i Miei orgogli
Stupida pagina, questa. Fatto è che le mie classi sono fatte di studenti in carne ed ossa e di ricordi di studenti; e convivono dentro di me tutti, tranquillamente e beatamente. Ce ne sono del passato remoto, di dieci o venti anni fa, che magari adesso mi hanno pure cancellato (e hanno fatto bene!), e ce ne sono di quelli che ho visto oggi ridere, urlare, parlarmi e crescere senza fare rumore.
Stupida pagina, questa. Fatto è che a un insegnante insignificante come me piace fare lo spazzino, e raccogliere per terra i pezzi delle proprie esperienze. E allora c'è un pezzo di Giulia, una fetta di Gianni e uno spigolo di Maria che restano attaccati saldamente a quella ramazza consunta e desueta che mi sta nel petto. E lì devono stare, finché con un ultimo sussulto anche io non lascerò andar via la vita ridendo di lei, perché non mi ha potuto strappare nemmeno per un po' i miei ragazzi.
Stupida pagina, questa. Fatto è che le aule, i corridoi, ogni angolo della scuola, sono impregnati dei fantasmi lucentissimi che sono loro... Ed eccoli là, corrono, si azzuffano... ma che fate... ma dove andate... Quasi li raggiungo, portando a zonzo la mia pancia che li fa sorridere... Stendo una mano contro una parete, credendo di sfiorare Giulia, Gianni oppure Maria... Ma loro sorridono, quasi mi prendono in giro, e svaniscono come la nebbia trafitta dal sole, e io allora stringo la mano deluso finché non mi si sbianca, finché non mi si sbianca, finché non mi si sbianca.
Stupida pagina, questa. Fatto è che domani li interrogo tutti, passati e presenti; li interrogo e darò loro quattro, magari tre. Sono perfido e cattivo. Grrr... Li odio e voglio il loro male. Mi fanno schifo, mi fanno pena. Sono una massa di delinquenti, non meritano niente. Si sbaciucchiano perfino fra loro, nei corridoi, e qualcuno si droga, e arrivano sempre tardi, e non studiano mai... delinquenti! Scansafatiche! Siete la maledizioni dei prof. Fatto è che poi mi sveglio da un incubo terribile: è stata la trippa di ieri sera, e sul cellulare c'è già un messaggio a quest'ora di mattina: "prof, vi voglio bene". E basta così poco per farmi alzare e scrivere questa stupida pagina...