La vita
Martin Luther (Martin
Lutero), il grande riformatore tedesco, nacque il 10 Novembre 1483 ad Eisleben,
una cittadina nella Turingia, regione centro-orientale della Germania.
Suo padre, Hans Luther,
originariamente un contadino, fece fortuna come imprenditore nelle miniere di
rame, mentre la madre, Margarethe Ziegler era una massaia.
Nel 1484, poco dopo la
nascita del piccolo Martin, primogenito di sette fratelli, i genitori si
trasferirono nel vicino paese di Mansfeld, in seguito alla nomina del padre a
magistrato di quella cittadina.
A Mansfeld L. frequentò la
scuola di latino e nel 1497 L. si recò a Magdeburgo, per intraprendere gli
studi presso la scuola dei Fratelli della Vita Comune, fondati dal mistico
Geert de Groote (1340-1384). Tuttavia L. vi rimase solo per un anno, andando a
vivere successivamente da alcuni parenti ad Eisenach, dove risedette fino al
1501. In quell'anno il padre lo inviò ad iscriversi all'università della città
imperiale di Erfurt, dove L. studiò arti liberali, conseguendo il
baccalaureato nel 1502 e il titolo di magister artium nel febbraio
1505.
E fu proprio il 1505 un
anno cruciale per il giovane L.: secondo i suoi biografi, il 2 Luglio
ritornando ad Erfurt dopo una visita ai genitori, L. incappò, vicino al
villaggio di Stotternheim, in un violento temporale e fu quasi ucciso da un
fulmine. Nella tormenta L., terrorizzato, fece voto a Sant'Anna, se fosse
sopravvissuto, di prendere i voti e mantenne la promessa due settimane più
tardi, entrando, contro la volontà paterna, nel convento agostiniano-eremitano
di stretta osservanza di Erfurt, dove pronunciò i voti nel 1506 e dove venne
ordinato sacerdote il 3 Aprile 1507.
In convento, sotto la
guida del frate superiore Johann Staupitz, L. si dedicò allo studio degli
scritti di Aristotele, Sant'Agostino, Pietro Lombardo (1100-1160), e del
filosofo scolastico Gabriel Biel (1420-1495), commentatore del pensiero
nominalista di
Guglielmo di Ockham, il cui orientamento teologico era
dominante presso gli agostiniani.
Nel 1508, dietro
raccomandazione di Staupitz, a L. venne assegnata una cattedra di filosofia
morale ed etica aristotelica all'università di Wittenberg, appena fondata nel
1502 dal principe elettore Federico III di Sassonia, detto il Saggio
(1486-1525).
Da Wittenberg il futuro
riformatore si recò nel 1510 a Roma, assieme al suo maestro Johann Nathin, per
portare una lettera di protesta in merito ad una diatriba interna all'ordine
agostiniano. L. ne approfittò per visitare la città, facendo il giro dei
luoghi santi, per guadagnare, come era consuetudine, indulgenze. Su questo
viaggio a Roma, i biografi differiscono nel giudizio: alcuni riportano che L.
ne ritornò disgustato dalla corruzione e dal rilassamento dei costumi della
corte di Papa Giulio II (1503-1513), altri raccontano che il viaggio non ebbe
particolare influenza sulle sue future scelte.
Comunque, ritornato in
Germania, L. completò gli studi di teologia, diventando magister in
teologia nell'ottobre del 1512 e priore del convento di Wittenberg. Nel 1513
L. assunse la cattedra di esegesi biblica, che conservò fino alla morte.
Lo sviluppo della
dottrina di Lutero
Nel periodo 1513-1519 L.
tenne lezioni con commento su vari parti della Bibbia, come i Salmi e, in modo
particolare, le lettere di San Paolo ai Romani, ai Galati e agli Ebrei.
Proprio ad iniziare dal 1513 L. iniziò a preoccuparsi ed a riflettere sulla
salvezza e sull'incapacità dell'uomo di ottenerla: si allontanò deluso dalle
teorie occamiste per accostarsi agli scritti del fondatore del suo ordine,
Sant'Agostino, soprattutto quelli contro il
pelagianismo.
