Home Su

Scherza coi santi

Wojtyla bifronte

Separiamo quel po' di grano dalla pula che infesta questi giorni di lutto mediatico per la morte di Giovanni Paolo II. La fonte è NOGOD, le email che contengono i seguenti scritti sono passate sulla mailinglist «laicismo».

________________

L'altro volto di papa Wojtyla (appunti di Adriano [...])

· Papa Wojtyla, in Brasile, allo stadio Maracanà, tiene un discorso
sulla Teologia della Liberazione che, in pratica, sconfessa
l'apertura di Paolo VI (fatta nello stesso luogo anni prima) e
blocca ogni tentativo di liberazione dei popoli oppressi (ed in
particolare di quelli latino-americani). Sono anni in cui migliaia
di contadini, sacerdoti e monaci vengono uccisi dai governi fascisti
latino-americani perché quei missionari aiutano la povera gente.
Sono anni in cui i contadini che vanno a prendere regolarmente
possesso del pezzo di terra assegnatogli dal governo del loro paese
vengono massacrati dagli jaunqueros. i pistoleros dei latifondisti.
Spesso l'unico posto in cui i superstiti riescono a trovare rifugio,
è una chiesa. Paolo VI disse: "Come non capire quelle povere
creature che si vedono ammazzare le mogli ed i figli mentre stanno
cercando di prendere possesso del loro pezzo di terra. e reagiscono
levando le armi?" Papa Wojtyla, nello stesso identico luogo, disse
che per nessun motivo al mondo un cristiano deve alzare un'arma,
nemmeno verso il peggior nemico: i latifondisti, i fazenderos, anche
se ricchi, erano anch'essi figli di Cristo.
· Wojtyla interdice per un anno il capo della Teologia della
Liberazione, il francescano Leonard Boff (che sarà costretto a
ritirarsi per sempre dalla vita ecclesiastica).
· Papa Wojtyla sostituisce in tutto il mondo i vescovi progressisti
vicini alla povera gente con i vescovi più conservatori e
reazionari, lontani dai veri bisogni dei popoli che soffrono e che
sono oppressi.
· Il vescovo Romero del Salvador uscì dall'udienza papale (che aveva
richiesto per spronare papa Wojtyla a fare qualche dichiarazione
ufficiale contro il governo fascista del Salvador che aggiornava
quotidianamente le mappe dei campi minati mandando avanti bambini
che venivano squarciati dalle esplosioni) e al giornalista che gli
chiese com'era andata, il vescovo Romero rispose soltanto questo:
Non mi sono mai sentito tanto solo in vita mia. Appena tornato in
patria, di domenica, dopo l'omelia in cui denuncia per l'ennesima
volta il governo che assassina i bambini, mentre da la comunione
sull'altare, viene assassinato con un colpo di pistola da un killer
del governo. Al funerale papa Wojtyla non andrà. Ci si recherà solo
in seguito a rendere omaggio sulla tomba dell'amico Romero. ma non
al vescovo che si era macchiato di favoreggiamento del comunismo.
· Papa Wojtyla dà la comunione al dittatore fascista Pinochet a cui
grondano le mani di sangue di migliaia di innocenti assassinati in
tutto il Cile.
· Papa Wojtyla in India incontra i capi delle chiese orientali
affermando che non esiste una religione che possegga una verità
superiore a quella delle altre. Ma appena tornato in Vaticano
propone di fare santo Pio IX. l'autore del Sillabo, la bolla più
assolutista mai scritta nella storia della Chiesa, in cui - in
pratica - si afferma che solo la Chiesa cattolica possiede la verità.
· Papa Wojtyla progetta di fare santi tutti i sacerdoti che morirono
nella guerra di Spagna schierati con il dittatore Franco (mentre dei
sacerdoti che vivevano e che morirono con i "rossi" repubblicani
nemmeno un accenno).
· Il giorno 11/5/1990 in Messico, ad una folla sterminata grida
che "La lotta per il riscatto non deve degenerare in lotta di
classe". Per papa Wojtyla la lotta di classe è una degenerazione
dell'essere umano.

