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Il film in uscita da tutte le sale (parrocchiali)

2005 ATTACCO ALLA TERRA

Siamo stati invasi dai Clericali e non ce ne siamo accorti

Concomitante e misterioso aumento della vendita di vasellina

 

BANCHE. Le nomine nei consigli di amministrazione nelle banche e nelle fondazioni bancarie di competenza politica vedono sempre più spesso la scelta di esponenti legati alle diocesi, quando non di ecclesiastici in carne e tonaca. Forse per la loro competenza nel maneggiare il denaro.

BENEDIZIONI. Natale, pasqua… il sacerdote che passa per benedire la casa è un classico consolidato. Potete anche non aprirgli, tanto lo farà un altro condomino a cui chiederà chi è quel maleducato che non accetta la parola di Dio, e cosa si può fare per farlo ravvedere. Il condomino che gli avrà aperto sarà probabilmente lo stesso che, sul proprio citofono, ha attaccato l’adesivo contro il proselitismo dei Testimoni di Geova.

CAMPANE. La maggior fonte di dolore fisico dovuta all’iniziativa della Chiesa resta, indubbiamente, il suono delle campane. I casi sono talmente tanti e le richieste di chiarimento così numerose che ci costringono a dedicare all’argomento una pagina apposita (come far valere i diritti dei proprî timpani).

CARCERI. Nelle carceri, un cappellano stanziale ha a disposizione permanentemente una o più cappelle dove celebrare le sue funzioni (un testo sull’argomento). I carcerati devono poter usufruire di locali idonei per le pratiche rituali: nessuna menzione per gli atei all’interno della normativa (evidentemente la popolazione atea negli istituti penitenziari è molto più bassa rispetto alla popolazione atea totale).

ELETTROSMOG. Radio Maria viene spesso additata come esempio del consenso di cui gode tuttora il cattolicesimo: questi servizî elogiativi, però, sorvolano quasi sempre sia sull’invasione delle frequenze altrui da parte dell’emittente, sia sulle reiterate inchieste per le emissioni di onde elettromagnetiche in quantità ben superiore al consentito. Un rischio che ben conoscono gli abitanti dei paesi dove sono installati i ripetitori di Radio Vaticana: senza entrare nel merito del problema (la relazione tra elettromagnetismo e malattie non è ancora stata dimostrata scientificamente), resta il fatto che i valori riscontrati sono ben superiori al consentito, tanto da far aprire un’inchiesta alla Procura di Roma. Sulla vicenda è stata anche votata una risoluzione parlamentare (il testo). Nel resto del paese piccole e grandi antenne per cellulari fanno la loro apparizione sui campanili: per pochi Euro molti sacerdoti sfidano le ire dei propri concittadini, scivolando talvolta nel comico (nel brindisino un parroco ha avuto la brillante idea di nascondere l’antenna all’interno di una croce sul campanile).

ESERCITO. In seguito al Concordato è stato costituito un corpo di cappellani militari (attualmente 230), tutti graduati (come ufficiali), alle dipendenze di un vescovo a cui spetta il grado di generale di Corpo d’Armata. Nella caserma della Cecchignola, a Roma, è stato addirittura aperto un seminario: paga Pantalone, ovvio. Tra le perle, il massimo saluto militare dovuto al SS. Sacramento (in ordine di priorità prima della Bandiera e del capo dello Stato), che risulta da un regolamento da cui attingono perfino i regolamenti dei vigili urbani; e la benedizione delle armi, con acquasanta e aspersorio, da parte degli stessi cappellani militari.