In quel periodo L. faceva
lunghe meditazioni solitamente isolandosi in una torre del convento, dove, in
un momento imprecisato tra la fine del 1512 e l'inizio del 1514, L. provò
“l'esperienza della torre” (Turmerlebnis), una improvvisa rivelazione,
mentre egli leggeva e meditava sulla lettera di San Paolo ai Romani, ed in
particolare su alcuni passi, come:
“Poiché
non c'è distinzione: tutti infatti hanno peccato e sono privi della gloria di
Dio, essendo giustificati gratuitamente per la Sua grazia, mediante la
redenzione in Gesù Cristo, che Dio ha esposto per espiazione col Suo sangue
mediante la fede” (Romani 3, 23-25),
“Poiché
noi riteniamo che l'uomo è giustificato per mezzo della fede, senza le opere
della legge” (Romani 3, 28),
“Giustificati
dunque per la fede, abbiamo pace con Dio, per mezzo di Gesù Cristo, nostro
Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l'accesso a
questa grazia nella quale stiamo saldi e ci gloriamo, nella speranza della
Gloria di Dio.” (Romani 5, 1-2).
Da queste meditazioni
prese corpo la dottrina di Lutero:
L'uomo è peccatore, ma la
volontà salvifica di Dio lo giustifica, se egli ha fede in Lui. Comunque
l'uomo diventa, attraverso la fede, giusto, ma rimane peccatore allo stesso
tempo (simul iustus et peccator). Egli non può assolutamente concorrere
alla propria salvezza: questa non dipende dall'agire umano o dalle sue opere
(come ad esempio le indulgenze), ma si ottiene solo con la fede (in latino
sola fide), la quale è un esclusivo dono della grazia di Dio (sola
gratia = in latino, solo attraverso la grazia).
Inoltre la fede trova il
suo fondamento solamente nella Parola di Dio, la Sacra Scrittura (sola
scriptura = in latino, solo attraverso la Scrittura), e non già nella sua
interpretazione, nella mediazione da parte del Magistero della Chiesa o nella
Tradizione storica. Il rifiuto della Tradizione portò quindi L. ad accettare
solo due sacramenti, il battesimo e l'eucaristia, in quanto erano gli unici
direttamente citati dai Vangeli. Inoltre la centralità della parola di Dio
fece sì che L. desse molta importanza all'uso della predicazione.
Lo strappo con la
Chiesa Cattolica
Per un certo periodo, cioè
fino al 1517, L. poté predicare i suoi concetti con una relativa calma. Ma fu
in quell'anno che l'occasione dello scontro scaturì dall'episodio della
raccolta delle indulgenze in Germania.
Questa fu organizzata
dall'arcivescovo Alberto di Magonza (Mainz)(1490-1545), diventato arcivescovo
di Magdeburgo nel 1513 e di Magonza nel 1514. Detti titoli non gli venivano
certo conferiti gratuitamente ed egli accumulò debiti nei confronti dei famosi
banchieri Fugger per un totale di 29.000 fiorini romani.
Poiché nello stesso
periodo i papi Giulio II e poi Leone X (1513-1521) avevano indetto una
raccolta di indulgenze per finanziare il completamento della basilica di San
Pietro, Alberto riuscì a convincere la curia di assegnare a lui, per otto
anni, la gestione delle indulgenze in Germania, i cui introiti per metà
avrebbero sponsorizzato la basilica romana e per metà avrebbero appianato i
debiti dell'arcivescovo.
Il grandioso e articolato
programma di indulgenze comprendeva l'assoluzione di peccati di tutti i generi
e la remissione delle pene di defunti, secondo un preciso tariffario,
denominato Taxa camarae, il cui elenco era un allucinante compendio di
delitti e aberrazioni umane, come omicidio (le tariffe variavano se l'omicidio
era passato o ancora da compiere (sic!) e a seconda dell'importanza
dell'assassinato), aborto, incesto, fornicazione di laici o di ecclesiastici
(con tariffe differenziate nei casi di fornicazioni verso donne, suore,
parenti, bambini, bestie, ecc.), concubinato, adulterio, truffa, spergiuro,
furto, incendio, eresia, contrabbando, consumo di carne in quaresima, simonia,
e quant'altro.
