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IL SESSO IN RETE DA' DIPENDENZA

La prima ricerca italiana sugli effetti che la pornografia su internet ha sul comportamento umano.
(mio estratto da Panorama online)

 

Per la prima volta è stata realizzata una chiara mappatura dei soggetti a rischio di dipendenza dalla pornografia su internet. Distinguendo tra due patologie che finora erano state sovrapposte in un'unica definizione di cyber sex addiction: da un lato il chat sex addiction, dall'altro il cyber porn addiction. «Bisogna fare chiarezza» dice il professor Moreno Marcucci autore insieme al dottor Giuseppe Lavenia dell'inconsueta ricerca: «Non si possono confondere queste patologie.

Il cyber porn è un'attività passiva, nel chat sex c'è interazione. Le parole, le immagini, le fantasie e le stesse persone vengono condivise in tempo reale. Nel cyber porn le situazioni sono inventate.
Stereotipate. Non c'è nessuna forma di scambio, di interazione.
Da una parte il cyber porn-dipendente è consapevole di trovarsi di fronte a un computer. Cerca elementi pornografici sulla rete. Qui il rapporto è uomo-macchina. Nel chat sex la macchina, il computer non esiste più. La mediazione dello schermo, della rete, del web, non esiste più.
E i rapporti sessuali sembrano veri. C'è una sorta di spirito produttivo. Esistono. Diventano reali. Il problema è che però quella diventa l'unica realtà».


Sono gli uomini (l'80 per cento) a essere i più soggetti al cyber porn addiction. Il 92 per cento di loro è sposato. Due su dieci si scopre bisessuale anche grazie alla rete. I professionisti sono il 48 per cento di chi cerca il porno in rete.
Il 50 per cento degli uomini ha un'età tra i 37 e 46 anni. Tra le donne il 78 per cento ha tra i 27 e i 36 anni. I dipendenti da cyber porn sono quattro su cento. I dipendenti da chat sex sono sei su cento.
La maggior parte di loro (il 25 per cento) sono donne comprese tra 17 e 26 anni.
Quasi 4 su dieci sono studentesse, il 32 per cento non è sposato e più della metà (25 per cento e 33 per cento) utilizzano pratiche omosessuali o bisessuali.
«I dipendenti dalla cyber pornografia sono particolarmente soggetti ad altre forme di dipendenze» dice a Panorama Marcucci. Dipendenza sessuale, shopping compulsivo (soprattutto sulla rete), alcolismo e tossicodipendenze. Al 20 per cento dei dipendenti da cyber porn è stato riscontrato un abuso da alcol. Il 12 per cento dei dipendenti da chat sex ha avuto disturbi di carattere alimentare. Anoressia, bulimia. «Provano a risolvere i problemi che hanno nella vita grazie alla rete. Ma è la rete stessa che può amplificare e peggiorare i problemi proprio per il suo carattere estraniante».

 

AMANTI DEL VIRTUALE
I numeri della rete a luci rosse
Secondo uno studio realizzato dalla Nostos in collaborazione con l'Università di Urbino un italiano su dieci naviga su siti porno.
- L'80 per cento di chi cerca il sesso via web sono uomini, il 20 per cento donne.
- Il 50 per cento degli uomini dipendenti da cyber-porno hanno un'età compresa tra i 37 e i 46 anni. Più giovani le voyeur donne: il 78 per cento ha un'età compresa tra i 27 e i 36 anni.

CORRELAZIONI

Il terrore corre sulla rete

Il "Partito dei pirati" attraverso Relakks si oppone alla sorveglianza su internet

 
Ma perché?...