7
luglio 2005
Ciao a tutte e tre.
Da
qualche vostra lettera traspare la sensazione di aver compiuto una svolta,
di aver cambiato qualcosa, di stare di fronte a un periodo nuovo e
inesplorato, quindi in qualche modo un periodo che mette tensione, forse
paura, disagio.
Inutile ricordarvi che siete tre persone completamente diverse, e quindi
affronterete in modi diversi tutto quello che da ora in poi vi si
presenterà.
Stefy, tu hai una famiglia splendida (scusino le altre famiglie,
questa è l'unica che conosco), ed è una fortuna immensa. Credimi. Non ho mai
visto dei genitori come i tuoi, attenti, amorevoli, capaci di volerti bene
senza chiederti niente, in silenzio, spiando la tua vita in punta di piedi
per non disturbartela, soffrendo senza fartelo notare, combattuti fra la tua
libertà e la loro responsabilità. Ricordi quante ne hanno (e ne abbiamo...)
passate di recente? Qualunque avventura, emozione, decisione dovessi
incontrare nella vita, non scartare mai i tuoi genitori da te, non li
escludere, non li tenere in disparte.
Io so una cosa segreta di te. Eh sì... Una cosa che neppure tu conosci. Solo
io ho avuto questa fortuna (che c...! :-). Sotto quella scorza di "moda" e
di "leggerezza" c'è una vita di speranze, di progetti e di desideri. Punta
pure in alto, è un tuo diritto. Ma io ricordo una bambina impaurita e triste
che mentre le parlavo per strada le si riempivano gli occhi di lacrime (mi
sei costata uno o due costosi fazzolettini di carta :-). In quel momento io
decisi che a quella bambina nessuno le avrebbe potuto e dovuto fare mai più
del male. E così vorrei che fosse. Me lo prometti?
Lorena. Che dire. Tutti i tuoi professori ti stimano e ti vogliono
bene. Sei una bella persona, solida, matura, perfino meglio di certi
colleghi... Un motivo ci deve pur essere per cui non mi sono mai scocciato
di vederti lì sempre in classe tutti i "santi" giorni... Un motivo ci dovrà
pur essere per non essermi mai stancato di vederti in giro assieme al
"plotone d'esecuzione" delle tue amiche e amici al solo scopo di
perseguitarmi... Un motivo ci dovrà pur essere per aver sempre detto di te
che eri attenta, studiosa, assidua, una brava alunna...
Un motivo. Un motivo solo ci dovrà pur essere stato oggi, quando anche
quest'esame di stato è finito, e noi intelligentissimi e impegnatissimi
professoroni ci siamo finalmente salutati, ma di fretta, quasi con
insofferenza, un ciao-ciao sbrigativo e inaridito dal caldo. Un motivo ci
dovrà pur essere per spiegare invece una certa Lorena ex 5L (ma io dico
per sempre 5L) che, pur senza motivi urgenti,
stava lì a far durare un saluto il più possibile. Quel motivo, Lory, è che
tu sei uno di quei studenti che lasciano le voragini a scuola, e lasciano
noi poveri professori sempre più vuoti e soli, a chiamarti per sempre in un
appello in classe che non può esserci più.
Susy Scellona; con l'iniziale maiuscola, perché il nome te lo sei
guadagnato "sul campo" dell'affetto. Mi hai fatto lo scherzetto, eh! Non è
giusto. Non lo dovrei accettare. Tutta panna e zucchero per avere buoni voti
durante due anni di crociata per sopportarti in altezza e in loquacità,
e
poi te ne
vai... così, all'improvviso, senza avvertirmi, senza darmi il tempo di
abituarmi alla tua stramaledetta assenza definitiva. E mo' che faccio?... A
settembre temo che - come un fesso - ti cercherò fra le teste nuove e
vecchie nel cortile della scuola. Non dovrebbe essere difficile vederti, se
ci sarai. Ma tu non ci sarai. Ed è giusto che sia così. È il tuo splendido
ricordo quello che fin dall'anno prossimo siederà sempre nelle aule in cui
andrò. E quello nessuno potrà portarselo via. È mio. E ci saranno altri scelloni e altre scellone, e forse a qualcuno di essi vorrò un po' più di
bene del solito... Ma il maresciallo di cristallo non si tocca. Lui
entra di diritto nell'album che mi porterò in pensione, pieno di poche
selezionatissime fotografie: quelle dei miei studenti che mi hanno insegnato
di più, che hanno reso meglio il significato di questo ingrato, difficile,
umanissimo mestiere; quelle dei ragazzi che mi hanno guardato con gl'occhi e
un po' col cuore; quelle di chi ho voluto davvero un bene grande e
struggente come un dolore.
Un'ultima cosa, streghe che non siete altro tutt'e tre! Vogliatevi sempre
bene fra voi. È un ordine. Superate le differenze e le asperità, e cercate
di camminare un po' insieme per la strada che vi aspetta. Sapere di poter
contare su un amico è una cosa rarissima. ma appunto per questo è difficile
e faticosa. Appunto per questo è straordinaria. Cercate di non allontanarvi
mai definitivamente l'una dall'altra. Pur nelle diversità delle scelte e dei
bisogni, non rinunciate mai a una telefonata, a una pizza assieme, a un
augurio a Natale. E poi non dimenticate che questo lo dovete fare anche
perché io ci conto, e vi terrò sempre legate a grappolo nel mio cuore,
inscindibilmente, mai l'una senza le altre.
Ciao |