Alberto di Magonza mise in
campo i migliori predicatori dell'epoca, tra cui il domenicano Johann Tetzel
(1465-1519), che fu nominato commissario delle indulgenze per la regione del
Magdeburgo. Tetzel iniziò a predicare nel 1516 nella regione e nell'Aprile
1517 fece un intervento a Jüterbog.
In quest'ultima occasione
diversi cittadini di Wittenberg, a 30 km. da Jüterbog, si recarono a sentire
il predicatore e riferirono le varie argomentazioni a L., che si decise di
pubblicare il suo pensiero sull'argomento riassunto nelle famose 95 tesi
sulle indulgenze.
La leggenda racconta che
egli affisse le sue 95 tesi il 31 ottobre 1517 sulla porta della chiesa
del castello di Wittenberg, ma pare lo stesso interessato avesse smentito
l'episodio. Le tesi, approvate perfino dal suo vescovo, erano meno
rivoluzionarie di quanto si vuole far credere: L. aveva messo l'accento sulla
mancanza della intima penitenza e della piena conversione da parte del fedele,
che doveva accettare la pena e non sfuggirla, pagando. In linea di principio,
però, L. non era contrario alle indulgenze, che comunque non dovevano essere
meritorie e sostitutive della penitenza.
La reazione della curia
romana fu abbastanza tardiva, nonostante che già in Dicembre 1517, Alberto di
Magonza avesse informato Roma sulle nuove dottrine di L.
Solo verso Marzo 1518 fu
iniziato un procedimento contro il monaco tedesco, condotto dal domenicano
Silvestro Mazzolini, detto Prieras dal paese natale di Priero (Cuneo)
(1456-1523), che, come Sacri Palatii Magister, esaminò gli scritti di
L., trovandoli eretici e il 7 Agosto 1518 invitò il riformatore a recarsi a
Roma per discolparsi. Questo invito venne variato da un ”breve” del papa del
23 Agosto, che ordinò a L. di recarsi ad Ausgburg (Augusta) per farsi
interrogare dal cardinale domenicano Tommaso Caietano (1469-1534). L'incontro
avvenne il 12 Ottobre, ma L. non ritrattò nulla delle sue affermazioni e
Caietano cercò inutilmente di farlo catturare o espellere dai territori del
principe di Sassonia.
A questo punto il papa
inviò il nunzio papale Carl Von Miltitz (1480-1529), che ottenne, dopo un
incontro con L. il 4/5 Gennaio 1519, una tregua nelle polemiche fino alla
disputa di Lipsia, avvenuta dal 27 Giugno al 16 Luglio 1519, tra il teologo
Johann Eck (1486-1543) e i due amici e colleghi
Andreas Bodenstein (Carlostadio) e L. stesso.
Quest'ultimo, tirato
dentro in una polemica, che inizialmente si riferiva solamente ai primi due
contendenti, prese una posizione piuttosto decisa: negò il primato del papa,
l'infallibilità dei concili e assunse la Sacra Scrittura come supremo
riferimento.
Il 1520 fu l'anno della
definitiva rottura. L. scrisse le seguenti tre opere:
Le
buone opere: la fede, dono di Cristo, era la fonte delle opere buone.
Il
papato a Roma contro i celeberrimi romanisti a Lipsia: la Cristianità non
possedeva un capo sulla terra.
Alla
nobiltà cristiana della nazione tedesca sul miglioramento della condizione
cristiana: gli stati secolari dovevano intervenire, se il papa rifiutava
ogni riforma.
Il 15 Giugno 1520 giunse
la risposta di Papa Leone X con la bolla Exsurge Domine minacciò la
scomunica se L. non avesse ritratto entro 60 giorni quarantuno delle sue
proposizioni.