Adriano [...] - 2/04/05
 

Commento 2 :

Altro che "deriva clericale"!
Dobbiamo coniare un nuovo termine capace di andare oltre l'immagine
della "proskinesis" (già e più nota come appecoronamento) e di
cogliere il totale vassallaggio politico e mediatico di questa
caricatura di Stato alle vicissitudini papali e vaticane.
L'occasione delle pessime condizioni di salute del signor Wojtyla in
uno stato civile, laico e democratico, può si occupare un suo spazio
nell'agenda dei giornali e dei telegiornali e tale spazio può anche
essere quello riservato ad un capo di Stato straniero, persino di
una certa rilevanza, ma in nessun caso può dominare ed anzi esaurire
l'intero notiziario, di tutte le reti nazionali! Ciò che è accaduto
oggi!
Tra l'altro sembra in atto una sorta di necrologio preventivo (ormai
tutto è preventivo) che trasforma la probabilità o l'imminenza della
sua dipartita in una certezza o in una accelerazione: siamo in
attesa del prossimo libro di Vespa sul papa per poterlo ignorare o
gettare nel cestino, ovviamente senza averlo letto!
Insomma ore di trasmissione normalmente destinate ad informarci su
importanti eventi contemporanei e sulle loro cause, interamente
dedicati a questa evenienza, dando tranquillamente per scontato che
debba e possa interessarci; evenienza che, grazie, non ai miracoli,
ma alla medicina moderna, potrebbe anche diluirsi nel tempo
sottraendo risorse e riducendo il livello, la quantità e la qualità
dell'informazione nel suo complesso.
Inoltre è vergognosa l'unilateralità dei servizi che dipingono una
figura senza macchia e senza errori, senza ombre, senza
responsabilità: le stesse persone intervistate sembrano selezionate
con cura a tratteggiare esclusivamente fatti e fattori positivi,
anzi straordinari.
Invece non bisogna dimenticare l'ottusità e la visione statica,
conservatrice delle cose che, come papa, Wojtyla ha impresso al suo
pontificato: la sua avversione alla famiglia naturale, alle coppie
di fatto, all'omosessualità, alla contraccezione ha certamente
contribuito ad aumentare il dolore e la morte, la malattia e la
disperazione nel mondo: per tutto ciò basti pensare all'aids,
soprattutto nei paesi del Terzo Mondo; la stessa vita ad ogni costo,
non importa se tragica, infelice, o compromessa (dal figlio della
violenza sulla donna al focomelico) che egli ha sempre propugnato,
iscrivendosi nel solco più conservatore della chiesa, è sicuramente
stato un atroce strumento di tortura che ha condannato tutti i
protagonisti coinvolti in un orribile calvario esistenziale (ma
questo, per la chiesa, è una prova divina!).
Giudicando dai vari reportage mandati in onda provenienti da molti
(ma non tutti) paesi, sembra che l'intera popolazione di queste
nazioni stia soffrendo e pregando, che il mondo intero stia sperando
nel miracolo di un suo ristabilimento (ah, già i miracoli!) e che
soffra per la sua sofferenza. I leaders politici, che spessissimo e
a sproposito, parlano a nome del popolo che ritengono di
rappresentare, affermano che siamo tutti vicini a quest'uomo (che
però non è un uomo qualsiasi, ma il "santo padre", signore
della "santa sede") nell'ora più difficile: balle! Ci sono centinaia
di milioni di persone ugualmente degne di stima che non si sognano
nemmeno di partecipare a questo rito, peraltro assai ipocrita, che
anzi non ne sanno nulla e che hanno ben altri problemi a cui far
fronte: fame, morte, malattia, distruzione, per esempio; ma con
grande savoir faire i mass media omettono innocentemente di
riportare queste realtà e comunicano invece l'impressione che tutto
il pianeta sia concentrato su questa persona-simbolo: la complicità
dei mass media in questo frangente è disarmante e patetica ad un
tempo.
E poi c'è il vassallaggio della classe politica, che nell'attuale
maggioranza arriva alla cerimonia collettiva della preghiera
pubblica e istituzionale (il rosario!) e che comunque induce tutte
le forze politiche a sospendere la campagna elettorale per le
regionali! Di per se, visto il livello da rissa da stadio a cui
facilmente scende, non è stato un male risparmiarci l'ultimo scambio
di insulti, soprattutto da parte dei maestri dell'arroganza e della
cialtroneria, ossia degli esponenti del centrodestra, ma resta un
precedente gravissimo che dimostra la totale assenza di laicità in
questo povero paese che continua a interessarsi ai miracoli, alle
partite di calcio e a quel che dice la chiesa.

