APELLE
Apelle fu il fondatore di
una setta gnostica del II° secolo, di cui si ha notizia dagli scritti
di Tertulliano ed Eusebio.
A. fu allievo di Marcione, di cui seguì gli insegnamenti a Roma,
successivamente si recò ad Alessandria, diventando allievo di Filomena,
teologa gnostica, di cui scrisse e pubblicò la dottrina. Come la sua maestra,
A. cercò di mediare le posizioni dualiste di Marcione con quelle cattoliche.
Infatti come Marcione, A.
rigettò l'importanza del Vecchio Testamento per i cristiani in un suo lavoro
dal titolo Eullogismoi, ma contrariamente al suo maestro, rifiutò il
concetto dualista di due Dei, l'uno del Vecchio Testamento, vendicativo e
terribile, l'altro del Nuovo Testamento, buono e misericordioso.
Inoltre, mentre Marcione
propugnava l'eresia del
Docetismo, in cui il corpo di Cristo era del tutto immateriale
in contrasto con i Cattolici, che credevano nella totale incarnazione del
Cristo, A. propose, a riguardo, una forma intermedia, in cui il corpo di
Cristo era formato di materiale stellare o sostanza divina.
Curiosamente questo
concetto venne successivamente ripreso nel XVI° secolo dai Mennoniti.
APOLLO (APOLLONIO)
Nome di vari personaggi
dell'inizio della storia del Cristianesimo:
1) Apollonio di Tiana
(m. ca. 97)
Filosofo neopitagorico
nato in Anatolia.
Da giovane fu attratto
dalla scuola pitagorica, e anche, secondo alcuni autori, dalle filosofie dei
bramini indiani.
Fu oggetto di biografie di
scrittori pagani, come Filostrato, tendenti ad esagerare le sue virtù e
capacità riformatrici, in una chiave di interpretazione quasi alternativa a
Cristo, tale da indurre ad un suo culto nel III secolo.
2) Apollonio (o Apollo)
di Efeso (o di Corinto) (attivo nel 56)
Nato ad Alessandria, uomo
erudito e celebre predicatore, citato negli Atti degli Apostoli 18, 24 e da
San Paolo in due lettere (Prima ai Corinzi 16, 12 e a Tito 3, 13), operava il
battesimo di ravvedimento, come San Giovanni Battista, obbligando San Paolo a
sconfessare il suo operato.
3) Apollonio (montanista)
(fine II°secolo)
Citato da Eusebio di
Cesarea, come testimone dei peccati compiuti dai seguaci di Montano. Probabilmente un personaggio totalmente inventato.