La risposta di L. fu il
durissimo opuscolo Adversus execrabilem Antichristi bullam, nel quale
il riformatore letteralmente “scomunicava” il papa, considerato un Anticristo.
Nonostante svariati tentativi di mediazioni da parte di Von Miltitz e
momentanei ripensamenti di L. stesso, si giunse all'atto finale: il 10
Dicembre 1520 L. bruciò, davanti agli studenti di Wittenberg, la bolla di
minaccia di scomunica, il codice di diritto canonico e la Summa theologiae
di San Tommaso.
Il 3 Gennaio 1521 Papa
Leone X firmò la bolla di scomunica Decet Romanum Pontificem: Martin
Lutero era scomunicato ed ufficialmente espulso dalla gerarchia della Chiesa
Cattolica.
La Riforma e le prime
divisioni
Tuttavia nella dieta
imperiale, convocata dall'imperatore Carlo V (1519-1556) a Worms per il 6
Gennaio, l'imperatore stesso si trovò nella spiacevole situazione di mediare
tra le posizioni del papa, riassunte dal nunzio Girolamo Aleandro (1480-1542),
che chiedeva la consegna di L. al braccio secolare e il rogo dei suoi scritti,
e dei principi tedeschi, rappresentati da Federico il Saggio, che chiedevano
che fosse dato a L. la possibilità di essere convocato per difendersi. Carlo V
optò per questa seconda soluzione e il 17 Aprile 1521 L. comparve davanti alla
dieta, trovandosi nuovamente quel Johann Eck della disputa di Lipsia: egli
rifiutò la ritrattazione di quello che aveva scritto e lasciò Worms il 26
Aprile su ordine dell'imperatore con un salvacondotto di 21 giorni.
L'8 Maggio l'imperatore
firmò l'editto di Worms, che condannava L., ordinava ai principi di catturarlo
e consegnarlo all'autorità imperiale e ordinava il rogo dei suoi scritti, ma
L. era già stato messo al sicuro da Federico il Saggio, il quale aveva
organizzato il 4 Maggio il finto rapimento di L. e lo aveva fatto portare
nella rocca di Wartburg. Qui il riformatore rimase per 10 mesi, scrivendo
diverse opere come De votis monasticis iudicium, contro i voti dei
monaci, ma soprattutto lavorando sulla traduzione del Nuovo Testamento in
tedesco. Ricomparve in pubblico nel Marzo 1522 per bloccare gli estremismi di
Carlostadio, che aveva distrutto le immagini sacre, abolito le messe private e
gli abati talari, e dei cosiddetti profeti di Zwickau, capeggiati da
Nicholas Storch, fanatici radicali denominati abecedariani,
che volevano eliminare tutti i preti e fondare il regno di Dio in terra.
L., con l'aiuto di
Federico il Saggio, restaurò l'ordine, ma si rese anche conto anche la riforma
stava andando avanti con o senza di lui. Per sua fortuna esistevano anche
fedeli seguaci come
Nikolaus von Amsdorf,
Georg Burckhardt (Spalatino) e soprattutto
Philipp Schwarzerd (Melantone), il grande teologo
riformista.
Nel Gennaio 1522 venne
eletto papa Adriano di Utrecht, con il titolo di Adriano VI (1522-1523), che
tentò inutilmente di convincere la dieta dei stati tedeschi a procedere contro
L., anche se tentò qualche timido tentativo di riforma della Chiesa. Anche il
debole successore Clemente VII (1523-1534) non ottenne granché dagli stati
tedeschi, anzi dovette subire vari affronti, come lo strappo con l'Inghilterra
di
Enrico VIII, il sacco di Roma del 1527 e la conseguente
prigionia. In compenso si rifiutò ostinatamente di convocare un concilio
generale, necessario per una profonda riforma della Chiesa.
