Spagna : la Legge applica la cosiddetta "discriminazione positiva", pene superiori se l'uomo è aggressore e la donna vittima
Se lei si inventa la
violenza
(fonte)
La Spagna, lo sappiamo tutti, lotta da tempo contro la violenza domestica e
contro il machismo ancora diffuso nella società (evidentemente non solo
spagnola, come il buon Silvio ha recentemente dimostrato). La Policia ha diffuso
i dati 2006 sulle denunce di violenza in famiglia: per la prima volta si è
superata quota 60.000, arrivando a 62.170, il 4% in più rispetto al 2005. Il che
non vuol dire che siano aumentate le violenze, può significare semplicemente che
le vittime si siano decise finalmente a denunciarle.
Il 35,6% delle denunce è stato presentato contro i mariti, il 27,9% contro i
compagni, il 19,2% contro gli ex compagni, il 10,2% contro ex coniugi, il 3,1%
contro fidanzati e il 3,7% contro ex fidanzati. Rispetto al 2005 sono diminuite
le denunce contro mariti ed ex mariti e sono aumentate contro compagni ed ex
compagni. Il 70% delle denunce è stato presentato da spagnole, le Comunidades
Autonomas in cui le vittime sono ricorse maggiormente alla giustizia sono
l'Andalusia, la Comunidad de Madrid e quella di Valencia.
Con l'introduzione della Legge contro la Violenza di Genere, che ha indurito le
pene, sono aumentati i riconoscimenti di reato nelle denunce.
Ma la Legge non cessa di creare polemiche perché applica la cosiddetta
"discriminazione positiva", cioè le pene sono superiori se l'uomo è l'aggressore
e la donna è la vittima. Varie associazioni di uomini hanno già denunciato come
la violenza domestica sia utilizzata spesso strumentalmente in cause di
divorzio, perché permette tempi più rapidi e quasi sempre impedisce al padre di
avere la custodia dei figli. Alla fine del 2006 José Díaz Herrera denunciava nel
suo libro, El varón castrado, gli abusi possibili con la legge: basta infatti
una denuncia telefonica da parte della compagna perché un uomo si trovi in
carcere in pochi minuti. Secondo l'autore da quando è entrata in vigore la legge
"190mila uomini sono stati iscritti all'Elenco dei Maltrattatori e nel 2005 più
di 25mila hanno ricevuto un ordine di allontamento, lo strumento più efficace
per chiudere i matrimoni, dato che può durare anni". L'ultimo caso è stato
appena registrato ad Alicante, dove una donna ha confessato di essersi inventata
uno stupro da parte del marito su consiglio dell'avvocata "per rendere la
pratica di divorzio più agile". L'uomo rischiava 13 anni di carcere e, cosa
sorprendente, il giudice ha deciso di non denunciare la donna per falsa
testimonianza.
Sono episodi che fanno riflettere, la difesa di una vittima non può permettere
che nel suo nome ci siano altre vittime.