raudive, uno spiritualista lèttone, a diffondere il nuovo metodo per il "contatto con l'Aldilà". E ci riuscì così bene che oramai il fenomeno è noto anche come "effetto Raudive".
C'è da sottolineare che chi è
interessato a questi pseudo-fenomeni è comunque già predisposto a sentire le
voci; per esempio perché gli è morto un parente e il desiderio di
"resuscitarlo", sia pure solo sotto forma di voce, è potente e determinante;
tanto da "voler" sentire la sua voce in qualunque voce, rumore o suono
registrati.
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Il fenomeno Ufo in età contemporanea è nato il 24 giugno 1947 quando l’affarista Kenneth Arnold avvistò nove oggetti volanti nell’area del monte Rainier (Seattle, stato di Washington, Usa) definendoli “…una serie di piatti o dischi lanciati sull’acqua”. Da qui, la definizione di "disco volante", mentre la parola Ufo significa solo unidentified flying object, oggetto volante non identificato. Per cui, se diciamo di aver visto un Ufo, in realtà abbiamo solo visto qualcosa che non abbiamo capito cos'è. E non possiamo dire che tutte le cose volanti che, per nostra ignoranza e imperizia, non riconosciamo sono navi extraterrestri. Ci sono i satelliti, ci sono i palloni-sonda, ci sono i fulmini globulari, ci sono i meteoriti, ci sono gli aerei, ecc. E c'è pure la concreta possibilità di prendere "fischi per fiaschi". Quindi, attenzione! Retrocedendo nella storia, scopriamo che vedere cose strane in cielo risale a ben prima (si parla di paleo-ufologia) anche se cronache e documenti sono sempre difficilmente attendibili. Del primo secolo a.C. è l’Aramayana, testo sacro dell’antica India, in cui possiamo leggere che ”le macchine volanti Vimanas avevano forma sferica e navigavano nell’aria". Ma pure nella Genesi si legge che "c’erano sulla Terra i giganti a quei tempi quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini". La Bibbia contiene molti altri scritti "ufologicamente" interpretabili: la Visione di Ezechiele, il rapimento di Elia in cielo, la Visione di Giacobbe, il Roveto ardente attraverso cui Dio parlò a Mosè sul Sinai, l’Arca dell’ Alleanza, la distruzione di Sodoma e Gomorra, ecc. E ancora, anno 839, Annali di Giuda :” Per alcune notti si videro volare degli oggetti infuocati a forma di stella". Anno 1520, Cronaca dei Fatti Prodigiosi di Corrado Licostene:” Una trave ardente di orrenda grandezza fu vista in cielo, e discendendo bruciò molte cose! Quindi tornata in alto assunse forma circolare”. Molti altri esempi si possono trovare nell'arco della storia, è impossibile elencarli tutti. Tra il 1947 e il 1969 l'aviazione americana fu incaricata di organizzare diversi progetti per investigare il fenomeno. Il più famoso è il Project Blue Book, protrattosi dal 1952 al 1969. Ma nonostante molti racconti e testimonianze fornite da piloti civili americani e membri del personale tecnico, l'aeronautica statunitense concluse che il fenomeno UFO non era attendibile. Il punto cruciale è che anche l'Ufo è una questione di credenza, di fede, di accettazione acritica. L'errore frequente è: altre civiltà possono esistere, quindi esistono anche gli ufo. È un errore perché, anche se è probabile che chissà dove si sono sviluppate altre forma di vita, ciò non significa che vengano sulla Terra sotto forma di dischi volanti. Intanto, "altre forme di vita" (alieni, extraterrestri, ecc.) non implica che siano più evoluti di noi, che siano simili a noi, e che abbiano una struttura scientifica e culturale capace di produrre il concetto di "viaggiare nello spazio". Ma quand'anche così fosse, le distanze da superare fra il loro ipotetico pianeta e la nostra Terra sono tali da rendere non conveniente o impossibile il viaggio. La velocità della luce, infatti, non si può superare (circa 300 mila chilometri al secondo), e il sistema planetario più "vicino" è a più di 4 anni-luce da noi. Perché mai un extraterrestre dovrebbe fare un viaggio di almeno 8 anni alla velocità della luce solo per svolazzare qua e là nel nostro cielo per poi tornarsene indietro? L'idea che invece essi siano arrivati già sulla Terra, siano nascosti da qualche parte e che interagiscano con la nostra cultura a nostra insaputa (men in black & C.), è così vicina all'illazione che non vale neppure la pena di analizzarla. Per cui, crogioliamoci pure alla luce della probabilità che esistano altre forme di vita, verdi con le antenne o altro, poco importa; ma conserviamo la ragione e non crediamo sempre e solo alle cose solo perché ci piacciono...