Il 1525 fu un altro anno
decisivo per L.: si sposò con l'ex-suora Caterina di Bora, ma soprattutto
dovette affrontare la grave crisi della rivolta dei contadini, fomentati da
Thomas Münster, ex-curato di Zwickau, e da
Heinrich Pfeiffer, che imperversarono nel paese con
saccheggi, devastazioni e massacri. L. intervenne, pubblicando un violento
libello dal titolo Contro le brigantesche e scellerate bande di contadini,
dove rinnegò le sue precedenti posizioni di tolleranza e incitò i principi a
sterminarli: ciò avvenne nella battaglia di Frankenhausen del 15 Maggio 1525
con l'uccisione sul posto di 5.000 contadini (e 20.000 in seguito) e
l'esecuzione dei loro capi dopo atroci torture.
Questo fatto colpì
profondamente L., il quale si convinse che, solo ricorrendo all'autorità dei
principi e al varo di un nuovo ordinamento ecclesiastico, era possibile
garantire quella pace necessaria allo sviluppo della riforma. Ai principi
venne affidato il compito di sorvegliare la vita ecclesiastica e venne data
loro la libertà di scegliere se aderire alla riforma, obbligando i loro
cittadini di uniformarsi alla decisione del regnante, secondo il principio
(espresso successivamente nella seconda dieta di Augusta del 1555) del
cuius regio, eius religio, [nella sua (del principe) regione, la sua
religione].
Nacquero così, per
decisione della prima Dieta di Spira (Speyer) del 1526, le chiese territoriali
(Landeskirchen), che furono vere e proprie chiese di stato.
Nel 1529 fu invece
convocata la seconda Dieta di Spira, che ribadì la validità delle decisioni
della Dieta di Worms del 1521: i principi che avevano aderito alla riforma,
protestarono contro queste decisioni ed in seguito a questo fatto, i riformati
sono universalmente noti come Protestanti.
Tuttavia le divisioni
interne al movimento riformista continuarono con grande sconforto del loro
fondatore: nell'Ottobre dello stesso 1529 fu convocato il Colloquio di Marburg,
dove si approfondì il divario tra L. e lo zurighese
Huldreich Zwingli sul tema dell'Eucaristia.
Nella prima dieta di
Augusta del 1530 i riformisti si presentarono separati e nonostante la
conciliatoria Confessio Augustana, tracciata da Melantone, lo strappo
con i protestanti svizzeri, che presentarono la loro Fidei ratio,
divenne un dato di fatto: anche la grave sconfitta militare che questi ultimi
subirono nel 1531 a Zurigo (con la morte di Zwingli) non permise un
raccostamento ai fratelli tedeschi, ma casomai un proseguimento nel
calvinismo, culminato con la Confessio Helvetica del
1539. La pace formale tra L. e Zwingli, sebbene di breve durata, avvenne nel
1536 alla Concordia di Wittenberg, dove perlomeno si ottenne un accordo per
quanto concerneva l'Eucaristia, tra i luterani tedeschi del nord e i
riformatori della Germania del sud, capitanati da
Martin Butzer (Bucero).
La minaccia turca portò
nel 1532 alla tregua di Norimberga con i cattolici, benché già dal 1531 gli
stati protestanti tedeschi si erano organizzati nella Lega Smacaldica. Il
confronto militare tra le due confessioni sfociò nel 1546-47 nella guerra
smacaldica, a cui L. non assisté, poiché aveva cessato di vivere il 18
Febbraio 1546.
Gli ultimi anni della sua
vita furono oscurati da continui litigi dei suoi seguaci, da varie malattie e
da interferenze dei principi nella vita ecclesiastica.
Nel Marzo 1545, un anno
prima della sua morte si aprì in pompa magna quel Concilio di Trento, che,
tanto voluto, deluse però le aspettative dei luterani e contro il quale L.
scrisse il suo più violento libello: Contro il papato in Roma fondato dal
diavolo.
