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I

Inferno. Nelle culture indigene primitive e in quelle africane, l’idea che l’uomo potesse essere punito (o glorificato) dopo la morte non è mai esistita. Chi moriva, o veniva rimosso dai ricordi della gente o, se era un capo, si reincarnava. La concezione di un aldilà nacque nel II millennio a.C. In alcuni testi egizi si accenna alla presenza di una sorte di giudice celeste che condanna il defunto a precipitare in un inferno “stranamente” molto simile a quello descritto poi da Dante Alighieri. Tale concezione dell’Inferno non dilagò subito, tant’è vero che nella Grecia di Omero le anime erano null’altro che ombre abitanti di un inferno-deposito. Nemmeno nell’Antico Testamento l’inferno è quello di Dante: il luogo è lo sheol e lì stanno tutti i morti, buoni e cattivi. L’inferno immaginato dai cristiani di oggi comparve solo nel II secolo a.C., quando lo sheol divenne un luogo di punizione destinato ad atei e peccatori, contrapposto al luogo di beatitudine dei piani alti dell’aldilà. Da quel momento in poi, la concezione dell’inferno cristiano divenne sempre più forte e truculenta, fatta di fuoco, tenebra e dolore. Ad aggiungere nefandezze, il cristiano è stato superlativo, giacché ha reso l’inferno anche eterno e definitivo. Il teologo Origene (III sec. D.C.) aveva pure spiegato che la dannazione non poteva essere eterna, ma la Chiesa cattolica non gli diede ascolto. Anzi, si immerse sempre più a costruire un’architettura forte che gestisse il meccanismo delle punizioni post mortem. C’è riuscita così bene che ancora oggi questa fanciullesca prospettiva dell’inferno è capace di convincere molta gente e di educare in un certo modo i loro figli. L’inferno è riconosciuto anche dai protestanti, ma per loro è solo una metafora popolare. L’Islam ha ereditato da ebrei e cristiani il lato peggiore dell’inferno: il djahannam, luogo pieno di mostruosità e di angosce. Ma il djahannam non è eterno, e c’è spazio per il perdono. Più morbida è la punizione nell’aldilà delle religioni orientali, costituita quasi sempre da occasioni per reincarnarsi, mentre l’inferno è associato al proprio corpo materiale, elemento di peccato e prigione dell’anima. Curioso e inquietante il destino dei peccatori secondo i Testimoni di Geova: esattamente mille anni dopo Armageddon (la battaglia fra Dio e Satana), costoro verranno semplicemente annientati.

 

Immacolata Concezione. Da Pio IX nel 1870 proclamata dogma, verità indiscutibile. Prima di allora, il papato non solo la negava, ma con un solenne decreto del 1644 la bollava ex cathedra diabolica eresia, punibile con la tortura e col rogo. Vedi pure qui

 

Inquisizione (santa). Codificata nel 1199 da Innocenzo III come tribunale straordinario per la repressione delle eresie, dapprima fu gestita dai vescovi e dai monaci cistercensi, quindi dai frati domenicani e francescani. Non bastando poi questi a smaltire i processi alimentati dalle torrentizie delazioni e confidenze carpite dai preti nei confessionali, nel 1312 il concilio di Vienne (in Francia) impose, minacciandoli di morte, a tutti i giudici ordinarî la loro piena ed attiva collaborazione subordinata al clero inquirente. Nel XVI sec. Paolo III battezzò quei satanici tribunali Santa Romana e Universale Inquisizione, detta quindi anche Sant’Officio, o Sant’Uffizio. Abolita dalle vittoriose armate giacobine e bonapartiste, fu ripristinata in Roma e in Spagna subito dopo la caduta di Napoleone. Non è stata mai ripudiata dalla Santa Sede, ma per la sua troppo trista fama nel 1966 l’astuto Paolo VI le ha dato il nuovo nome, meno allarmante, di Sacra congregaziome per la difesa della fede. E adesso Woitjla prende le distanze dagli antichi errori, ma li definisce - sapendo di mentire - trascurabili per la loro minima entità numerica. (v. Assisi, Confessione, Concilio di Trento, Crocesegnati, Eco, Falsi laici, Gorduña in ABC; e Relazione del colonnello Loumanousky in San Carlo il torturatore) (fonte: www.antipapismo.it)

