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DARWIN DAY

Da tempo, il mondo anglosassone commemora la nascita di Charles Darwin (12
febbraio) con manifestazioni che celebrano i valori della ricerca
scientifica e del pensiero razionale. Darwin è stato il pioniere e
l'orgoglio di un' "eresia", quale fu quella di contraddire il pensiero unico
creativista, opponendo gli argomenti coerenti della scienza ai
dogmi della credenza. Fa ancora tanto scandalo, Darwin (giacché di
scandalo si parla se l'Uomo, da "creatura" fatta da un dio, diventa solo il
pronipote delle scimmie), che in
alcuni stati americani ne è perfino proibito l'insegnamento a scuola.
Ciononostante, nel 2004 il Darwin Day è arrivato anche nel nostro Paese
grazie alla collaborazione dell'UAAR-Unione degli Atei e degli Agnostici
Razionalisti (www.uaar.org). Quest'anno, i Darwin Day si svolgeranno in
circa 20 città italiane, con l'intervento di nomi di spicco e un interesse
culturale di ampio respiro.
Eppure, le curiosità del grosso pubblico scontinuano a
focalizzarsi su informazioni non impegnative, quali le orarie cronache
mediche sul papa. Gli operatori culturali che, per dovere o per
vocazione,
volessero intavolare una discussione su Darwin coi
loro referenti, si troverebbero a dover gareggiare con tali leggerezze
impunemente promosse dal "sistema" al top del gradimento pubblico. Ciò
rappresenta
un insulto ai pur tanto sbandierati propositi di miglioramento e di
raffinamento della nostra società. Come si può pretendere di raddrizzare la
schiena evolutiva se si viene precipitati sempre più nel brodo primordiale
dell'irrazionalità e delle pochezze?