Per luteranesimo si
intende la teologia, la liturgia e la disciplina ecclesiastica, che si rifà al
pensiero di
Martin Lutero. I luterani sono in accordo con i cattolici e
le chiese orientali nell'accettare l'autorità delle Sacre Scritture e dei tre
Credi più antichi (Apostolico, Niceno e Anastasiano), ma più specificatamente
aderiscono al Libro di Concordia del 1580, che comprende, oltre ai succitati
tre Credi, la Confessio Augustana e la sua Apologia, il Grande
Catechismo e il Catechismo per bambini di Lutero, gli Articoli di Smacalda e
la Formula di Concordia.
La dottrina di Lutero si
riassume nelle tre citazioni: sola fide (l'uomo ottiene la propria
salvezza solo con la fede, e non con il suo agire o le sue opere), sola
gratia (la fede è un esclusivo dono della grazia di Dio) e sola
scriptura (la fede trova il suo fondamento solamente nella Parola di Dio,
la Sacra Scrittura, e non già nella sua interpretazione, nella mediazione da
parte del Magistero della Chiesa o nella Tradizione storica). Questo
focalizzarsi sulla Parola di Dio fa sì che i luterani diano molta importanza
all'uso della predicazione.
Inoltre il rifiuto della
Tradizione porta i luterani ad accettare solo due sacramenti, il battesimo e
l'eucaristia, in quanto gli unici direttamente citati dai Vangeli.
In particolare, per quanto
riguarda la Comunione, i luterani credono che vi è la reale e sostanziale
presenza del corpo e sangue di Cristo nel pane e vino e che, dopo la
consacrazione, le sostanze degli uni e degli altri coesistono in unione
tra loro. Questo viene definito consustanziazione, e si contrappone alla:
1)
Dottrina Cattolica della transustanziazione, cioè la conversione in toto
della sostanza del pane e vino nella sostanza del corpo e sangue di Cristo,
mantenendo invariato solo l'aspetto esteriore.
2)
Dottrina
Zwingliana del simbolismo o valore solo simbolico della Cena
del Signore, considerata solo una solenne commemorazione della morte di
Cristo, la Sua presenza spirituale ma non la Sua presenza reale.
3)
Dottrina
Calvinista (compromesso tra quella luterana e quella
zwingliana) della Comunione vista come una reale partecipazione alla carne e
al sangue di Gesù Cristo, anche se ciò non significa una presenza locale di
Cristo nell'Eucaristia, poiché Egli può essere solo in cielo.
Storia del luteranesimo
La data tradizionalmente
accettata come punto di partenza del luteranesimo è il 31 ottobre 1517, quando
la leggenda racconta che Lutero aveva affisso le sue 95 tesi sulla
porta della chiesa del castello di Wittenberg. Tuttavia l'anno della
definitiva rottura fu il 1520, quando Lutero, minacciato di scomunica con la
bolla Exsurge Domine di Papa Leone X (1513-1521), bruciò, il 10
Dicembre, davanti agli studenti di Wittenberg, la bolla, il codice di diritto
canonico e la Summa theologiae di San Tommaso e fu definitivamente
scomunicato il 3 Gennaio 1521 con la bolla Decet Romanum Pontificem.
Già dall'inizio della
Riforma, tuttavia, si acuirono le divisioni interne: nel 1522 Lutero in
persona dovette intervenire per bloccare gli estremismi di
Andreas Bodenstein (Carlostadio) e dei fanatici radicali
denominati abecedariani, soprannominati i profeti di Zwickau e capeggiati da
Nicholas Storch.
Il 1525 fu un altro anno
critico a causa della rivolta dei contadini, fomentati da
Thomas Münster, ex-curato di Zwickau, e da
Heinrich Pfeiffer, che imperversarono nel paese con
saccheggi, devastazioni e massacri. Le conseguenze e la repressione della
rivolta colpirono profondamente Lutero, il quale formulò il principio del
cuius regio, eius religio, [nella sua (del principe) regione, la sua
religione], convinto com'era che, solo ricorrendo all'autorità dei principi e
al varo di un nuovo ordinamento ecclesiastico, era possibile garantire quella
pace necessaria allo sviluppo della Riforma.