Indulgenze. Per i gesuiti, il mercato delle indulgenze con cui preti e frati assolvevano dai peccati e assegnavano comodi posti in paradiso in cambio di moneta sonante, sarebbe una favoletta inventata da chissà chi. Vogliono che si presti fede a loro, soltanto a loro, non alla Storia, e che si diffidi del grande riformatore tedesco Lutero in grazia della loro condotta, che dagli allocchi pretendono sia riputata casta e santa, contro quella obbrobriosa «della sua vita, della sua moralità». La quale dovrebbe indurre a «non mettere più in campo il suo zelo per la fede cristiana. Mostrino i detrattori di santa Chiesa che essa abbia venduto anche una sola volta a traverso i secoli un’indulgenza, e poi daremo loro pienamente ragione».(fonte: www.antipapismo.it)

 

L

Libera Chiesa. «Libera chiesa in libero stato vuol dire, secondo l’autore di questa formula [Cavour], compiuta separazione della Chiesa dallo stato. Questa libertà la godeva anche sotto i Neroni e i Diocleziani. La libertà che la Chiesa vuole, a cui ha diritto, è la libertà d’intromettersi nella famiglia, nello Stato. E non per reggere le cose civili, ma per reggere gli uomini che amministrano le cose civili, e per reggerli anche nell’amministrazione delle cose civili. La Chiesa vuole libertà per formare il magistrato, l’intendente, il commissario, il deputato, il presidente, il principe; e vuole prescrivere leggi intorno al modo di esercitare la presidenza, la deputazione, il commissariato, l’intendenza, l’impiego, l’autorità reale» Nobile scopo ecclesiastico: all’insegna del regnum meum non est de hoc mundo, impossessarsi solamente… dello spirito altrui, ovvero delle menti indebolite per abbrancarne i portafogli. (fonte: www.antipapismo.it) 

 

M

Maometto. Nell’anno 500 d.C., in Arabia, si credeva in Allah, il creatore del mondo, dio sovrano su 300 divinità, i djinns. Nel 570 d.C. nacque Maometto, destinato a fare di Allah l’unico dio. Maometto era il figlio di Abdullah e Amina, nato a La Mecca, provincia di Hagaz (Arabia Saudita), in Asia Minore, nell'anno 571. Suo padre morì prima che lui nascesse. Sua madre morì quando il bambino aveva sei anni. Suo nonno, allora lo prese con sé, ma il vecchio morì dopo due anni ed allora Maometto andò a vivere presso uno zio, Abu Talib. Era molto povero e per vivere dovette fare umili mestieri. Con il passar del tempo, comunque, ottenne un impiego dignitoso presso una ricca vedova, di nome Khadija, che si occupava di affari, come agente di commercio. Lui la sposò nel 595 quando aveva 24 anni. Lei aveva in quel tempo 39 anni, circa quindici anni in più di lui. Khadija era evidentemente una donna dal forte carattere ed esercitò una presa di ferro su Maometto fino alla sua morte nel 619, ventiquattro anni dopo. Maometto, poi, sposò molte altre donne, di cui Ayish fu la più legata a lui, ma nessuna di loro sembra aver esercitato cosi tanta influenza sul suo carattere come Khadija. Fu lei che per prima iniziò a credere nella ispirazione divina del marito che iniziò ad apparire nell'anno 612, alla matura età di quarant'anni. Fu lei che incoraggiò e confortò il nascente profeta nei suoi primi turbolenti anni. Maometto apparteneva alla ricca tribù dei Coreisciti, e presto diventò un mercante. Una notte gli apparve l’arcangelo Gabriele che gli rivelò che Allah era l’unico dio e che lui sarebbe stato il suo profeta. La figura di Maometto è sufficientemente conosciuta, perché molti scritti parlano di lui e il Corano fu scritto solo un po’ dopo la sua morte. Questo fa vantare i musulmani di avere le fonti più precise rispetto a ebrei e cristiani. Le idee di eguaglianza e di solidarietà di Maometto attrassero favorevolmente i poveri e gli schiavi, ma anche le ire delle tribù pagane. Ciò innescò un grave conflitto che durò otto anni. Alla fine prevalse Maometto, che conquistò tutta l’Arabia.

