GIUSTIZIA FAI DA TE?
AHI AHI AHI ...
Ultimamente, i mass media hanno pompato il fenomeno degli stupri; dico "pompato" non perché gli stupri siano un'invenzione, ma solo perché i mass media - forse a corto di presa per sassi dai cavalcavia, morti del sabato sera, pedopornografia, zingari rapitori di bambini e prostitute vergogna delle città - improvvisamente hanno deciso di caricare sulla violenza sessuale. Il risultato? A Guidonia (Roma) la gente voleva linciare i presunti violentatori di una ragazza. Sembra quasi che, periodicamente, qualcuno azioni l'interruttore, e immediatamente si accendano le luci in testa alla gente comune: luci piene zeppe di moralismo, acredine, sfogo di massa, violenza repressa. Si tratta di giustizia fai da te, che non è neppure così nascosta: tutti noi pratichiamo questo "onanismo giustizialista" nel privato o a lavoro, punendo i figli, rimproverando i colleghi, ecc. Ma in pubblico... eh!, in pubblico non si può. E allora si varca il Rubicone e si diventa assennati. Assennati? Come suona male questa nobile parola in riferimento a quel che racconta l'Unità: il sindaco di Roma ha messo a capo della polizia un generale sotto processo perché accusato di favoreggiamento al boss Provenzano! Ma come! Un sindaco fiero esponente del giustizialismo di destra, nasconde di questi scheletri? Non c'è più religione, verrebbe da lamentarsi; sennonché quel che manca non è la religione, fin troppa in Italia, ma un sano e concreto senso della coerenza.
Sul tema della violenza alle donne, un commento di Eleonora Gitto su "Resistenza laica"