Questa lettera la trovo davvero allucinante e allucinata. Mi rendo conto che un prof di religione può difendere la propria realtà. Ma in questa lettera il ... collega non ha neppure il ritegno di offendere inutilmente - benché con astute perifrasi - chi non fa le scelte che lui preferisce, chi non la pensa come lui e come la sua religione gli impone di pensare.
Lettera aperta ai 100 mila studenti che a Milano non fanno religione a scuola
Fonte: Orizzonte Scuola
27 aprile 2006 - Prof. Alberto Giannino
Cara studentessa, caro studente, ti scrivo nella mia qualifica di docente di
religione cattolica di un liceo scientifico statale di Milano. A settembre 2006
inizia il nuovo anno scolastico e tu non sarai tra i banchi durante l'ora di
religione perchè il 31 gennaio scorso hai scelto, infatti, di non avvalerti di
questo insegnamento insieme ad altri 100 mila studenti della Diocesi di Milano
che è la più grande d'Europa.
Un numero, comunque, elevatissimo che parla da solo, più di qualsiasi analisi
sociologica, e più di ogni riflessione. Hai preferito - con la tua scelta - la
libera uscita dalla scuola che ti consente una "vacanza" durante quest'ora in
cui puoi andare al bar, al parco della scuola a fumare una sigaretta, oppure
andare da Mc Donald's a fare uno spuntino. Cioè, mentre i tuoi compagni sono in
classe col docente di religione a svolgere una lezione culturale sulla Bibbia,
il libro che permea la civiltà occidentale da millenni, tu hai scelto il
disimpegno scolastico che io considero altamente diseducativo, e fai altro.
Del resto, una sentenza della Corte Costituzionale del '91 te lo consente, e tu approfitti di questa "opportunità", senza forse valutare bene le conseguenze della tua scelta sulla tua formazione culturale.
Un'altra ragione che ti ha indotto a lasciare l'ora di religione potrebbe essere la programmazione che svolge l'insegnante: troppo difficile, incomprensibile e inaccessibile per i tuoi 16-17 anni. Ma cosa intende il docente di religione cattolica quando parla di fenomenologia della religione, delle domande di senso, della transustanziazione, della redenzione e della grazia? Oppure, ti lamenti e dici: "lui mi interroga e fa le verifiche scritte, proprio come gli altri prof.?" E' meglio allora non fare religione e fare un' ora di studio individuale in un'altra classe con i miei compagni, piuttosto che ascoltare lezioni difficili e impegnative.
A volte, ti attendi dal tuo professore un insegnamento di attualità, rigorosamente di attualità: dal sesso alla droga; dalla musica allo sport, ma poiché, il tuo prof. insiste sempre sulla Bibbia, sulla storia degli Ebrei, sul libro della Genesi, su il libro di Giobbe, il libro dei Proverbi, la fede di Mosè, di Giosuè, dei Giudici e di Davide, allora preferisci allontanarti dall'ora di religione. In questo modo non ti rendi conto che l'insegnamento della religione che avevi scelto non prevedeva l'attualità, ma, appunto, un corso di cultura religiosa.
Infatti, se io mi iscrivo ad un corso
di informatica lo faccio perchè voglio imparare tutto sul pc e i vari sistemi
informatici; se, invece, mi iscrivo ad un corso di inglese, è perchè voglio
imparare la lingua inglese. Lo stesso vale per la religione a scuola.
In qualche caso, poi, trovi docenti di religione che fanno proselitismo al loro
movimento ecclesiale, e ciò te li rende "antipatici" e non hai alcuna intenzione
di passare cinque anni a leggere la vita e le opere del fondatore del loro
movimento.
Poi c'è (un numero peraltro esiguo) di docenti di religione cattolica, stanchi e demotivati, che fanno altro durante l'ora di religione: trattano delle loro cose personali, leggono il giornale, non seguono alcun programma, e parlano di un po' di tutto. Oppure, ti portano per tutto l'anno in aula video a vedere video cassette religiose su Madre Teresa di Calcutta o Papa Giovanni II e Padre Pio, e anche qui arriva la tua grande delusione e lasci. Tu, invece, preferivi che parlasse il tuo docente, e non già lo speaker della video cassetta. Ma il professore è stanco, e, forse, soffre della sindrome del "burn out": è stanco, è spento, è bruciato, e non può dare più di quello che dà.