Tuttavia le divisioni
interne al movimento riformista continuarono con grande sconforto del loro
fondatore: nell'Ottobre dello stesso 1529 fu convocato il Colloquio di Marburg,
dove si approfondì il divario tra Lutero e lo zurighese Huldreich Zwingli sul
tema dell'Eucaristia e, nonostante la conciliatoria Confessio Augustana,
tracciata da
Philipp Schwarzerd (Melantone) e presentata nella prima
dieta di Augusta del 1530, lo strappo con i protestanti svizzeri divenne un
dato di fatto. La pace tra luterani e zwingliani, avvenuta nel 1536 alla
Concordia di Wittenberg, fu formale e di breve durata, ma ebbe perlomeno il
pregio di riunire i luterani tedeschi del nord e i riformatori della Germania
del sud, capitanati da
Martin Butzer (Bucero).
Il luteranesimo dopo
Lutero
Martin Lutero morì il 18
Febbraio 1546 e Melantone, diventato il capo della Chiesa luterana, si dedicò
alla sua riorganizzazione su una base semi-episcopale e alla riforma della
scuola e delle università in Germania (per questo fu soprannominato
praeceptor Germaniae), ma fu anche spesso impegnato in frequenti e
frustranti discussioni e polemiche con gli altri teologi luterani. In quel
periodo, i luterani si divisero in due blocchi: da una parte i seguaci puristi
di Lutero, gli gnesioluterani, con
Nikolaus von Amsdorf,
Mattija Vlacic (Mattia Flacio Illirico), e
Martin Chemnitz, e gli estremisti ubiquitari di
Johannes Brenz, dall'altra i moderati, Melantone e i suoi
seguaci, denominati filippisti. Ma si distinsero altre posizioni, come quella
antinomiana di
Johann Agricola, quella della progressiva santificazione
dell'anima di Andreas Hosemann (Osiander),
o quella spirituale mistica estrema di
Caspar Schwenckfeld von Ossig.
Dopo la stesura del Libro
di Concordia del 1580, il luteranesimo ufficiale si involse in una
cristallizzazione scolastica e in un'osservanza rigida e superficiale della
vita religiosa, contro le quali reagì il movimento dei pietisti, sviluppatosi
nel XVII e XVIII secolo in Germania grazie all'azione del teologo alsaziano
Philipp Jakob Spener, ispirato, a sua volta, dai lavori di
Johannes Arndt, il padre teologico del pietismo, e del
mistico francese
Jean de Labadie. L'attività dei pietisti fu in seguito
sviluppato dal principale discepolo di Spener,
August Hermann Francke, presso l'università di Halle.
Nel 1817 Federico
Guglielmo III di Prussia (1797-1840), durante le celebrazioni per il terzo
centenario dell'affissione delle 95 tesi, forzò la riunione della Chiesa
luterana prussiana e quella calvinista in un'Unione Evangelica, che fu man
mano imitato da tutti gli altri stati tedeschi, provocando tuttavia la
scissione dei cosiddetti “Vecchi Luterani”.
Nel XX secolo il momento
più drammatico per il luteranesimo tedesco fu durante il nazismo, quando il
regime hitleriano favorì la fondazione, nel 1933, della Chiesa Evangelica
Tedesca o Deutsche Christen (Cristiani tedeschi), del Reichsbischof
Ludwig Müller (1883-1946), di chiari intendimenti razzisti ariani. Come
reazione fu fondata nel 1934 la Chiesa Confessante (Bekennende Kirche),
del pastore Martin Niemöller (1892-1984), arrestato ed internato nel 1937.
Il luteranesimo oggi
Dopo la Seconda Guerra
Mondiale, i luterani tedeschi confluirono nella EKD (Evangelische Kirche
Deutschlands = Chiesa Evangelica di Germania), che accoglie anche i
riformati tedeschi e nella VELKD (Vereinigte Evangelische Lutherische
Kirche Deutschlands = Chiesa Universale Evangelica Luterana di Germania),
che agisce all'interno della EKD con un orientamento dottrinale solo luterano.