Roma, 1.4.05



Commento 3 :


Lo "spettacolo" che ci è offerto in queste ore, soprattutto - ma non
solo - dall'Italia (il paese sembra essersi fermato, tutti i
politici politicanti sono in ginocchio), mi lascia davvero
perplesso, anzi francamente amareggiato. è semplicemente
incredibile. Non so se è da ridere o da piangere. Il papa mediatico
è riuscito a mandare in onda anche la sua fine - che non finisce
mai - e "ha successo". A credere ai giornali il mondo intero piange
e "prega". Tutti pregano per la salute del papa. Ma davvero
vorrebbero che si riprendesse e ci offrisse ancora per mesi o anni
il penoso s[...]colo a cui ci ha abituato? Ci mancava solo "il papa
invalido in carrozzella". Ma poi perché pregare per la sua salute
se, parola di Ruini, "già vede e tocca il Signore". Cioè il massimo.
è già beato, glorificato, santificato, "cannonizzato" (per dirla
col Belli).
Ripeto: incredibile. Duecento anni dopo Voltaire.

Non c'è che dire. Messori affermava l'altro giorno, in risposta a
Küng, che Wojtyla "ha salvato la Chiesa". La Chiesa di Montini era
morente, oggi è - grazie a lui - trionfante. Tutti questi giovani,
queste donne e uomini in lacrime. Nemmeno negli anni Cinquanta, ai
tempi di Pacelli, l'intera classe politica si prosternava così.
Altro che magnifiche sorti e progressive, qui siamo al Medioevo
prossimo venturo.
Possibile che siano tutti così vili? Chi dissente fa meglio a
tacere. Emanuele Severino l'ateo tace. Cacciari, che non si sa bene
se è ateo pure lui o in odore di conversione, tace. Ma se non
cattolico Cacciari è wojtyliano. Ad ogni ridicola sparata di Wojtyla
("veritatis splendor") andava in estasi: grandioso, diceva.

Ancora un'osservazione. Un alto rappresentante della Chiesa ha
stigmatizzato l'omicidio di Terri Schiavo. Ha detto proprio così:
omicidio, offesa a Dio. Personalmente penso che sia piuttosto
un'offesa a Dio, ovvero alla natura, mantenere in vita per anni e
addirittura decenni esseri ridotti a vegetali. Ma questi sono i
progressi della medicina: ti attaccano a una macchina e puoi
resistere a tempo indeterminato. Staccare la spina diventa un reato.

Ti consiglio di aspettare la fine a casa tua e di non metterti nelle
mani dei medici. I familiari del principe Ranieri hanno invece
stabilito di staccare la spina ovvero di sospendere le terapie,
ormai inutili. E di lasciarlo quindi morire. Com'è giusto che sia.
Nessuno ha protestato. I dottor sottili alla Sgreccia diranno che
questa non è eutanasia: è infatti lecito sospendere cure che si
ritengono ormai inutili e anche somministrare farmaci
antidolorifici "a costo di affrettare la morte" (l'importante è
l'intenzione: non si vuole affrettare la morte, ma attenuare le
sofferenze).
Nota la differenza tra i due trattamenti: il principe Ranieri può
tranquillamente morire come natura comanda circondato dai suoi. I
poveracci come la Terri Schiavo o quell'italiana in coma da oltre
dieci anni devono invece subire torture o essere mantenute in vita a
tutti i costi: così vuole la legge e il Vaticano! Dei costi di
queste cure inutili nessuno parla! Sono a carico della collettività.

Oggi è davvero una giornata di lutto. è la ragione che viene
sotterrata, vince la superstizione, la viltà, il conformismo,
l'opportunismo.

Spero almeno nella tua comprensione. O sono ormai l'unico malvagio
dissidente?

