Gesù venne a salvare l'Umanità?
Di quale e quanto bisogno e urgenza avesse l'umanità di un parente del dio
israelitico che la salvasse da chissà che cosa, non
si riesce di capire; non vi fu mai niente di somigliante a una "fine del mondo"
da allora in poi, quindi neppure la necessità di
un dio che si prodigasse a salvare "i propri amici" dalla sciagura. E
certamente, considerando che il mondo nella sua
interezza non finiva certo con Nazareth, la visione geograficamente limitata e
culturalmente superficiale che ha voluto
imporre l'ideologia biblica non si concilia in nessun modo coi fatti veri.
Mentre il presunto profeta si dava da fare a
raccontare storie e a promettere paradisi in grado di riscattare vite terrene
miserabili, altrove il genere umano viveva e
progrediva senza nessuna urgenza di redenzione o di aspettativa di un aiuto
soprannaturale. In Grecia si svolgevano i Giochi
della CXCV Olimpiade; la Roma di Cesare Augusto (l'artefice della
"pacificazione") si arricchiva e si ampliava; in Cina,
Wang Mang, un potente guerriero, detronizzava la dinastia degli HAN e fondava la
illuminata e progressista dinastia HSIN;
del 13 d.C. sono le opere dello storico latino Trogo Pompeo, il cui contenuto
trattano argomenti scientifici, di zoologia e
botanici che furono poi molto utili a Plinio il Vecchio; di questi anni è
l'opera più notevole di Fedro, un liberto di Augusto
con una vena letteraria straordinaria e particolare di favolista latino;
Cornelio Celso pubblicava un'importante trattato di
medicina, il " DE RE MEDICA " che faceva parte della grande Enciclopedia "ARTI E
SCIENZE" di cui rimane solo un
frammento... Si può continuare, la storia del mondo è smisurata sia
cronologicamente sia geograficamente. Ma già da questi
selezionati tratti, circoscritti negli anni di Gesù, e senza viaggiare in parti
del mondo (Americhe, Australia, Nord Europa,
Africa, ecc.) di cui i presunti profeti ed estensori biblici non avevano
nessunissima conoscenza, si può dedurre la piccineria
e la vacuità dell'operazione "Gesù salva il mondo". Ma quale mondo, se non solo
quello accessibile alle nozioni confuse e
grezze di sé e dei miserelli a cui si rivolgeva? Ben altro universalismo ci si
doveva aspettare da una divinità inviata dal
Padreterno in "persona"! Ben altre serissime conoscenze antropologiche doveva
esprimere un "figlio di dio", quand'anche
compromesso da una nascita degna della pacchianità di Hollywood! Quali "peccati"
e colpe potevano gravare sull'intera
umanità, se proprio quell'umanità era impegnata nella nobile fatica di evolvere
e di uscire dall'antichità? Certo, non sempre
in una condizione idilliaca, di pace totale e di bontà trasversali; ma l'Uomo
era questo ed è rimasto questo; per cui, se si
vuole accettare la necessità della discesa di un salvatore, si dovrà di
conseguenza accettare pure che quel salvatore ha
miseramente fallito su tutti i piani... meno che in uno: aver dato il motivo per
l'erezione di una Chiesa autocelebrativa e
capostipite di un monopolio delle anime che imperversa ancora oggi.
Calogero