TERRORE ESTIVO
(hanno pubblicato una versione ridotta)
Seguo quotidiani e giornalismo tv con ragionevole costanza, e mi
appare
eccessiva la drammaturgia di alcune cronache.
Parlo del "terrore estivo" che ogni anno ci viene propinato. Alcuni fra
i troppi esempi: la tintarella è fonte di melanomi (gli antisolari
ringraziano); in campagna ci sono zanzare-killers, vipere e imenotteni letali;
non
bisogna tuffarsi dopo mangiato (invece il punto è la temperatura dell'acqua,
ma chi lo sa?); bisogna bere 2 litri d'acqua al dì (e tutta quella contenuta nei
cibi?);
nelle ore calde anatema a chi esce...; le autostrade sono intasate da
pericolosi sciami di vacanzieri (dovremmo stare tutti in casa?); chi guida
bisogna che non mangi pesante, non beva alcol e si fermi a ogni sbadiglio (manco
un muezin); non bisogna abbandonare gli animali, pena un anno di galera
(converrebbe taccheggiare
sul tram); i vecchietti rimangono soli o in balìa delle solite càritas (e non si
sa cos'è peggio); sempre che quelli che non frequentano supermarkets non muoiano
per l'afa... e via così,
in un crescendo rossiniano di drammi estivi che ci abbruttiscono la vita.
Eppure, l'esperienza comune ci racconta cose diverse: figli e nuore non sono
sempre cinici egoisti anaffettuosi. Chissà quanti, me compreso, non hanno mai
acchiappato il traffico della
famigerata A14, pur percorrendola nei periodi taboo. Non bastano i cartelli
luminosi autostradali scritti da menagramo stipendiati, qualcuno ci vuole anche
preda di tumori da solleone, di ferali animali esotici, e di accidenti i più
variegati. Tutti concentrati fra giugno e agosto; chissà
perché.
E che fine hanno fatto le soavità della bella stagione? La piacevolezza di
uscire con gli amici, di cenare in buona compagnia, di crogiolarsi su una
spiaggia? Perché hanno voluto far prevalere gli aspetti malsani? È una precisa
scelta politica o è solo crudeltà?