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Italia bigotta

la radice degli stereotipi e dei pregiudizi

26 febbraio 2007 - Non vi siete mai chiesti perché gli italiani abbiano la testa imbottita di stereotipi? Perché, invece di affrontare i problemi in modo pragmatico e razionale, utilizzino schemi fissi? Semplicissimo, perché sono bigotti. E non soltanto bigotti, ma i campioni dei bigotti, secondo i ricercatori Vani Vooroahe (Università dell’Ulster) e John Mangan (Università del Queensland). Fra i paesi occidentali, l’Italia è quello con il più alto indice di bigottismo (Bigotry Gap Ratio), seguita a ruota da Grecia e Irlanda del Nord. L’indice è costruito sui dati raccolti da Human Believes and Value Survey in un sondaggio condotto a livello internazionale e si basa su domande tendenti a rivelare la disponibilità delle persone ad accettare come vicini di casa diverse categorie di persone: islamici, lavoratori immigrati, ebrei, gay, neri. Gli italiani non perdono un colpo: gli islamici sono terroristi, gli immigrati sono ladri, gli ebrei sono strozzini, i gay sono depravati, i neri sono sporchi.
NON A CASO I PAESI PIU' BIGOTTI sono quelli a più alto indice di religiosità. Alla lunga la soggezione ai dogmi religiosi conduce a un approccio dogmatico anche nella politica e nella vita pratica, cosicché il cliché prende il posto del pensiero e lo stereotipo sostituisce l'analisi. Le autorità lo sanno bene e non perdono un colpo nemmeno loro. Cavalcare le paure è più facile che affrontare dibattiti critici e aiuta a tenere buone le masse, perché asseconda le loro fobie. E' per questo che spesso i leader politici e religiosi preferiscono costruire le loro campagne sui pregiudizi razziali, religiosi, sessuali piuttosto che su visioni moderne della società e informazioni corrette e adeguate. Il bigottismo costa caro, la paralisi dei cervelli diventa la paralisi del progresso e nuoce alla qualità della vita. Basta vedere la reazione ai DICO e all’utilizzazione degli embrioni per la ricerca. Del resto l’Italia è il paese dove, non più tardi di 183 anni fa, il papa Leone XII proibiva la vaccinazione antivaiolosa perché contrastava con i disegni del Signore.

fonte http://dragor.blog.lastampa.it/journal_intime/2007/02/non_vi_siete_ma.html    

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Veronesi apre all'eroina di stato

 

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