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Possiamo riuscire a non credere più in un dio
e nelle scemenze magiche ? Sì !
Un "libretto delle istruzioni" per raggiungere lo scopo

Prologo
Volete liberarvi dalla religione?
Volete rinunciare a credere che esista "qualcosa" di invisibile oltre ciò che vedete?
Volete capire a quante e quali cretinate avete creduto finora?
Bene, siete già a buon punto per vivere pienamente la vita che la sorte (non le divinità o altro) vi ha concesso.
Eh già, perché esistere avendo in testa tutta la brodaglia delle religioni e delle irrazionalità "laiche", svilisce ogni attimo di respiro, ogni momento di lucidità della nostra mente.
Ricordo bene quando, fino a circa 10 o 12 anni d'età, anche io ero immerso nella religione (nel mio caso, quella cattolica) e nelle credenze più sfrenate (senza freni) come la superstizione, la magia, gli ufo, la parapsicologia, ecc. Vivevo come un cretino, prendendo per buono tutto quello che mi raccontavano o che leggevo, o che vedevo in tv, senza avere nessuna capacità di esaminarlo e di scartare le scemenze dalle eventuali cose verosimili. E, proprio come i cretini, sembravo felice, "normale" e in sintonia con tutti gli altri.
Non era colpa mia, infondo c'ero nato in una famiglia e in un ambiente credulone e cattolico; e un bambino difficilmente può svegliarsi da solo... La mia colpa, semmai, sarebbe stata quella di continuare a fare il cretino quando avessi avuto la possibilità di verificare se quelle erano scemenze oppure no.
Qui sarebbe il caso di approfondire la responsabilità dei genitori e dell'educazione (vedi in questo sito ciò che dice Toth Tihamer), allorquando, non sempre in buona fede, tirano su i figli secondo i propri princìpi, e non secondo efficienza, equilibrio e liberalità. I genitori si limitano a trasmettere (imponendoli) i propri princìpi per abulia, per indifferenza, per ignoranza, per il terrore di sperimentarne di nuovi. Quel che da sempre sanno e hanno avuto in eredità culturale, quello si limitano a trasferire sui figli. E sono troppo orgogliosi, e talvolta arroganti e presuntuosi, per mettersi in discussione e dare ai figli la possibilità di criticare e di uscire fuori da quegli schemi blindati.
Conosco famiglie intere costituite da cloni replicanti, spesso del padre, e dei suoi princìpi, credi, idee, perfino abitudini. E allora vorrei che famiglie siffatte ce ne fossero sempre di meno...
Volete, quindi, essere padri o madri "proprietari" dei vostri figli oppure esempi democratici per la loro crescita autonoma?
Ma la società e il sistema in cui viviamo oggi, favorisce la cretineria o la libertà di pensiero?
Molti pensano che il pluralismo informativo che vedono in giro (intendo dire molti canali televisivi, molti giornali, internet, scuola, libertà d'espressione, ecc.) ci lascia arricchirci nel più completo (che non significa migliore) dei modi.
Sarà vero? Sarebbe così se tutta questa molteplicità di informazione e di apprendimento fosse davvero diversificata. Ma, di fatto, i mass media sono tutti omologati a poche idee-vettoriali e a interessi quasi esclusivamente economici o politici. Insomma, il giornale o la tv è pur sempre "proprietà" di qualcuno, non può essere una disponibilità da socialismo reale. In tali condizioni strutturali di base, al di là della forma che l'informazione e l'istruzione assumono (quel tale programma televisivo, quel giornale, quella conferenza, quell'opera teatrale...), ogni iniziativa che va a incidere sul sociale deve rispettare una di quelle poche idee e uno degli interessi economici o politici. Quali sono le idee-vettoriali? Chi produce informazione, crede di interpretare i bisogni della gente, crede di doverne assecondare i gusti; ma non di proporre a quella gente sperimentazioni "didattiche", che la facciano crescere ed evolvere; guai! E allora non resta che prendere le idee più retoriche e scontate (il buonismo, i valori religiosi, la bellezza-standard, il conformismo) e trasformarle in "informazione". E, per completare il quadro di finta e ipocrita pluralità, basta riservare alle idee eccentriche e forti pochi spazi di nicchia: le ultime ore notturne del palinsesto televisivo, la rivista che vende solo Feltrinelli, il giornale nascosto dietro quelli di regime, ecc. La stessa rete Internet è riservata ancora a pochi elitari utenti. È forse l'unico luogo culturale in grado ancora di esprimere libertà informativa, la sua diffusione aumenta, e allora la normalizzazione di stato comincia a bussare anche alle porte di Internet (vedi l'equazione internet=pedofilia, ed altro). Purtroppo non è facile apprezzare la libertà della Rete; tra le molte informazioni a disposizione bisogna avere la capacità di scegliere, e non tutti ce l'hanno, e si lasciano abbagliare dalla disinformazione e dalle troppe notizie in contrasto fra loro.
E la nostra libertà di esseri umani? Nessuno se ne importa. Sei religioso, conformato e rispettoso del sistema? Bene. Sei uno che tenta di pensare con la propria testa? Malissimo: finirai reietto, emarginato, criminalizzato in qualche modo e, soprattutto, sarai fermato.
NB: A lavoro ultimato, l'intera opera sarà disponibile in formato scaricabile