1/04/05



Commento 4 :

Non se ne può più del Papa morente, basta con questo culto della
personalità proposto giorno e notte da tutti i media e politici sia
di destra che di sinistra; quest'ultimi non solo non sono più
mangiapreti ma si professano cristiani alla ricerca di Dio, come
quel fighetto di Bertinotti.
Il mondo si è fermato, non accade più nulla, non ci sono più
attentati in Iraq e non si muore più per fame in Africa.
Il Papa ed i suoi sotenitori dovrebbero essere felici poichè andrà
senz'altro (O no?) in Paradiso, dove non ci saranno le 70 vergini
destinate ai musulmani, ma smetterà di soffrire annoiandosi
eternamente in un aldilà asettico; quindi a chi giova questo dramma
mediatico?.
Il Papa non è l'unico a soffrire in questo mondo imperfetto, ma Lui
è visibilissimo, gli altri no e quindi possono soffrire e morire in
silenzio, senza scomodare nessuno.
Devo supporre che i giovani terroristi musulmani che sacrificano la
loro vita con la consapevolezza assoluta di accoppiarsi con le
suddette vergini, siano più credenti dei cristiani, i quali avendo
una vacillante fede, desiderano restare su questa terra il più a
lungo possibile, anche se hanno superato abbondantemente la vita
media elaborata dall'ISTAT?.
Sarei curioso di conoscere i giochi di potere dei Cardinali al
capezzale di papa Wojtila.
M che fine hanno fatto gli atei?.
Morto un papa, se ne fa un altro. O se preferisce Il rè è morto:
viva il rè!.


2/04/05


Commento 5 :

è inutile protestare.
Non serve a nulla.
La chiesa vive della sofferenza e della morte-
Ne fa l'apologia!
Se non ci fosse la sofferenza nel mondo, la inventerebbe
apposta;perchè senza di essa,la sua esistenza (della chiesa)
cambierebbe di segno.
Questo è il destino delle religioni. Questo è la loro essenza-
Ed è grazia all'apologia della sofferenza(e quindi alla paura della
morte) che si basa in parte il suo potere. Ciò che è oscena non è
la morte di un uomo, ma la spettacolarizzazione della sua agonia- I
media- complici anche i giornalisti e i
servi più vicini alla chiesa - nè sono i principali attori-
Lo sciacallaggio è ciò che più mi ripugna. Ma lo sciacallaggio
dei becchini è autoreferenziale-
Mettiti il cuore in pace- Ne avremo per altre due settimane circa-
Fino al prossimo papa-
La chiesa è la più grande organizzazione burocratica del mondo-
Ma non è solo questo. Il suo potere si esercita con altri mezzi e
soprattutto s'infiltra nelle istituzioni,nelle coscienze delle
persone, nel mondo laico-
C'è una connivenza -a volte palese,a volte nascosta - tra il suo
potere-che si ramifica nei meandri della società- e i poteri che
dovrebbero essere liberi e lontani da quello della chiesa-
Ciò che mi disturba non è la morte della persona- prima o poi
doveva arrivare il suo giorno -
ma l'oscenità mediatica che accompagna l'agonia del papa-
Attraverso l'apologia della sofferenza la chiesa ci comunica la sua
ideologia.
Nessuna religione al mondo si è mai appoggiata alla felicità per
sopravvivere-
La felicità e la religione sono due universi sconosciuti-

2/04/05

http://www.nogod.it/lamorteindiretta.htm

 

_________________________________

Pur rispettando il dolore per la morte dell'uomo Wojtyla, non può
passare inosservata la totale assenza di voci di dissenso nei
confronti della visione spettacolarizzata del Papa morente che ci è
stata esibita con cinismo mediatico dalle gerarchie vaticane e
riproposta ossessivamente da tutti i media. Altrettanto azzerate
appaiono le critiche nei confronti di questo papato. Eppure in
questi 26 anni la sua chiesa, in tutti gli organismi e conferenze
internazionali dedicati al problema della sovrappopolazione, si è
particolarmente distinta per il caparbio e "disumano" rifiuto della
regolazione delle nascite, contribuendo così all'esplosione
demografica. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: sterminio
per fame di milioni di bambini e "condanna" all'aborto clandestino
di milioni di donne nel 3° mondo, guerre territoriali,
disoccupazione di massa, disastri ambientali, genocidi ( Ruanda
ecc.), deforestazioni forsennate, migrazioni disperate, ecc.
All'elenco di queste tragedie che i fondamentalisti cattolici ma
anche islamici hanno concorso a scatenare, si potrebbe aggiungere
anche la tragedia del lavoro minorile con i suoi milioni di piccoli
schiavi oltre al dramma di dover, alla fine, essere costretti a
ricorrere al nucleare, perché la produzione d'energia necessaria ad
una popolazione quadruplicata in un secolo non può essere assicurata
dai soli combustibili fossili.