Ci sono anche motivazioni più serie che ti inducono a rifiutare l'ora di religione. Ti domandi: dov'era Dio ad Auswichtz quando morirono sei milioni di ebrei? E, se Dio esiste, perchè permette il male, il dolore e la sofferenza? Io ti rispondo che sono domande legittime , ma complesse, che puoi capire solo nella logica della Teologia della croce; quella croce in cui Gesù sale volontariamente non per giudicare dall'alto il mondo, ma per donargli la vita e per attrarlo tutto a sé. Sulla croce, con la morte disarmata e perdonante, con la rinuncia a chiamare le dodici falangi di angeli messe dal Padre a sua disposizione, Cristo non solo proclama che la via della violenza non è la sua via, ma con l'immolazione volontaria di se stesso, realizza e manifesta un amore immenso e inesauribile, di cui non c'è più grande.
Sul male morale: Dio ha lasciato
l'uomo libero di fare il bene o male e, quindi, la responsabilità non è
riconducibile a Lui.
Ci sono anche i "cavalli di battaglia" molto cari a certi docenti atei quali:
l'Inquisizione, le Crociate, la vendita delle indulgenze, il nepotismo, la
simonia, il caso Galileo e il povero Giordano Bruno, che essi trattano
ampiamente in classe nelle loro lezioni denigrando la Chiesa e, quindi, ti fai
un'idea del Cristianesimo e ti allontani dall'ora di religione. Ma questi
docenti, purtroppo, parlano solo delle ombre della Storia della Chiesa,
trascurando le luci che ci sono state, ci sono e sono molte. Il predecessore di
Benedetto XVI, papa Giovanni Paolo II, ha chiesto - durante il Giubileo del 2000
- pubblicamente scusa per gli errori e le colpe degli uomini di Chiesa che
furono protagonisti di queste nefandezze. E le ha ribadite più volte. Non so se
sia sufficiente, però, una presa di coscienza forte e autorevole del Papa sugli
errori del passato è stata importante per tutta la Chiesa e anche per il mondo
laico.
Ho lasciato per ultimo i 22 mila
docenti di religione cattolica, qualificati culturalmente, che hanno ancora una
passione, e che amano trasmettere il sapere religioso ai loro studenti. Sono la
stragrande maggioranza. In silenzio preparano le loro lezioni su Gesù, sulla
Bibbia, sulla Chiesa, sul discorso morale e sulla dottrina sociale della Chiesa.
E anche sulle altre religioni.
Sono docenti preparati, che hanno studiato all'Istituto Superiore di Scienze
Religiose, o alla Facoltà Teologica, che svolgono il loro lavoro con rigore e
metodo, ma non vengono sufficientemente valorizzati. Non fanno notizia, ma ci
sono. Nella nostra Diocesi sono 1.900
Ecco, dobbiamo guardare a questi docenti per il futuro dell'ora di religione a Milano: loro svolgono un insegnamento di cultura religiosa e non di attualità (anche se l'attualità potrebbe mantenere il gruppo classe integro senza defezioni). E invece abbiamo nella nostra Diocesi ben 500 classi che rifiutano in blocco l'ora di religione! Un dato gravissimo e preoccupante, che richiederebbe una maggiore attenzione della comunità ecclesiale, della comunità scolastica e dei genitori. Cari studenti, la cultura religiosa è fondamentale: per esempio, nei Paesi del Nord Europa, gli studenti conoscono tutto sulla loro religione, cosi come nei Paesi islamici.
In Italia, purtroppo, non è cosi: molti studenti avendo fatto negli anni passati la catechesi parrocchiale la confondono con la cultura religiosa, che invece si tiene a scuola, e non si iscrivono all'ora di religione. E cosi escono dalla scuola poveri culturalmente o, per usare un termine in auge, escono "deprivati culturalmente." Perciò dovete scegliere tra cultura religiosa e ignoranza religiosa. Non e' pensabile che voi, studenti e studentesse, che sarete nel Terzo millennio la classe dirigente del nostro Paese, ignoriate le tematiche religiose!
Certo, ci sono anche i detrattori dell'ora di religione dentro e fuori la scuola: sono da sempre ostili, pieni di pregiudizi duri a morire, che considerano l'insegnamento della religione un privilegio concesso alla Chiesa cattolica, e perciò si battono perchè venga cancellato dalla scuola. Ma, per fortuna, sono pochi e isolati. Tuttavia spesso fanno pressioni su di voi perchè scegliate l'ora del nulla o lo studio individuale o la libera uscita da scuola. Ciò che amareggia e ci indigna profondamente in questa vicenda fatta di pressioni varie è che spesso si tratta di alcuni docenti, sindacalisti e Dirigenti scolastici politicizzati al cubo, che approfittano del loro ruolo di educatori facendo ricorso a mezzi meschini che la dicono lunga sulla loro deontologia e serietà professionale.
