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Ma perché ?

Domande sulla demonizzazione di Internet

 
 

 

Perché "qualcuno", sia esso un Governo, un'Istituzione o un qualunque cittadino, un attore o un'Associazione, deve pensare a Internet come a un luogo di perdizione, di aggressione e di pericolo?

Forse questa idea è suffragata dai dati e dai fatti? No, per niente.

Si può chiudere una città in cui si commettono dei crimini? Si possono vietare le tv perché mostrano delinquenti e delinquenze? Si possono eliminare i telefoni perché col telefono la mafia ordina gli omicidi? Si può vietare solo perché lo riteniamo "immorale"? 

E allora perché mai si deve pensare che per Internet sia differente, e quindi che la Rete si possa trattare come un oggetto da poter chiudere, controllare, blindare e soprattutto demonizzare?

Le streghe, gli orchi e i cattivi consiglieri si sono dati forse tutti appuntamento nella Rete? No, ovviamente! Eppure, in fondo la gente crede a ciò che le si fa credere; quindi la domanda estremamente inquietante diventa: perché c'è qualcuno interessato a far credere a tutte queste esasperazioni basate su fobie?

 

Ciascuno di noi conosce genitori terrorizzati dall'idea che i figli vadano in Internet o frequentino chat. Ed è sotto gli occhi di chiunque il bombardamento mediatico che parla sempre e solo di un Internet pericoloso portando ogni tanto dei casi-limite (commerci o scambi illegali, truffe, ecc.) a sostegno della tesi della pericolosità di Internet.

Ancora un altro po' e sarà il turno dei telefonini, vedrete...

 

Perché continuiamo a commettere due enormi e pericolosissimi errori speculari: sopravvalutare gli aggressori e sottovalutare le vittime? Perché i violenti, i terroristi, gli stupratori e i truffatori sono sempre astuti e luciferini, mentre le loro vittime devono essere sempre imbecilli e sprovvedute?

 

Qualcuno capisce perché su Internet dovrebbe essere più semplice e più grosso il mercato dell'illegalità? Cosa conviene di più: smerciare e trafficare illecitamente per strada protetti da un'ovvia anonimità, oppure lasciare dappertutto tracce elettroniche facendolo in Internet? A uno spacciatore conviene più scrivere un'email ai suoi fornitori oppure incontrarli discretamente e anonimamente in una qualunque strada di una qualunque città?

 

Perché, soprattutto in Italia, Internet è diventato lo spazio esclusivo di pornopedofili e di "pirati" musicali?

 

È davvero strano passare per le vie delle città facendo lo slalom fra impavidi rivenditori di dischi piratati (e all'ingrosso...), e sapere che scaricare qualcuno di quei dischi dalla Rete in Italia è reato...

 

È davvero strano aver vissuto una giovinezza passata a copiare 45 giri e cassette da distribuire agli amici, senza per questo nuocere a nessuno, tanto meno alle case discografiche, e vivere oggigiorno con il senso di colpa per quell'innocuo e goliardico comportamento diventato un "turpe mercato".

 

Ma non è un bene per la musica poter circolare liberamente? Non dovrebbe essere prevalente agevolare l'emozione che regala la musica anche a chi non se la può comprare, invece che perseguitarlo?

Perché la musica deve avere un prezzo così alto ed essere negata a chi quel prezzo non può pagarselo?

 

Che brutta società ci stanno costruendo! Una società di catenacci. Una società chiusa. Una società piena di mostri, di terroristi e di pericoli immani.

In una siffatta società, presto avremo terrore perfino di pensare.

Ma perché ?

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