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Il caso Eluana

solo in Vaticalia un penoso caso di non-vita poteva allarmare il Parlamento

 

9 luglio: Eluana Englaro, la ragazza di Lecco in coma da sedici anni dopo un incidente stradale, adesso può morire. I giudici della Corte d'appello civile di Milano hanno concesso ai medici di staccare il sondino che l'alimenta. Il decreto con cui si autorizza la sospensione del trattamento segue le indicazioni stabilite dalla Cassazione lo scorso 16 ottobre. La Corte aveva disposto un nuovo processo per il caso di Eluana e stabilito la sospensione dell'alimentazione artificiale soltanto in presenza di due circostanze concorrenti: che fosse provata e accertata l'irreversibilità dello stato vegetativo permanente della ragazza e dimostrato il convincimento etico di Eluana, quando era "in piena coscienza".

Per le gerarchie ecclesiastiche la decisione dei magistrati è inaccettabile. Radio vaticana la giudica "una sentenza grave". E sottolinea che "nessun tribunale aveva mai accolto la richiesta". Monsignor Rino Fisichella, neopresidente della Pontificia accademia per la vita, è ancora più esplicito e parla della scelta dei magistrati come di "eutanasia di fatto". "Spero - prosegue - in un ricorso presso una corte superiore al fine di ragionare con maggiore serenità e meno emotività".

10 luglio: "Quello che dice il Vaticano vale per il Vaticano. Quello che diceva mia figlia vale per mia figlia". Intervenuto a Viva Voce su Radio 24, Beppino Englaro, padre di Eluana, si è detto rispettoso verso quello che sostiene il Vaticano, "ma per noi vale quello che ci diceva nostra figlia". E prosegue: "L'interruzione di procedure mediche dolorose, pericolose, straordinarie, o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti può essere legittima. Secondo voi questo non corrisponde alla situazione di Eluana? La verità - ha aggiunto - è che loro alle volte dicono tutto e il contrario di tutto. Si spingono in avanti, poi tornano indietro e non ho mai capito questo alternarsi".

14 luglio: Il padre di Eluana Englaro ha chiesto il ricovero della figlia nell'hospice "Il Nespolo" di Airuno. Il procuratore generale di Milano Gianfranco Montera ha commentato così l'ipotesi che il padre di Eluana possa staccare la spina prima di un eventuale ricorso: "se dovesse farlo, se ne assumerebbe la responsabilità" e ha specificato che un tale gesto potrebbe non essere condiviso neppure da chi lo sta appoggiando nella sua battaglia. Quanto al ricorso, ha detto che si tratta di un caso da approfondire, che merita "cautela e ponderazione". In serata la risposta del legale della famiglia: "La nota del pg non ha nessun effetto giuridico e non cambia nulla", ha dichiarato l'avvocato Vittorio Angiolino.

15 luglio: "Qui non si tratta di una consumazione di una vita, ma di fare in modo che la natura riprenda il suo corso che è stato interrotto". Con queste parole, Beppino Englaro, padre di Eluana, risponde alle critiche del cardinal Bagnasco. Da Sydney, dove si trova per la giornata mondiale della gioventù, il cardinal Bagnasco aveva espresso tutta la sua preoccupazione sulla vicenda: "Togliere idratazione e nutrimento è come togliere da mangiare e da bere a una persona che ne ha bisogno".

16 luglio: La Giunta per il Regolamento ha accolto la proposta avanzata dal presidente del Senato, Renato Schifani, di deferire alla commissione Affari Costituzionali la questione di un'eventuale conflitto di attribuzione da sollevare davanti alla Consulta tra il Senato e la Corte di cassazione in merito alla vicenda di Eluana Englaro. La decisione definitiva spetterà all'aula di Palazzo Madama (traduzione: il Vaticano muove i fili dei pupi e i pupi si agitano). "Noi andiamo avanti. Per il momento non cambia niente, e la famiglia di Eluana porrà in atto la sentenza della Cassazione, sospendendo l'alimentazione della figlia quando lo riterrà opportuno". L'avvocato della famiglia Englaro, Vittorio Angiolini, spiega che la decisione della Commissione Affari Costituzionali del Senato non sposta di una virgola i progetti della famiglia.