A questi signori ostili da sempre
all'ora di Religione cattolica, vorrei pacatamente ricordare che, l'Accordo tra
la Repubblica Italiana e la Santa Sede del 1984, giustifica l'insegnamento
religioso a scuola perchè "riconosce il valore della cultura religiosa" e,
quindi, lo "assicura" perchè "i principi del cattolicesimo fanno parte del
patrimonio storico del popolo italiano". Queste motivazioni forti, cari
studenti, dovrebbero indurvi a riflettere e, quindi, a rivedere la vostra scelta
e ritornare in classe.
E' stato scritto che la vostra sia la "generazione degli svuotati", dei giovani
"privi di emozioni" che mettete al primo posto nella vostra scala di valori i
soldi, il successo, la carriera. Che non vi importa né di Dio né della Chiesa.
Sareste, insomma, degli agnostici, dei senza Dio, anche se non esplicitamente
contro Dio. Che Dio ci sia o no, è problema che non vi ponete. I valori
religiosi non vi interesserebbero. Viceversa, vi interessano quelli materiali:
abiti firmati, cellulare, palmare, mp3, computer, stereo, play station, moto, e
vacanze di lusso negli Usa, in Polinesia, in Australia, ecc. E poi il
divertimento: la discoteca, il fumo, l'abuso di alcool, lo sballo fino alle 4
del mattino e il libertinismo.
Una generazione, quindi, che rifiuta i valori spirituali in quanto attratta solo da quelli materiali.
Non mi sento di emettere dei giudizi: forse non andate più in Chiesa la domenica, e non vi accostate ai Sacramenti e quindi risentite del clima di scristianizzazione che c'è a Milano. Ma so che molti di voi si dedicano al volontariato, ad opere di bene, ad aiutare il prossimo, e sono i primi ad accorrere quando c'è una calamità nazionale, un'alluvione o un terremoto. E tutto questo è già molto, ma occorre un supplemento di responsabilità da parte vostra per cercare Dio, il "Dio nascosto" di cui parla il profeta Isaia, che "adesso vediamo come in uno specchio in maniera confusa", ma dopo, finalmente, il "Dio della vita e della morte" lo incontreremo "faccia a faccia" (S. Paolo).
Milano è una città ricca e opulenta e favorisce questo stile di vita di cui ho parlato e un clima culturale dominato dallo scetticismo, dallo scientismo, dal relativismo e dal razionalismo. Insegnare religione in questo contesto storico e culturale non è facile per nessuno, ma sono certo che fra di voi ci sono studenti che, avendo ricevuto il Battesimo e poi la Cresima, si sentono ancora vicini alla Chiesa. La vorrebbero, come dice San Paolo, "santa e immacolata, senza macchia e senza rughe", ma la Chiesa è fatta da uomini che possono sbagliare. In classe qualcuno, poi, si lamenta perchè il suo parroco avrebbe un tenore di vita elevato con macchine, vestiti e cellulari di lusso. O di scandali che avrebbero coinvolto sacerdoti . Non so se corrisponde al vero, ma, se cosi fosse, si tratta di una persona, e questo non vi autorizza ad allontanarvi dalla vostra parrrochia dove siete cresciuti giocando all'Oratorio, seguendo la catechesi, partecipando alle attività della parrocchia. Così si rischia di colpevolizzare l'intera Chiesa. Anche se il "mysterium iniquitatis", purtroppo, riguarda gli uomini di Chiesa che sono peccatori come tutti noi. Ma attenzione a non generalizzare, perchè in Italia ci sono 33 mila sacerdoti e 250 Vescovi che fanno quotidianamente il loro dovere, si spendono per il prossimo, lavorano nelle parrochie, nelle scuole, negli ospedali, nelle case di riposo per anziani, nelle Caritas e nelle carceri con disinteresse, passione ed amore.