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LA MENTE HA POTERI NASCOSTI ? Aggiornamento 14-10-05 « La vera energia è quella dentro di noi, che scaturisce dal nostro cervello. Studi hanno rilevato che usiamo solamente il due per cento del cervello. La concentrazione e la meditazione, forse, con molto studio e tantissimo sforzo, ci possono portare ad usare uno 0.002 percento in più... ». Dal blog http://diamandaeladea.splinder.com/ tenuto da un 36 enne romano, nome magico: Diamanda. È solo un esempio, ma per lo più la gente comune, anche quella non invasata, crede davvero che tutti noi usiamo il cervello solo parzialmente: chi dice al 2%, chi arriva al 20, e che quel che ci rimane sarebbe una parte non utilizzata, inesplorata, quindi piena di chissà quali incredibili risorse. Qualcuno si azzarda ad andare oltre, e pensa che la parte ignota del cervello è proprio quella che permette i fenomeni parapsicologici. Tale leggenda non solo non ha alcuna base scientifica, ma manca anche della più banale logica. Eppure una ragione concreta per questa fandonia, come in tutte le leggende, c'è. Ed è la solita informazione distorta, capita male, travisata e rimaneggiata secondo il gusto per il misterioso che molti hanno. Il cervello è davvero organizzato in zone. Questa tabella ne riassume alcune:
In più, ciascuna delle suddivisioni principali contiene alcune sottocategorie. Questo per dire che la complessità del cervello umano non è formata da zone oscure e zone conosciute, non c'è un cervello noto e un cervello ignoto e, men che meno, c'è un cervello che funziona (quel 2 o 20 %) e uno che non funziona (l'ipotetico 80 %). Si parlava di logica: dire che una parte del cervello non funziona (perché "atrofizzata" dal progresso, dicono i misteriofili, ma ci sono molte altre vacuità) e magari che siamo in attesa che si risvegli, o che solo alcuni "illuminati" la possono far funzionare, non è per niente logico. Quando una parte del cervello non funziona (e questo, purtroppo, accade) il proprietario di quel cervello, più che illuminarsi, si spegne, nel senso che o muore o va incontro a gravi patologie quali l'ictus e l'alzheimer. Fu la Russia, ex Urss, a scatenarsi per prima su questi presunti poteri della mente. Nel 1963, giornali anche prestigiosi come il Time riportarono le incredibili vicende di Rosa Kuleshova, una giovane sovietica che poteva leggere bendata. Sennonché subito dopo si scoprì che durante gli esperimenti la ragazza veniva lasciata troppo libera di fare quel che voleva. Nel 1968, l'ucraina Nina Kulagina asserì di poter muovere gli oggetti col pensiero, producendo pure una serie di filmati che fecero il giro del mondo. Ciononostante, anche in questo caso gli esperimenti lasciavano troppo libera la sperimentata, e in più, a un occhio addestrato, come quello degli illusionisti, era evidente che la Kulagina utilizzava tecniche di prestigio conosciute, come calamite, specchi, fili, ecc. Negli anni '70 un regista russo, Boris Ermolaev, cercò di diventare famoso facendosi testare da un noto scienziato mentre faceva levitare oggetti messi fra le ginocchia. Purtroppo per lui, poco dopo la truffa fu scoperta e diffusa pubblicamente. Negli stessi anni '70, un israeliano chiamato Uri Geller si propose come grande sensitivo. Chi lo sponsorizzava, tale Andrija Puarich, diceva che i poteri di Geller gli erano stati conferiti da "Spectra", un'astronave aliena orbitante intorno alla Terra. Sostanzialmente, Geller sbalordiva il mondo piegando cucchiaini coi poteri della mente che diceva di avere. E tutti i mass media, anche italiani, gli andavano ottusamente dietro rafforzandone la notorietà e alimentando un'atmosfera di quasi-religione che si andava creando. Ma già nel 1976 James Randi (illusionista e cacciatore di imbroglioni del paranormale) rese noto che quei supposti poteri di Geller erano null'altro che