EDICOLE VOTIVE
Desidero fare una riflessione circa la edicole votive, spesso vere cappelle
di molti metri quadri, che si trovano incapsulate nei
muri delle nostre strade. Al di la' della mia valutazione estetica di tali
manufatti (pessima, giacchÈ deturpano, piu' che abbellire, la citta'),
sarei curioso di verificarne la legittimita'. Dubito, infatti, che
chiunque possa costruire a proprio piacere opere murarie su qualunque parete
prospiciente la
via pubblica senza uno straccio di concessione edilizia, un parere
vincolante di un qualche ufficio tecnico comunale, ecc. O forse, ancora una
volta, cio' che È "religioso" (meglio se cattolico) gode di favori e
privilegi in barba ai doveri di tutti "gli altri" cittadini? Capisco la
devozione (invero di bassa lega e politeista, qui a Napoli), ma se io non
posso costruirmi un manufatto pagano senza far accorrere i vigili e la gente
del quartiere, perchÈ mai sulla via pubblica (quindi anche mia) affiorano
statuone di padre pio, altari di madonne e loculi sacri nell'indifferenza
piu' totale dei tutori della legge e della laicita'?
Calogero
napoli@uaar.it