FESTIVITÀ. Il calendario delle festività italiane è ancora composto, in maggioranza, da ricorrenze religiose cattoliche. A qualcuno non basta ancora: in parlamento si discute se introdurre la festività di san Francesco, sostenuto - tra gli altri - da Maurizio Ronconi (UDC), Franco Asciutti (Forza Italia) e Fiorello Cortiana (Verdi), oppure quella di san Giuseppe, appoggiato tra gli altri da Cosimo Izzo (Forza Italia), Roberto Calderoli (Lega Nord), Domenico Nania (AN), Giovanni Battaglia (DS), Livio Togni (Rifondazione). La proposta di legge per la reintroduzione della festa del 20 settembre, formulata da Franco Grillini (DS), riscuote ovviamente consensi minori tra i politici italiani. Un capitolo a parte andrebbe scritto per le festività paesane, un vero e proprio tripudio per la parrocchia quando si festeggia il santo patrono: in Sardegna sembra addirittura vigere un obolo forzato del 10% a carico dei comitati organizzatori, da devolvere obbligatoriamente alla parrocchia (evidentemente proprietaria del «marchio»). Tali feste, peraltro, avvengono spesso fuori da ogni regola: nel settembre 2002 i NAS dovettero intervenire al santuario di Polsi, nell’Aspromonte, dove la «secolare tradizione di uccidere e cucinare capre e agnelli sul posto» non rispettava certo la normativa sanitaria. Ovviamente le festività religiose devono svolgersi senza la minima concorrenza da parte «laica»: il vescovo di Imola ha più volte protestato contro «l’inopportuna» coincidenza del Gran Premio di Formula 1 di San Marino con la festa di Pasqua.

LAVORO. Sul posto di lavoro, gli atei devono far fronte alle visite periodiche di sacerdoti intenti a benedire registratori di cassa e impianti antifurto, in cambio di una corposa busta da parte del titolare (lo Statuto dei Lavoratori non lo consentirebbe). Qualcuno è arrivato addirittura a proporre una statua della Madonna all’ingresso dell’ENEA, il più importante ente scientifico italiano, venendo per fortuna respinto con perdite.

MONTAGNE. Amare la montagna e non essere cattolici è un’autentica sofferenza: le vette sono immancabilmente marcate territorialmente con la croce o con qualche statua raffigurante figure sacre. Le imponenti dimensioni di solito si impongono, allo scopo di colpire l’occhio dello scalatore già a diversi chilometri di distanza. Gran parte di queste opere sono prive di qualsivoglia autorizzazione.

OSPEDALI. Negli ospedali viene assicurata un’assistenza religiosa non si sa quanto utile al malato, specialmente se non cattolico, funzionale però al mantenimento formale di uno status di superiorità per questa religione. In alcune casi (Friuli-Venezia Giulia, Sicilia, Toscana, Umbria) i sacerdoti vengono retribuiti dalle Regioni per l’espletamento delle proprie «funzioni».

PATROCINÎ. Ogni occasione è buona per finanziare qualche manifestazione religiosamente orientata. Si va dal patrocinio da parte della presidenza della Repubblica all’antiabortista «Movimento per la Vita» (ovvero un’associazione nata per combattere proprio una legge della Repubblica) al convegno di studî storico-teologici altamente specializzato, promosso dalla Pontificia Università Lateranense col patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri, fino alla celebrazione dei venticinque anni di pontificato di Karol Wojtyla da parte degli istituti per la cultura italiana nel mondo. E questi sono solo alcuni esempî.

POLITICA La folta delegazione italiana al Giubileo dei politici ha soltanto ratificato una realtà da tempo sotto gli occhi di tutti: una parte consistente del parlamento non risponde agli elettori, ma direttamente ai boss del Vaticano. Le conseguenze sono evidenti per tutti: mentre i presidenti della Repubblica e i Primi Ministri «appena eletti» fanno a gara per farsi ricevere dal papa, le manifestazioni disapprovate dalla Chiesa cattolica suscitano in costoro disprezzo, sarcasmo e vengono tollerate soltanto perché «purtroppo» esiste la Costituzione. Le cose vanno anche peggio nel cosiddetto «sottogoverno»: autorevoli esponenti della gerarchia ecclesiastica vengono chiamati a far parte di consulte e commissioni.

POLIZIA. Con il DPR 421/1999 si è data esecuzione dell’intesa sull’assistenza spirituale al personale della Polizia di Stato. Anche questa intesa ha istituito cappellani retribuiti che possono celebrare funzioni religiose.

PRESENZIALISMO. Quando c’è da inaugurare qualcosa non può mai mancare il prelato di turno, basso e alto che sia, per una sommaria benedizione dell’opera: un requisito evidentemente fondamentale per la sua solidità. La presenza del clero è richiesta anche quando l’occasione è puramente celebrativa: il massimo lo si è probabilmente raggiunto con l’apertura dell’anno giudiziario 2002, con il cardinale Ruini seduto in mezzo tra il presidente del Consiglio e quello della Repubblica.