trucchetti di illusionismo ben conosciuti nell'ambiente. Dopo lo smacco, Geller scomparve dalle scene. Dopo qualche anno ebbe un piccolo revival soprattutto in Inghilterra, dove poté furbescamente approfire di alcuni ignobili espedienti; per esempio, quando il Big Ben si fermò per un guasto, Uri Geller informò i mass media che era stato lui a bloccarlo con la mente (!). Negli anni '90 ha fatto causa allo CSICOP (il Cicap americano di cui è presidente James Randi) chiedendo molti soldi per le reputazione danneggiata. Ma le cose sono andate al contrario, ed è stato lui a dover risarcire lo CSICOP di 250 milioni di lire. Oggi fa qualche passaggio alla Tv inglese, ma sono sempre di meno quelli che lo prendono sul serio. Che dire? La mente è vero che ha dei "poteri": ma si chiamano intelligenza, saggezza, apprendimento, capacità di analisi e di critica. Tutti poteri che si possono coltivare e aumentare senza nessuna magia. Provateci!
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ESISTONO LE PREVISIONI ASTROLOGICHE ? L'astrologia è la disciplina che dichiara che c'è una relazione tra le vicende umane e le posizioni di alcuni corpi celesti. In particolare, molti astrologi ritengono che la posizione di un corpo celeste al momento della nascita del soggetto ne condizioni le caratteristiche, la personalità, il comportamento, e perfino il futuro. Queste però non sono verità scientifiche giacché non sono mai state "provate", nel senso che quando si va a controllare scientificamente la presunta relazione fra un corpo celeste e la personalità dell'individuo (si chiama matching test) i risultati sono uguali a quelli ottenuti facendo previsioni a casaccio. Un esempio di test di verifica fu quello condotto in Olanda nel 1995. Vi aderirono 50 astrologi. Ad ogni astrologo venne fornito il tema natale di sette soggetti, preparato con un computer a partire dai certificati di nascita. Separatamente venne fornito un questionario di 50 domande, preparato in collaborazione con alcuni astrologi esperti e compilato dagli stessi soggetti. Ai cinquanta astrologi era richiesto di cercare di appaiare il questionario con il tema natale corrispondente. Dei 44 astrologi che completarono il test (più di metà dei quali si dissero certi di aver scelto tutte e sette le combinazioni giuste), uno solo riuscì a fornire 3 appaiamenti corretti, mentre la metà non ne trovò neanche uno. L'astrologia non è una scienza, non si basa su metodi sperimentali galileiani. Gli stessi astrologi lo ammettono, benché forse con un atteggiamento snob. Ciononostante, la gente crede comunque che l'astrologia produca effetti veri. Alcuni fatti certi vanno contro la logica dell'astrologia: 1) c'è una tredicesima costellazione, Ofiuco, di cui l'astrologia non tiene conto, e che registra il transito del Sole fra il 29 novembre e il 18 dicembre; 2) e c'è la cosiddetta processione degli equinozi, per cui il Sole ogni anno passa sempre un po' prima davanti alle costellazioni; dai tempi di Tolomeo (II secolo d.C.) questo ritardo si è accumulato tanto che oggi copre quasi una costellazione intera, cosicché quando l'astrologo ritiene che il sole sia in Gemelli in realtà è ancora nel precedente Toro. Per dirla tutta, tali obiezioni vengono rigettate dagli astrologi giacché essi rivendicano il valore simbolico della loro disciplina, che quindi vuole prescindere da importanti dettagli tecnici. Esistono studi statistici condotti dai coniugi Michel e Françoise Gauquelin (ed in particolare il presunto "effetto Marte") sui quali la scienza sta approfondendo e approntando delle proprie controdeduzioni. In internet non è difficile conoscere questi studi. Un sito è questo. Nel frattempo, gli oroscopi vanno a gonfie vele. Tv, giornali e riviste ce ne offrono una quantità enorme. Sarebbe interessante prenderli tutti e farli controllare da un gruppo di persone. Probabilmente gli