Home Su internet dip mp3 maroni si puo scaricare sitopedoscur continueremo

Dopo Dante, i cattolici alla scoperta del nuovo Inferno

Internet è l' Inferno

parodia semiseria

 

Siracusa - Era dai tempi degli studi di Durante Alagheriis, meglio noto come Dante Alighieri (1265 - 1321), che non si metteva davvero mano al concetto di Inferno. Nelle culture primitive, l’idea che l’uomo potesse essere punito dopo la morte non è mai esistita. La concezione di un'espiazione post-mortem nacque nel II millennio a.C. Ma non dilagò subito, tant’è vero che nella Grecia di Omero le anime sono solo ombre abitanti di un buio deposito vieppiù accessibile ai viventi. Nemmeno nell’Antico Testamento l’inferno è quello di Dante, infatti nello sheol stanno sia i morti buoni che quelli cattivi. L’inferno immaginato dai cristiani di oggi comparve nel II secolo a.C., quando lo sheol divenne un luogo di punizione destinato ad atei e peccatori, contrapposto al luogo di beatitudine dei piani alti dell’aldilà. Il teologo Origene (III sec. d.C.) aveva pure spiegato che la dannazione non poteva essere eterna, ma la Chiesa cattolica non gli diede ascolto. L’inferno è riconosciuto anche dai protestanti, ma per loro è solo una metafora popolare. L’Islam ha ereditato da ebrei e cristiani il lato peggiore dell’inferno: il djahannam, luogo pieno di mostruosità e angosce. Ma il djahannam non è eterno, e c’è spazio per il perdono.

Finalmente, oggi i cattolici hanno dato uno stop, speriamo definitivo, alle molte incertezze che riguardano l'esistenza, la struttura e il significato dell'Inferno. Attenti studi condotti a partire dagl'anni Ottanta, condotti da un apposito Comitato formato da teologi e parapsicologi, analizzarono varie possibilità. Fu immediatamente chiaro che all'Inferno dovesse corrispondere la sessualità, si pensò quindi di indagare sulle ripercussioni escatologiche che potevano avere coiti strambi, comportamenti sessuali azzardati, pensieri e azioni prodotti dalla percezione non sacra del sesso e dalla mancata osservazione dei Dieci Comandamenti. L'acutizzarsi dell'AIDS sembrò indicare che quella era la giusta strada. Ma, purtroppo, il diffondersi di una ritrovata sensibilità alla prevenzione e le cure sempre più premettenti contro la terribile malattia, fecero desistere il Comitato dall'avvitare le porte dell'Inferno sui cardini della promiscuità sessuale. Ci voleva ben altro che una epidemia che puniva solo omosessuali e drogati: non si potevano certo lasciare senza inferno tutti gli altri!.

Ed ecco l'idea geniale: a partire dagli anni Novanta, varie condizioni (l'ottimizzazione della tecnologia, il benessere economico, una più vasta sensibilità all'informazione) permisero il diffondersi di Internet. La "rete delle reti", già nata da qualche tempo, si diffuse esponenzialmente proprio in quell'epoca. Alla rete ciascuno contribuiva a dare e ognuno poteva prendere in totale e assoluta libertà. L'universo virtuale si riempì di informazioni, di notizie, di curiosità senza la minima barriera geografica o ideologica. E quasi subito senza neppure le barriere etiche e morali. Insomma, c'erano pronti tutti gl'ingredienti di un Inferno: peccato, immoralità, lussuria, anarchia, e soprattutto libertà. Bisognava soltanto cucinarli insieme e renderli appetibili al popolo. Ma non si poteva certo dire che l'Inferno era la libertà! Qualcuno c'avrebbe pure creduto, ma i più avrebbero spernacchiato l'inconsistente equazione. E allora si ricorse al vecchio sistema: enfatizzare il male e sottacere il bene. Internet era diventato davvero anche un luogo di illegalità e immoralità; qual era la proporzione rispetto ai benefici? Forse 1 a 1 milione. Ma poteva bastare: due rapine in un quartiere sembrano sempre troppe, un omicidio di un bambino fa gridare all'emergenza della violenza contro l'infanzia... Quindi cosa c'era di più facile che non associare internet al pericolo e di smontare la sua utilità a favore della paura e della demonizzazione?

Oltretutto, la Rete aveva già da sé la caratteristica dell'Inferno: era in qualche modo "oscura" giacché molti ignoravano cosa fosse davvero, faceva pensare a un mondo strano, virtuale, sfuggente. E da questo a "oltremondano" il passo fu breve.

Fatto l'Inferno, adesso ci volevano i "diavoli".

Era caduta da decenni, per lo meno dai tempi del film propagandistico "L'Esorcista", la figura di un diavolo concreto e agente, adesso bisognava ripristinarla. Ma un diavolaccio re di un regno di fiamme, cornuto e caudino poteva andare ancora bene per i più sciocchi; che, per quanto utile serbatoio, erano destinati a scomparire. Ma per tutti gli altri il diavolo andava riammodernato, modernizzato, attualizzato. Il terrorismo di stato era... purtroppo finito; Bin Laden non era ancora il candidato promettente, e le sciocchezze sull'Avvento dell'Anticristo, smentite dai fatti, non avevano mai retto più di tanto: il miglior popolo di credenti era un popolo-gregge tenuto a forza nel gregge. Ma la civiltà e la cultura illuminista aveva già eroso molto spazio e i cattolici erano allo sbando. Possibile che non ci fossero più diavoli con cui terrorizzare il mondo?

Ed ecco l'illuminazione! I diavoli devono risiedere in Internet, non ha senso transumarli in un altrove che la gente non capirebbe. E poi i diavoli di oggi non possono istigare malvagità antiche che apparirebbero solo grottesche e consumate; il male più efficace è quello riconoscibile, attuale, consueto, vicino a tutti. E qual è il male per eccellenza in Internet? Facile: scambi illeciti, diffusione di materiale illegale, via vai di notizie e di risorse incontrollabili, anarchia, rottura di schemi regolatori e di censure efficaci.

Risultato: tutti liberi i contrabbandieri organizzati e alcuni innocui ragazzi denunciati per possesso illegale di mp3.

Ma non fa niente: l'importante è aver riottenuto il nostro Inferno quotidiano, senza il quale non saremmo certo sopravvissuti.

O no?...

CORRELAZIONI

Scaricare non è reato

 

Maroni: scarico files illegali

 

Il terrore corre sulla rete

Il "Partito dei pirati" attraverso Relakks si oppone alla sorveglianza su internet

Internet dà dipendenza sessuale

 
Ma perché?...