Miracoli. Sui miracoli molte confessioni fondano origini e forza: Mosé che attraversa il mar Rosso, Maometto che sfama i compagni, Gesù che resuscita Lazzaro, sono tutti episodi che testimonierebbero la compassione di Dio nonché la sua potenza. Negli USA, i sondaggi dicono che l’84% della popolazione crede nei miracoli, e metà di questi racconta di esserne stato diretto testimone almeno una volta. L’Israele biblico considerava il miracolo non un evento soprannaturale ma un avvenimento in grado di stupire il popolo; e ancora oggi, contrariamente al miracolo burocratizzato del Vaticano, gli israeliti lo considerano un messaggio divino che avvantaggia l’uomo. Nei Vangeli, lo scopo dichiarato dei miracoli era convincere gli indecisi. E ancora oggi, la Chiesa cattolica accredita ai miracoli un ruolo di sostegno della fede, tanto che nei processi canonici si bada soprattutto all’effetto del presunto miracolo sulla fede della gente. I tanti miracoli odierni, decretati tali dalla Chiesa o ancora al suo vaglio, non sono al riparo delle critiche; quello di Fatima, per esempio, è messo in dubbio, tra gli altri, da un fisico che è pure un frate benedettino, Stanley Jaki, che contesta l’origine soprannaturale dei movimenti del sole. Per il popolo islamico, l’ultimo miracolo è stato il Corano, che tra l’altro non accredita nessun miracolo a Maometto.

Mosé. Si immagina che fosse un trovatello che visse 1.200 anni prima di Cristo in Egitto. Ma questo lo dice solo la Bibbia, non esistono altre fonti storiche. Più verosimilmente, Mosé potrebbe incarnare un movimento religioso che tentò un approccio monoteista e, come tale, fu prima osteggiato dal faraone, e poi costretto a emigrare. Secondo gli storici, Mosé non avrebbe mai potuto fare tutto ciò che la Bibbia gli accredita, che è invece il frutto di un lungo processo culturale; sarebbe come dire che Garibaldi liberò il popolo italiano dagli austriaci, fece la Resistenza e partecipò al Concordato del 1984.

 

N

Nudismo. Il Naturismo Nudismo, con la sua reazione ai tabù imposti da leggi repressive e oscurantiste, è la dimostrazione più evidente del bisogno che ha l’uomo di vivere secondo una morale basata sul buon senso e la ragione. Proponendo una dottrina che permette di godere nella maniera più pacifica dei benefici della Natura nei limiti di un “ragionevole benessere” (Epicuro), rappresenta l’equilibrio laico che libera gli uomini dell’odio generato dal conflitto dei due eterni antagonisti, il bene e il male, rappresentati, il primo, da un Dio repressivo e castigatore quale quello dei cristiani, e il secondo da Satana, Dio permissivo e licenzioso. Due estremismi che, ponendo il corpo come oggetto del loro contrasto (l’uno lo umilia e lo castiga ritenendolo un ostacolo al raggiungimento della perfezione spirituale e l’altro lo esalta come unica sorgente di piacere), non possono recare che dolore, regresso e angoscia.(fonte: www.luigicascioli.it)

Nascite. La chiesa cattolica si vanta, emettendo possenti squilli di tromba, protettrice della famiglia e fautrice dell’incremento delle nascite, ma in effetti, n’è sempre stata (salvo per far proseliti terzomondisti) accanitissima nemica (v. Famiglia). Sotto il suo nefasto dominio, per impedire il matrimonio a milioni di lavoratori nell’ultimo mezzo secolo ha aggravato le loro angustie in un’Italia classificata grande potenza industriale, con assegni integrativi per mogli e figli equivalenti a striminzite elemosine: quattro volte inferiori alla media degli altri paesi europei! Gretta rapina a scapito della famiglia per convogliare somme da capogiro nelle prelatizie tasche senza fondo, poi dissipate in lussi sfrenati e in continui viaggî del papal turista e della turba di suoi lacchè, tutti mangianti, beventi e scoreggianti allegramente alla facciaccia nostra. (fonte: www.antipapismo.it) 

ABCD EFGH ILMN OPQ RST UVZ concilio trento