SINDACATI. Neppure i sindacati sono alieni dal subìre (e accettare) le pressioni delle gerarchie vaticane, che pure hanno una propria organizzazione di settore (le ACLI). Nel 2000 le tre confederazioni rinunciarono al tradizionale e seguitissimo concerto del Primo Maggio, in quanto cadeva nell’anno del Giubileo. Il concerto fu organizzato dal Vaticano, con un calo di presenze veramente massiccio.

TELEVISIONE. Una volta, molti anni fa, l’Italia era uno Stato, di fatto, confessionale. Il servizio pubblico televisivo in questo Stato confessionale si limitava tuttavia alla messa domenicale e a una predica il sabato antecedente. Oggi, in un paese largamente scristianizzato, la RAI sembra invece andare in una direzione diametralmente opposta. Basta che il papa abbia il raffreddore che all’argomento viene dedicato un servizio speciale; basta che dica la sua sulla più irrilevante questione che conquista l’apertura del telegiornale; basta che decida di fare un viaggio nel più sperduto cantone del pianeta che una troupe di decine di persone parte al suo seguito (con un aereo messo gratuitamente a disposizione dall’Alitalia, compagnia aerea di Stato). Nell’ora di massimo ascolto imperversano costosissimi sceneggiati sui protagonisti delle improbabili storielle bibliche ed evangeliche, con discutibili ritorni economici (i consulenti che garantiscono il rispetto della dottrina si fanno pagare profumatamente, e le stesse star non fanno sconti sulle tariffe), imprevedibili esiti artistici (patriarchi ottantenni interpretati da aitanti attori trentenni: i consulenti evidentemente dormono quando la fiction giova all’immagine della propria religione) e deludenti risultati di audience (al solito non si supera il quinto della popolazione: lo stesso serial del santo à la page padre Pio ha avuto ascolti inferiori al Grande Fratello).
Nei salotti e nei dibattiti la presenza di un sacerdote, anche sui temi più distanti dalla missione cristiana, non manca mai: talvolta sono anche più di uno, magari tra gli ospiti che commentano le partite della squadra del cuore. Le rare volte che il dibattito presenta un confronto tra esponenti di fedi diverse, è buona norma dimenticarsi di invitare anche un ateo che esponga un punto di vista non religioso. A questa deriva clericale non si sottrae il Televideo (che arriva a classificare la Conferenza Episcopale Italiana tra le istituzioni), né il network privato antagonista: non stupisce che, nel corso di un dibattito tra giornalisti tv, Michele Santoro abbia potuto commentare nel silenzioso assenso degli intervenuti che «non è facile definire la linea politica di questo o di quel canale: evidente è invece l’influenza del Vaticano su tutti i canali». Non stupisce quindi nemmeno che il vaticanista Rai Gianni Gennari firmi anche, quotidianamente, una rubrica sul quotidiano dei vescovi, né che nell’anno giubilare la Rai si sia dimostrata particolarmente prona per l’occasione (un commento).
Conclude degnamente l’opera l’ossessiva attività censoria del MO.I.GE (Movimento Italiano Genitori), associazione reazionaria che dietro il paravento della tutela dei «bambini» mette all’indice qualsiasi tipo di trasmissione sgradita Oltretevere (rassegna stampa autopromozionale sul loro sito; scontro UAAR-MOIGE a proposito della mancata messa in onda di un film di Stanley Kubrick (Eyes Wide Shut) nel maggio 2002, che la dice lunga sulla levatura culturale di tali presunti educatori).

TOPONOMASTICA. La bimillenaria presenza del cristianesimo sulla penisola ha lasciato tracce profonde nella toponomastica e non poteva essere diversamente: tuttavia, ancora oggi, molte amministrazioni comunali proseguono pervicacemente a intestare a personaggi di spicco della religione di riferimento vie, piazze, stadi, auditorium, edificî pubblici, biblioteche. Resta il fatto che frequentemente, in queste vie «cattoliche», il traffico venga bloccato per permettere l’effettuazione di una processione «cattolica»: e che, lungo queste strade, laddove qualche «cattolico» ansioso di conoscere l’aldilà ci ha lasciato le penne, al posto di un semplice vaso di fiori venga eretta abusivamente una lapide, quando non una cappella ex voto.

Preso pari pari dal sito dell'UAAR