Millecinquecento anni di errori e manipolazioni nella traduzione dei Vangeli
Mondadori, pp 273, 2007, € 17,50
fonte: la Feltrinelli
"Chi è senza peccato
scagli la prima pietra" è forse una delle citazioni evangeliche più conosciute
anche da chi non ha mai studiato il Nuovo Testamento, ma quanti sanno che
l'intero episodio della lapidazione dell'adulterità è dovuto a un copista e non
apparteneva al testo originale del vangelo di Giovanni? Un'aggiunta del genere
sembra incredibile e potremmo pensare che si tratti di una clamorosa eccezione:
invece, come ci dimostra Bart D. Egrman, una delle massime autorità mondiali di
studi biblici, errori, varianti e modifiche sono la regola nella lunga e
complessa storia che ha portato la stesura dei primi vangeli al testo che
leggiamo oggi. A noi non è arrivato il manoscritto originale di nessun vangelo,
solo copie più o meno antiche, che differiscono tra di loro in una miriade di
punti: alcune differenze sono insignificanti, ma altre toccano punti centrali
della dottrina, come, ad esempio, la natura divina di Gesù. Com'è stato
stabilito il testo che viene stampato ai nostri giorni? Quali segreti si
nascondono nelle versioni antiche dei vangeli? Quanta parte è autentica e quanta
è stata plasmata da secoli di interventi di copisti, scribi, filologi e teologi?
Con la grande competenza e la pacata razionalità con cui ha svelato "La verità
sul codice da Vinci", Erhman per la prima volta conduce il grande pubblico
nell'affascinante e misterioso mondo della critica testuale dei vangeli, alla
ricerca dell'autentica parola di Dio.