Farinata, soprannome di
Manente degli Uberti, fu un famoso condottiero ghibellino di Firenze vissuto
nella prima ½ del XIII secolo.
Aderente alla Chiesa catara di Firenze, egli rappresentò la sintesi di quella
alleanza politica e di convenienza, che spesso si realizzò in quel periodo tra
catari e ghibellini.
Nel 1239, F. fu eletto a
capo della fazione ghibellina di Firenze, la quale riuscì a cacciare i guelfi
dalla città nel 1248. Tuttavia al rientro di questi ultimi, F. andò in esilio
a Siena, da dove organizzò l'esercito ghibellino con l'apporto delle truppe di
Manfredi (1232-1266), figlio del defunto imperatore Federico II (1212-1250).
Con questo esercito, F.
affrontò e sconfisse i guelfi nella battaglia di Montaperti del 4 settembre
1260, ma successivamente fu lui stesso ad opporsi con successo alla
distruzione di Firenze da parte delle truppe ghibelline.
F. morì nel 1264, ma 19
anni dopo, nel 1283 egli fu accusato postumo di eresia e il suo corpo e quello
della moglie Maria Adeletta furono riesumati e i resti dispersi, mentre i
beni dei figli Lapo, Federico e Maghinardo furono confiscati e loro stessi
mandati in esilio.
F. fu citato da Dante
nell'Inferno nel gironi degli eretici, nel canto VI, 79, ma soprattutto
nel canto X,31 e seguenti:
Ed el mi disse: "Volgiti!
Che fai?
Vedi là Farinata che
s'è dritto:
da la cintola in sù
tutto 'l vedrai".