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12 anni, sesso droga e r'n'r

Un'indagine del 2006 della Società di Psichiatria (SIP) di Pasquale Di Pietro

mette in soffitta la vecchia idea di bambine innocenti

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Su Il Corriere della Sera del 20 novembre 2007 è stata pubblicata un'indagine della Sip risalente al 2006 e che non era previsto mostrasse risultati così... sfacciati ( qui , quo e qua).

In verità, come spesso succede nel mondo dei mass media, gli eventi da pubblicare non sono mai isolati, si cerca sempre di collegarli a un "filone" di moda. Probabile che in questo periodo - dopo la scorpacciata di pedofilia - si tenga a spingere il genere "ragazzine precoci" magari innestandole nel nuovo slogan imposto all'immaginario pubblico: "bullo". Perché? Non è ancora ben chiaro, ma la tendenza in retrocessione dalla drammaturgia pedo-qualunque cosa sembra affacciarsi.

La sostanza di questa ipotesi di collegamento al (peraltro rimato, non certo nuovo) filone-lolita si reperisce facilmente su internet. Ma anche in questo sito, io stesso ho già dato spazio a vari tasselli: la moda di mostrare foto nude sui cellulari, l'inchiesta di Panorama sul bullismo sessuale, l'indagine della Axe Effect Trend Lab sul sesso a scuola, un'altra indagine dell'associazione Modavi Onlus sul consumo di alcol a 10 anni.

Ora è (e ritorna) il turno delle bambine discotecare (i due "templi" delle cubiste minorenni di Milano sono lo Shocking e il Tocqueville, zona movida di Corso Como), non a caso preannunciato da un libro-scandalo della psicologa Marida Lombardo Pijola, attraverso un'indagine sul campo che le mostra in tutta la loro precocità esistenziale e sfacciataggine sessuale.

Perfino il ministro dell'interno, Giuliano Amato, sembra essersi raccordato alla nascente moda, giacché proprio in questo giorni aveva lanciato un grido di allarme (non poteva certo compiacersene) per le baby-prostitute messe in strada non dai soliti turpi pedofili, ma dai loro coetanei oberati da perdite del gioco d'azzardo (vedi).

Infine, tornando all'indagine del 2006 della Società di Psichiatria, direi che neppure la scelta della data di pubblicazione sul Corsera sia stata accidentale: il 20 novembre, infatti, è stata dichiarata "Giornata dell'infanzia" dall'Unicef. Il collegamento, se c'è, è quanto meno cinico.

L'indagine è stata condotta su un campione di 1.251 ragazzini sia maschi sia femmine di età compresa fra i 12 e i 14 anni. I risultati, che qui riporterò fra poco solo in forma incompleta e grafica,sono stati interpretati dallo psichiatra Gustavo Pietropolli Charmet (vedi) come "colpa dei modelli educativi". I genitori, a suo parere, hanno spinto troppo sulla socializzazione dei figli e hanno voluto togliere loro i sensi di colpa che essi avevano provato ai loro tempi. I risultati li riassume anche meglio in un flash la preside Ela Elosta, di una scuola media di Gela, la quale nota che pochi anni fa le alunne erano appena signorinelle in Terza media, oggi sono già donne truccate e vestite alla moda in Prima. E, aggiungo io, non ci voleva certo l'acume della preside per accorgersene non solo a Gela...

 

Le risposte che riporto qui di seguito si riferiscono solo alle femmine dai 12 ai 14 anni. Per "altro" intendo dire tutti gli altri tipi di risposta. I dati sono espressi in percentuale.