Secondo una ricerca i
ragazzi, tramite i media, entrano in contatto con situazioni sbagliate
Sessualità e mass-media
di AGNESE ANANASSO
Fonte: Repubblica.it
Genitori e insegnanti non devono sottovalutare
l'influenza che i mass-media hanno sui comportamenti sessuali dei ragazzi in
fase di sviluppo. Lo affermano gli studiosi della
Society for Adolescent Medicine,
che hanno svolto una ricerca su 1011 ragazzi bianchi e neri tra i 12 e i 15 anni
del sud-est degli Stati Uniti.
I ricercatori hanno analizzato i contenuti sessuali in 264 contesti multimediali
(come film, programmi televisivi e musicali, riviste) e l'influenza che tali
contenuti avevano sui ragazzi intervistati. In buona parte delle riviste, dei
film o dei programmi erano presenti scene di sesso (o si manifestava
l'intenzione di fare sesso di lì a poco) in un modo del tutto "risk-free" da
malattie e gravidanza. Inoltre, si trattava quasi sempre di situazioni di
rapporti occasionali e sesso fuori dalla coppia.
La preoccupazione degli esperti è che i programmi educativi condotti per la
prevenzione delle malattie e delle gravidanze precoci nelle scuole
vengano inficiati dal bombardamento dei mass-media cui sono sottoposti i più
giovani. La preoccupazione cresce se si pensa al numero di strumenti
multimediali a cui i teen-agers hanno accesso. In un rapporto dettagliato
richiesto dal Congresso degli Stati Uniti e redatto dal Centro per il controllo
e la prevenzione delle malattie e dall'Health Science Center di Houston emerge
che i ragazzi americani (ma è un dato che si può allargare ai giovani di tutti i
paesi industrializzati) trascorrono un terzo della loro giornata utilizzando
varie forme di multimedialità senza il controllo dei genitori. E anche se
esistono ormai molti contenuti studiati ad hoc per i più giovani, l'accesso a
quelli sessuali o per adulti non è quasi mai limitato.

Avere rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, poi, sembra
essere diventato parte integrante della cultura di oggi, e ovviamente i
ragazzi "assorbono" questo tipo di messaggi come fossero spot pubblicitari.
Secondo lo studio, il 47 per cento degli studenti delle high school ha già
avuto rapporti sessuali e il 7,4 per cento li ha avuti prima dei 13 anni.
Non è tutto: ogni anno circa 900mila ragazze sotto i vent'anni rimangono
incinte, 340mila di loro hanno meno di 17 anni. Molte delle giovani già
sessualmente attive, infine, affermano che avrebbero aspettato più tempo prima
di iniziare, ma anche che sono state influenzate dal contesto sociale in cui
vivono.
Il medium più studiato è stato sicuramente la tv: i giovani la guardano per più
di tre ore al giorno, e i due terzi dei ragazzi tra gli 8 e i 18 anni hanno il
televisore in camera; i due terzi degli intervistati, inoltre, hanno la tv via
cavo in casa e la possono vedere senza controllo. La Kaiser Family Foundation,
un'organizzazione no-profit statunitense focalizzata sui problemi medico-sociali,
ha rilevato che l'83 per cento dei programmi più popolari tra i giovani hanno
contenuti sessuali e solo l'1 per cento di questi evidenzia i pericoli di
una vita sessuale precoce e/o sregolata: solo nel 3 per cento di essi, poi,
vengono usati metodi contraccettivi. Conseguenza di tale bombardamento è che
i ragazzi crescono, sessualmente parlando, più della loro effettiva età,
dimostrando mediamente dai 9 ai 17 mesi in più.
(22 aprile 2006)