oroscopi direbbero tutti le solite cose generiche che si adeguano facilmente a ciascun soggetto. DIfatti, il meccanismo principale è proprio quello della generalità (presente anche nelle sentenze dei I-Ching). Tale meccanismo, molto semplice, non è altro che dire cose generiche, superficiali, scontate, ovvie; e magari dirne molte e contrastanti. Facciamo subito un esempio eclatante e vero. In questo momento (5 settembre 2005 ore 17 circa) sono andato sulla pagina assolutamente a caso, la prima che mi riscontra Google: http://www.oroscopi.com/oroscopo/oroscopo_giorno.php?segno=Capricorno a cura di Claudia Leoni, e leggo ciò che riguarda il mio segno, il Capricorno: Il ritorno alla vita di tutti i giorni potrebbe trovarvi un po' inconcludenti. La causa È nell'aspetto difficile formato dalla Luna con il vostro segno. Darete ragione a tutti, ma in realtà non darete soddisfazione a nessuno. Così facendo, potreste crearvi inimicizie che non saranno neanche tanto facili da allontanare! Il partner non gradirà il fatto che dovrà dividervi fin troppo spesso con gli amici! Tentiamo un'analisi, ed è quella che chiunque dotato di buon senso e licenza media inferiore può fare: "il ritorno alla vita di tutti i giorni" è troppo facile, al 5 settembre, data di fine ferie per quasi tutti. Potrei essere "inconcludente": e che significa? La causa è la Luna... ah, va' beh. Darò ragione a tutti? L'oroscopo mi sta chiamando imbecille. Oggi mi è capitato di dar ragione a qualcuno e di dar torto ad altri, esattamente come per tutti gli altri giorni. Ma qualcun altro che leggesse ciò di buon'ora prima di affrontare la giornata, a sera magari ricorderà quante volte avrà dato ragione a qualcuno senza ricordare quante volte ha dato torto ad altri (effetto "memoria selettiva"). Oggi, giuro, non mi sono creato alcuna inimicizia. Ma qualcun altro del Capricorno, alla prima inimicizia che s'è creato oggi, sarà pronto a giurare che la buona signora Leoni c'aveva azzeccato. Sull'ultima frase neppure mi soffermo: è l'ennesima banalità, tutti i mariti e i fidanzati hanno degli amici contro cui la partner talora ha qualche rivendicazione; l'oroscopo non ha predetto un bel nulla, niente di eclatante, niente di memorabile. Le persone ferite o morte in uno qualunque dei disastri che accadono (dalle Torri Gemelle allo tsunami) hanno forse avuto la terribile predizione astrologica? E giacché non tutte le migliaia di morti di un cataclisma potevano avere lo stesso segno zodiacale, quella mattina ognuno dei loro oroscopi prediceva la stessa ferale sorte? La UAI, Unione Astrofili Italiani, già da gennaio 2004, con una lettera aperta supportata da uomini di cultura indiscutibili come il matematico Piergiorgio Odifreddi, ha chiesto poche precise cose: - la sospensione della diffusione di oroscopi e previsioni astrologiche all'interno degli spazi destinati all'informazione (telegiornali e giornali radio). - che venga chiaramente precisato - nelle trasmissioni televisive e radiofoniche di intrattenimento e sulle rubriche della carta stampata - che l'astrologia non offre certezze e non ha fondamenti scientifici. La pagina web http://scis.uai.it/astrologia.htm ospita notizie ed aggiornamenti su questa iniziativa. Ma la sensibilità pubblica è pronta ad accettare questa sferzata di razionalità? Arretreranno dietro la soglia della normalità fisiologica quelli che non escono di casa senza consultare l'oroscopo? Capi di stato e di religioni, personaggi socialmente e politicamente influenti e divi dello spettacolo la smetteranno di propagandare, con il loro esempio, tali scempiaggini? E per lo meno a scuola, i professori la smetteranno di lodare questa ed altre irrazionalità equiparandole ad "aperture mentali" che vuol dire decisamente tuttaltro? (vedi anche un articolo dell'astrologa Margherita Hack qui » )
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