Meno cruente ma non meno gravi sono state le responsabilità di
Wojtyla per il suo sprezzante rigetto del dissenso interno: teologi
e fedeli della Chiesa Romana e d'altre chiese cristiane da decenni
chiedono di esimere i preti dal celibato, fonte d'innumerevoli
scandali e misfatti sessuali. Ma egli ha sempre risposto: " Dio non
vuole ", evidenziando sempre il binomio sessuofobia - dogmatismo e
una personalità totalitaria.

Tuttavia le responsabilità personali di questo papa, rispetto alle
tante tragedie, appaiono secondarie dal momento che il vero problema
risiede nella struttura stessa della chiesa cattolica che ripone
ogni potere nella figura del pontefice, infallibile per dogma, cui
spetta sempre ed esclusivamente la parola finale su qualsiasi tipo
di messaggio.

Dipende quindi dal papa, dalla sua cultura, dal contesto storico e
politico in cui è vissuto e vive, dal suo carattere, umore e perché
no, anche dallo stato di salute fisica e mentale, l'emanazione di
direttive e provvedimenti che dietro l'insindacabile premessa
dell'ispirazione religiosa (spirito santo operante) incide, di
fatto, profondamente sulla vita politica e sociale di centinaia di
milioni di persone e quindi sull'intera umanità.

La storia ci ha insegnato quanto spesso i papi non siano stati né
equilibrati né lungimiranti: Giovanni Paolo II° non ha fatto
eccezione. E non farà eccezione nemmeno il prossimo.

Carlo Brunori, Consiglio Direttivo di NO GOD - Atei per la Laicità
degli Stati



Comunicato sulla morte di Karol Wojtyla
dell'UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
(3/04/05)

Giovanni Paolo II è morto: con la sua scomparsa i cattolici perdono
la loro attuale guida. Gli atei e gli agnostici rispettano il loro
dolore per la morte dell'uomo Wojtyla. Il suo ruolo di papa,
tuttavia, non può, non deve essere confuso con la sua umana
sofferenza, come a doverne stemperare i limiti istituzionali nella
pietas umanitaria.
Giovanni Paolo II è stato un papa che molti cattolici, non tutti,
hanno giudicato grande, dimenticandone gli umani errori. Karol
Wojtyla è stato anche un papa che ha riportato la Chiesa cattolica a
un'era preconciliare, a una sfrenata prassi canonizzatrice,
discutibile anche per i modelli di santità proposti ai fedeli
(Escrivá, Carlo I, padre Pio, Stepinac, Pio IX). Un papa
attentissimo alle forme di comunicazione, anche quando ha chiesto
scusa (a Dio, non alle vittime) per gli errori dei figli della
Chiesa, mai per gli errori della Chiesa cattolica, da lui
considerata una società perfetta. Una Chiesa cattolica chiusa nei
confronti di nuove realtà come l'eutanasia, il controllo delle
nascite, la prevenzione dell'AIDS, le unioni di fatto, i diritti dei
gay. E per contro orgogliosa nel rivendicare privilegi secolari,
attraverso un nuovo interventismo politico di cui il nostro Paese è
purtroppo stato il principale destinatario. Interventismo che spesso
ha assunto la forma dell'ingerenza e ha trovato nelle istituzioni
repubblicane un interlocutore disposto ad assecondare il clero oltre
i limiti dettati dalla laicità dello Stato.
Gli atei non dimenticano come Giovanni Paolo II abbia sempre
considerato l'ateismo un banale sinonimo di comunismo, e abbia più
volte equiparato l'apostasia alla degradazione morale. Valga per
tutte l'affermazione contenuta nell'enciclica Centesimus Annus: «La
negazione di Dio priva la persona del suo fondamento». Un fondamento
che,a suo dire, avrebbe invece l'embrione. Ma si ricordi anche
quando, nella famosa omelia di "Confessione dei peccati", inserì
l'ateismo tra «i mali di oggi». Affermazioni, riportate a puro
titolo esemplificativo, che non possiamo facilmente sottacere.
Affermazioni che i mass media, per completezza d'informazione,
dovrebbero riproporre: anche in queste ore di lutto per il mondo
cattolico.