L'ora di religione cattolica è cambiata: i docenti di religione cattolica sono stati immessi in ruolo dopo un regolare Concorso nazionale, per esami e per titoli, (un po' difficile) e il Ministro dell'Istruzione, Letizia Moratti, d'intesa con il Presidente dei Vescovi italiani, Card. Camillo Ruini, ha siglato i nuovi programmi della Secondaria di II grado che certamente potrebbero colpire la vostra intelligenza e la vostra sete di conoscenza delle verità religiose.
Quanti studenti in questi anni nelle aule scolastiche mi hanno chiesto: "basta prof. con la Bibbia, facciamo il Buddhismo". Sicuramente nei nuovi programmi troverete anche le altre religioni che tanto vi attraggono, e il docente di religione, sarà tenuto ad attuarli facendo con la classe un "contratto". Richiedetelo ed esigete che venga attuato. Può darsi che molte cose cambieranno, e, forse, nei vostri interessi rientrerà ancora l'ora di religione.
Il contesto culturale odierno non vi aiuta di certo a credere in Dio: a scuola vi insegnano che non si può dimostrare l'esistenza Dio perchè non si vede, non si sente e non si tocca. L'empirismo vuole questo e, quindi, dubitate della sua esistenza. Lo stesso vale per i dogmi: quello trinitario, cristologico e mariologico. E sulla morale: quante volte abbiamo sentito dire: tutto è relativo. Non a caso, papa Benedetto XVI , parla di "dittatura del relativismo" la quale mette in discussione certezze e verità religiose. Ecco allora che ha ragione il nostro Fedor Dostoevskij quando afferma nel suo ultimo romanzo "I fratelli Karamanzov": "Senza Dio tutto diventa lecito." E, non a caso, certi episodi di cronaca nera che riguardano i giovanissimi, avvengono proprio perchè hanno eliminato Dio dal loro orizzonte.
Concludo questa lettera aperta, invitando tutti voi a frequentare l'ora di religione: essa è aperta a tutti, credenti e non, non ha finalità catechistiche, e non vuole attuare alcuna forma di proselitismo. E' un'ora tenuta da professionisti della cultura religiosa che si impegneranno di più a motivarvi allo studio delle verità religiose, coinvolgendovi, dialogando più attivamente per motivarvi di più. Se ti abbiamo deluso, ti chiedo di ritornare a dare fiducia a questi docenti che fanno molto per la scuola e, come educatori, hanno una credibilità da esibire. Al centro della lezione ci sarà soprattutto ovviamente la Bibbia, Gesù, la sua vita, il suo messaggio, il suo mistero e la sua Chiesa per le ragioni che vi ho spiegato, ma ci sarete anche voi studenti, con i vostri bisogni educativi. E, naturalmente, anche le novità dei nuovi programmi ministeriali che prevedono anche lo svolgimento delle altre religioni.
Se noi docenti abbiamo sbagliato metodo e programma, siamo disposti a rivederli, ma senza cedere su tutta la linea, ma discutendo in modo costruttivo e liberi da pregiudizi. Cercheremo di erogare un servizio di qualità che sappia interessarvi. Siamo pronti a metterci in discussione e a rivedere la programmazione.
Cari studenti, care studentesse,
parlatene con le vostre famiglie per sentire un loro parere su quest'ora che
vuole formarvi da un punto di vista culturale, e non già farvi aderire alla fede
cattolica come qualcuno vi fa credere. Questa è un'ora in cui si espongono i
contenuti della fede cattolica e di altre religioni o sistemi di significato.
Non c'è alcun desiderio di cattura in noi, ma l'ansia di darvi un'istruzione
religiosa. Soprattutto leggete i nuovi programmi con le vostre famiglie che
trovate su Internet. Pensateci bene: a settembre vi aspettiamo nei vostri soliti
banchi che ora che sono tremendamente vuoti ed esprimono tutto il vostro disagio
che non abbiamo saputo cogliere; e, infine, non abbiamo saputo motivarvi e
coinvolgervi adeguatamente.
Duemila anni fa alcuni greci rivolsero a Filippo e agli altri Apostoli una
domanda: "Vogliamo vedere Gesù" (Gv 12,21). Volevano sapere chi era Gesù. Mossi
da grande curiosità e dal presentimento che avrebbero trovato risposta alle loro
domande fondamentali, volevano sapere chi egli era veramente e da dove veniva.
Anche noi docenti cattolici vi invitiamo ad imitare quei greci che si rivolsero
a Filippo, mossi dal desiderio di "vedere Gesù" : per trovare la risposta sul
senso della vostra vita.
Prof. Alberto Giannino-
Presidente ADC - Associazione docenti cattolici