Il sito ufficiale della EKD è
http://www.ekd.de/ekd/rat.html .
Il luteranesimo negli
altri paesi europei
Il luteranesimo attecchì
nei paesi baltici (Lettonia ed Estonia) e in quelli dell'Europa
centro-orientale (Ungheria, Slovacchia, Slovenia e Polonia), ma soprattutto
molto bene nei paesi scandinavi:
In
Danimarca, fu ufficialmente adottato da Federico I di
Schleswig-Holstein (1523-1533) come religione di stato. Sotto il successore
Cristiano III (1533-1559), il clero cattolico fu espulso e il luteranesimo fu
introdotto anche in Islanda. Seguì un periodo di declino fino alla rinascita
operata da Nicolai Frederik Severin Grundtvig.
Il sito ufficiale è
http://www.folkekirken.dk/
Dalla
conquista della Norvegia da parte dei danesi nel 1537, il Luteranesimo
è stato esclusiva religione di stato fino alle leggi di tolleranza nel 1845.
Il suo sito ufficiale è
http://www.kirken.no
In
Svezia fu l'attività missionaria dei fratelli
Petri (o Peterson) a spingere per l'introduzione della
Riforma, ratificata dalla dieta di Västerås del 1527. Tuttavia la storia del
luteranesimo in Svezia fu alquanto tribolata, osteggiata da re con simpatie
calviniste come Eric XIV (1560-1568) o cattoliche come Sigismondo (1592-1604),
ma già dal successore di quest'ultimo, Carlo IX (1604-1611), la Riforma si
consolidò per poi trovare nel famoso re Gustavo Adolfo (1611-1632) il suo
paladino durante la terribile guerra dei Trent'anni (1618-1648). Dal punto di
vista organizzativo e liturgico la Chiesa di Svezia ha mantenuto una struttura
cattolica (e in ciò assomiglia alla Chiesa Anglicana), benché dal 1593 abbia
comunque aderito alla Confessione di Augusta, tuttavia, particolarmente negli
ultimi anni, la Svezia sta diventando uno dei paesi più decristianizzati. Il
sito ufficiale è
http://www.svenskakyrkan.se/
Fino
al 1809 la Finlandia ha fatto parte del regno di Svezia e quindi è
stata automatica la sua adesione alla Riforma: il sito dei luterani finlandesi
è
http://www.evl.fi/english
Luteranesimo in Stati
Uniti
Il paese extra-europeo
dove il luteranesimo ebbe il maggior successo furono gli Stati Uniti
d'America, dove la Riforma luterana fu portata da coloni olandesi e svedesi
nella prima metà del XVII secolo, soprattutto nella tollerante Pennsylvania.
Tuttavia l'impreparazione dei pastori luterani locali non permise il salto di
qualità fino all'arrivo in America di una missione pietista, giunta nel 1742,
con a capo Henry Melchior Muhlenberg, che
riorganizzò la Chiesa luterana in America.
Le successive massicce
emigrazioni di tedeschi (5 milioni) e scandinavi (2 milioni) nel XIX secolo
svilupparono fortemente la presenza luterana sul territorio. Nel 1847 fu
fondata la German Evangelic Lutheran Synod of Missouri (poi solo Lutheran
Church - Missouri Synod), che si mantenne sempre tradizionalista e
conservatrice. Oggi annovera circa 2.500.000 fedeli e il suo sito è
http://www.lcms.org
Dopo divisioni e contrasti
vari, la linea principale dei luterani americani si è organizzata nella ELCA (Evangelic
Lutheran Church in America = Chiesa Evangelica Luterana in America), che è la
più grossa organizzazione luterana e raccoglie circa 5.200.000 fedeli. Il suo
sito è
http://elca.org
Infine va ricordato che
quasi tutte le chiese luterane mondiali aderiscono alla Federazione luterana
mondiale (sito
http://lutheranworld.org) .