Sulla morte di Karol Wojtila
Comunicato FAI - Federazione anarchica Italiana (2/04/05)

È morto un uomo. Noi anarchici amiamo la vita e non possiamo che
dispiacercene. Specie per l'inenarrabile crudeltà di un'agonia
esibita indecentemente al mondo dalle gerarchie ecclesiastiche.
Tuttavia in questo giorno che vede tutti i politici, da Fausto
Bertinotti ad Alessandra Mussolini, inginocchiati di fronte al trono
di Pietro vogliamo ricordare chi era l'uomo a capo di una monarchia
assoluta distintasi nei secoli per la sua barbarie. La chiesa che ha
perpetrato e benedetto il massacro di milioni e milioni di uomini e
donne torturate, bruciate, uccise in nome della croce non è il
ricordo di un passato ormai rinnegato, ma ha trovato in Wojtila un
degno epigono.
Karol Wojtila per 27 anni si è distinto per le sue scelte
reazionarie.
Karol Wojtila è stato responsabile della diffusione dell'AIDS in
Africa, dove la pubblicizzazione e l'uso dei preservativi avrebbero
potuto salvare dalla malattia milioni di persone, fra cui tantissimi
bambini.
Karol Wojtila ha dato copertura al dittatore, torturatore ed
assassino cileno Augusto Pinochet, cui ha stretto la mano durante il
viaggio nel martoriato paese sudamericano, nelle cui carceri
venivano straziati migliaia
di oppositori politici. Non una parola per le vittime ma la
benedizione per il carnefice e la sua famiglia.
Karol Wojtila ha indossato le vesti della pecora e quelle del lupo a
seconda degli interessi dell'organizzazione di cui è stato il
sovrano. La sinistra lo osanna per il suo pacifismo in Iraq, ma
dimentica che egli sostenne e giustificò le guerre che hanno
insanguinato la ex Jugoslavia. Con la Croazia cattolica, contro
musulmani e ortodossi, il papa dell'"ecumenismo" religioso ha fatto
santo Stepinac, il cardinale che a fianco dei fascisti croati si
schierò con Hitler, "inviato da dio" e benedisse le innumerevoli
atrocità perpetrate dagli ustascia con la complicità delle truppe di
occupazione italiane.
Karol Wojtila ha protetto e sostenuto il cardinale Pio Laghi, già
nunzio
apostolico in Argentina ai tempi della dittatura che massacrò 30.000
persone. Laghi benedisse e coprì i torturatori e gli assassini.
Karol Wojtila è stato il capo di una multinazionale con interessi
ramificati in tutto il mondo e redditi elevatissimi in un pianeta
dove la maggioranza della popolazione sopravvive con meno di due
dollari al giorno.
Karol Wojtila, un "paladino della vita" che ha mantenuto un
atteggiamento ambiguo nei confronti della pena capitale, è stato
l'alfiere di una cultura di oppressione. Una cultura che vorrebbe la
mortificazione della vita delle donne, condannate a partorire ad
ogni costo bambini malformati o destinati alla morte per fame. Una
cultura che preferisce una vita di dolore ad una di gioia e salute,
una cultura che criminalizza i gay, che trasforma il desiderio e
l'amore in colpa, che difende chi non è nato e perseguita i vivi.
Karol Wojtila ha santificato i preti spagnoli che si schierarono in
armi con le truppe del catto-fascista Francisco Franco. Questi santi
martiri volevano rinverdire i fasti della chiesa di Torquemada e dei
quemaderos, i "forni collettivi" dove gli eretici erano cotti a
fuoco lento.
Come gli anarchici e libertari del '36 che si battevano per la vita
e la libertà contro il fascismo e l'oppressione clericale, noi,
anarchici e libertari di oggi, pur nel rispetto della morte di un
uomo, non ci inchiniamo, non ci uniamo al coro dei tanti, che a
destra come a sinistra si inginocchiano di fronte al feretro del
capo di una delle organizzazioni più feroci, sanguinarie e
liberticide che la storia ricordi. La nostra lotta contro le
religioni e le chiese si alimenta della consapevolezza che solo
l'emancipazione dalla follia religiosa e dai preti che la alimentano
potrà consentire agli uomini ed alle donne una vita piena, gioiosa,
vissuta in libertà nel rispetto delle diversità, nella solidarietà
tra eguali.

La Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica
Italiana-FAI


IL PAPA STA MORENDO IN VATICANO ED UN COMMENTO SI IMPONE
sabato 02 aprile 2005 , di Alessio De Giorgi (direttore di gay.it)

Addio Giovanni Paolo II
Bisogna portare a chi, dopo una lunga sofferenza, sta morendo.
In qualche modo questo grande evento collettivo, mondiale, di
profondo cordoglio per la sua morte, tocca tutti noi, gay e
lesbiche, cattolici, di altre confessioni od atei.
Ma questa morte, il rispetto che di fronte a questa è dovuto e anche
una certa reverenza per una persona che ha segnato profondamente la
storia dell'umanità dell'ultimo quarto di secolo, non può farci
tacere rispetto al ruolo che il suo pontificato ha avuto nella vita
concreta delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e delle persone
transessuali del pianeta.

Non riesco neppure oggi, neppure di fronte alla morte, dimenticare
chi è questo signore polacco che si sta spegnendo nelle stanze del
Vaticano. E il fatto di essere bombardato, io come tutti voi, da
telegiornali e giornali che non riescono minimamente a parlare
d'altro e che lanciano continue e patinatissime agiografie su di
lui, mi impedisce ancor di più
di tacere.
Questo Papa lo ricordo certamente come un grande artefice della pace
mondiale, un grande mediatore, una persona spesso al fianco dei più
poveri e un po' meno a fianco dei potenti (Pinochet a parte), uno
che ha sfidato l'Unione Sovietica e quello che quell'impero
rappresentava e che nella distruzione di quella dittatura ha avuto
un ruolo non secondario,
uno che ha abbracciato tante persone sieropositive, anche se con
quell'atteggiamento pietistico e compassionevole che non è facile,
da laici, condividere.
Ma non posso non ricordarlo come il papa più omofobo di tutti i
tempi, quello che ha sbattuto la porta in faccia nell'anno del
Giubileo al 5% della popolazione mondiale, unica categoria non
accolta quell'anno e la cui manifestazione è stata apertamente
osteggiata, quello che ha dato il via ad una caccia alle streghe
senza fine nella Chiesa mondiale ai preti
ed alle suore omosessuali, quello che ha occultato lo scandalo della
pedofilia nella Chiesa statunitense, quello che ha condotto una
battaglia senza tregua contro qualsiasi riconoscimento delle coppie
dello stesso sesso, quello che ha messo il veto alla risoluzione
dell'ONU contro la penalizzazione dell'omosessualità anche con la
pena di morte in molti paesi del mondo, quello che si è circondato
di alcuni personaggi (come quel Ratzinger che oggi La Repubblica
dice potrebbe pure diventare papa) che semplicemente ci vedrebbero
di nuovo bruciati sul rogo, come facevano un tempo proprio nelle
terre in cui abito, quello che ha lasciato che l'AIDS fosse intesa
come giusta punizione divina contro le aberrazioni sessuali degli
uomini gay, quello che in nome del rispetto della vita (ovviamente
vita di quelli che hanno ancora da nascere, non di quelli che
vivono) ha impedito l'utilizzo del preservativo in molti paesi
poveri del mondo, aiutando così che l'epidemia si espandesse a
larghissime parti della popolazione.
Come giustamente commenta stamani John Gallagher su Planetout.com,
grazie a lui, l'omosessualità è entrata nella top ten dei mali della
modernità da combattere. Questo posizionamento era dovuto alle sue
esperienze. Come giovane, ha visto l'occupazione nazista della
Polonia.
Come vescovo e poi come cardinale, ha resistito alla repressione di
un regime comunista. Una volta che il comunismo è caduto,
qualcos'altro ha dovuto prendere il posto nei mali da combattere. E
noi, con le nostre rivendicazioni, con la nostra chiamata di dignità
e diritti, eravamo lì, pronti, a colmare quel vuoto.
Non riconoscergli questo ruolo, anche in questo momento in cui
merita profondo rispetto per la morte che lo sta raggiungendo, non
sarebbe giusto per le tante ed i tanti che hanno sofferto e stanno
soffrendo a causa sua.

Alessio De Giorgi


http://www.nogod.it/fuoridalcoro.htm