Tradisco ma se sono un genio mica è colpa mia...
Questo
nel caso del maschio, si intenda bene: è nei suoi geni che sono
rimaste tracce di quel cacciatore- raccoglitore preistorico che ha
assicurato la sopravvivenza della specie. Albert Einstein ha avuto una
decina di amanti, come si è appreso recentemente dalla pubblicazione di
lettere inedite? Non è sorprendente, ha scritto Morris. «La verità è che
lui, come tanti altri uomini estremamente creativi, era dotato di una
generosa dose di una delle qualità più caratteristiche del maschio:
l'amore per il rischio». È questa passione che porta all'innovazione,
all'invenzione, alla scoperta. È l'ingrediente base della genialità.
Senza, la razza umana non sarebbe mai esistita. «Per cacciare con
successo, i nostri precedessori, le scimmie, hanno dovuto imparare a
essere coraggiosi, a rischiare e a vincere la paura». Un tratto
caratteriale che l'evoluzione non ha cancellato. L'uomo, dopotutto, è
una scimmia senza coda e con meno peli, ricorda Morris. Non è un caso
che — anche oggi che la sopravvivenza è meno pericolosa — l'uomo
continui a essere vittima di incidenti più spesso della donna. «Quando
compie 30 anni, ha 15 volte le probabilità di una donna di morire in un
incidente violento» precisa lo studioso.