Gli errori argomentativi
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Gli errori argomentativi, o "fallacies", come li chiama il dr. Michael C. Labossiere, autore di un tutorial per Macintosh chiamato Fallacy Tutorial Pro 3.0, sostanzialmente sono errori di ragionamento: frasi che pronunciamo che ci appaiono normali ma che sono sbagliate nella logica e, quindi, vanno riconosciute e corrette. Il tema non è affatto semplice: alla base c'è molta filosofia e molta logica, due materie tutt'altro che banali. Quindi il mio tentativo è quello di semplificare al massimo le questioni, col rischio di banalizzarle ma anche con la speranza di farle capire. Ovviamente, le fallacies che tratterò sono molte meno di quelle possibili: spero di aver previsto quelle più interessanti. Procederò scrivendo una o più frasi, a cui seguirà il motivo e il nome del loro errore. |
CORRELAZIONI www.nizkor.org (lavoro originale) ontologist@aol.com (email del dr. Labossiere) Constructing a Logical Argument (sito di errori logici) |
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Dobbiamo evitare la massima libertà pornografica, altrimenti presto saremo sommersi da ogni genere di schifezze. Si afferma che un evento (il dilagare della pornografia) debba seguire obbligatoriamente un altro (la tolleranza), senza darne una giustificazione convincente. Si chiama pendio scivoloso.
Tu dici che l'amnistia è giusta ma, giacché sei un pregiudicato, la tua opinione è sbagliata. Si scambia l'argomento con chi porta l'argomento, facendo prevalere l'offesa (tu sei un pregiudicato) al giudizio sereno sull'affermazione (l'amnistia è giusta). Si dice attacco personale.
Un milanese incrocia due napoletani che fanno baccano e conclude che tutti i napoletani sono così. Si trae una conclusione generale (tutti i napoletani) da un "campione statistico" inadeguato (solo due napoletani). E l'errore detto della generalizzazione affrettata.
Lo so che chi fuma si espone al cancro, ma io sono forte e per me questa relazione non vale. Si rifiuta un argomento asserendo che esso vale solo per gli altri e non per sé. È il cosiddetto errore relativista. Ovviamente,l'argomento deve essere obiettivamente vero (il fumo causa il cancro) altrimenti l'errore può non esserci.
Mi accorgo che il prof mi ha messo un voto erroneamente esagerato al compito, ma non protesto perché lui di solito mi mette voti bassi. Si giustifica una propria cattiva azione pensando che chi la riceve se la meriti. È l'errore del "due torti fanno una ragione".
Gioco al Lotto e perdo sempre ma penso che, dopo tanta sfortuna, la prossima volta che gioco è più probabile che vinca. Si pensa che, dopo una serie di probabilità negative, debbano per forza venir fuori probabilità positive: errore del giocatore d'azzardo. In realtà, la probabilità di eventi indipendenti non può avere memoria, quindi aspettare che "la fortuna cambi" non ha nessun senso.
Non puoi provare la non esistenza di dio, quindi dio esiste La mancanza di prove della posizione A (la non esistenza di dio) induce a ritenere provata l'opposta posizione B (l'esistenza di dio). L'esigenza della prova è messa dalla parte sbagliata: in generale, la prova la deve produrre chi afferma (dio esiste) non chi nega (dio non esiste). In alcuni casi è al contrario: per legge, di una persona si assume l'innocenza finché non viene provata l'accusa, per cui l'onere della prova spetta a chi confuta l'affermazione (di innocenza). Il campo è quello dell'onere della prova. |
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