abolizione dell'età del consenso
La legge del pudore
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| Ho scelto questo articolo per un semplice motivo: lo trovo molto predittivo. Nel 1978, anno dei fatti, già era chiaro (e nella più libera Francia!) che la società sarebbe diventata così come viene qui descritta: sessuofobica e irrazionale. Ma ancora peggio, l'ordinamento legislativo ha seguito passo passo gli allarmi di Foucault e compagni, diventando - sui temi della sessualità e non solo - umorale e demagogico. Rispetto a questo, giudico il tema particolare (la pedofilia) assai secondario, anche se efficacemente indicativo del peggioramento della "ratio" comune. Il vero tema è quello di vivere in una società costruita su false informazioni e capace di reazioni scomposte e infondate. Ha ragione l'articolo: viviamo in una società spaccata fra chi è "vulnerabile" e chi è "pericoloso". Non ci vuole niente, aggiungo io, a passare fra i secondi: anche solo riportando in web un articolo che parla di razionalità e di assennatezza fra gente che vive di pulsioni e di fobie. |
La legge del pudore è la trascrizione di una conversazione alla radio, avvenuta
nel 1978 a Parigi, tra il filosofo Michel Foucault, lo scrittore/attore/avvocato
Jean Danet e il romanziere/attivista a favore degli omosessuali Guy Hocquenghem,
concernente l’abolizione della legge sull’età del consenso in Francia.
L’argomento è stato sollevato da una riforma del Codice Penale francese, allora
in dibattito al Parlamento. Nel 1977, numerosi intellettuali francesi – compresi
Foucault, Danet e Hocquenghem – hanno sottoscritto una petizione indirizzata al
Parlamento, schierandosi a favore della depenalizzazione di qualsiasi
rapporto consenziente tra adulti e minori di 15 anni (l’età del consenso in
Francia).
Il dibattito è stato trasmesso il 4 aprile 1978 dalla radio France Culture,
all’interno del programma Dialogues. La trascrizione della conversazione è stata
originariamente pubblicata in lingua francese con il titolo La loi de la
pudeur. Il testo è stato pubblicato per la prima volta in lingua inglese con
il titolo Sexual Morality and the Law, ed è stato incluso nel libro di
Foucalt Politics, Philosophy, Culture – Interviews and other writings,
1977-1984. In seguito, il testo è stato riedito in lingua inglese con il titolo
The Danger of Child Sexuality.
Indice
1 Introduzione
2 Principali idee del testo
2.1 1. La fabbricazione di un
crimine.
2.2 2. Una società di pericoli.
2.3 3. La creazione di un
nuovo potere medico.
2.4 4. Ambasciator (non) porta pena.
2.5 5. Infanzia e nozione di
consenso.
2.6 6. L’attendibilità
dei bambini in tribunale.
Bibliografia
Introduzione
Michel Foucault e Guy Hocquenghem prendono in esame, in primo luogo, la
criminalizzazione delle “offese sessuali” nel XIX Secolo e l’invenzione
dell’allora emergente psichiatria della categoria dei “pervertiti”.
Foucault sottolinea che il Codice Penale francese del 1810 non regolava i
comportamenti sessuali “come se la sessualità non riguardasse la legge”. Egli
spiega che la legislazione, nel corso del XIX secolo e specialmente nel XX
Secolo, al tempo di Pétain e dell’emendamento Mirguet (1960), “diventò sempre
più oppressiva”.
Foucault, Hocquenghem e Danet denunciano l’intensificazione del fenomeno di
psichiatrizzazione della società e l’introduzione di un controllo
sociale sulla sessualità. Foucault aveva già espresso questa analisi
utilizzando la definizione di “strumento della sessualità” nella sua opera La
volontà di sapere. Storia della sessualità I (1976). “Qualsiasi atto
legislativo sulla sessualità”, afferma Foucault “introdotto a partire dal XIX
Secolo in Francia, è un insieme di leggi sulla decenza”, concetto che appare
impossibile da definire e che diventa, quindi, un docile strumento, utilizzato
ai fini di numerose strategie nazionali. Foucault sottolinea che:
“Sta emergendo un nuovo sistema penale, un nuovo sistema legislativo, la cui
funzione non è più tanto quella di punire le trasgressioni alle norme generali
che regolano la moralità, quanto di proteggere la popolazione o parte della
popolazione considerata particolarmente vulnerabile” (è il caso dei bambini).
“In questo modo si creerà una spaccatura nella società: da una parte la
popolazione vulnerabile e dall’altra, la popolazione “pericolosa” (gli adulti in
generale).
Danet afferma che “con la presenza degli psichiatri in tribunale, si rischia
la manipolazione del consenso del bambino e la manipolazione altresì delle
sue dichiarazioni”.
Citando, fra le altre cose, l’esempio del movimento di protesta sorto in
Germania alla fine del XIX Secolo, contro l’articolo 175 del Codice penale
tedesco che criminalizzava qualsiasi atto omosessuale, Jean Danet osserva che
gli psichiatri “si aspettavano una cosa sola dall’abolizione di questa legge, e
cioè di poter finalmente curare i ‘pervertiti’ [come venivano considerati gli
omosessuali all’epoca] tramite le conoscenze che dichiaravano di aver acquisito
a partire dal 1860 circa” (Danet cita quindi Morel e il suo Trattato sulla
degenerazione morale, pubblicato nel 1857).
1. La fabbricazione
di un crimine.
Foucault osserva che laddove la legge originariamente condannava l’infrazione,
l’atto di infrangere la legge, entriamo adesso in una società disciplinare, che
condanna il criminale in se stesso – definito “delinquente” o “pervertito” – e
al posto di punire l’atto, criminalizza un individuo o una categoria di
persone.
Hocquenghem sostiene che “un intero insieme di nozioni” – dalle
interdizioni religiose sulla sodomia, alla separazione fra il mondo
dell’infanzia e quello degli adulti – sia responsabile dell’invenzione del
crimine contro la moralità.
Egli osserva che ciò è stato possibile grazie all’invenzione di una categoria
di persone considerate come dei “pervertiti”, dei “mostri legali”, il cui scopo
nella vita è di avere rapporti sessuali con i bambini. Essi divengono allora
forzatamente degli intollerabili pervertiti, in quanto il delitto di cui sono
accusati è intensificato da un intero arsenale psicologico e sociologico.
Il giornalista Pierre Hahn – che conduceva il dibattito – rammenta che
quest’idea riporta al concetto di “criminale nato”, presente nella
controversa opera del criminologo italiano Cesare Lombroso:
“Effettivamente l’idea che la legislazione, il sistema legale, il sistema penale
e anche la medicina debbano occuparsi essenzialmente degli individui pericolosi,
piuttosto che degli atti criminali, rimanda alla teoria di Lombroso e quindi non
mi sorprenderebbe che le idee di Lombroso tornassero di moda” dichiara.
Hocquenghem considera l’elaborazione di questo nuovo tipo di criminale –
un individuo talmente pervertito “da fare una cosa che fino ad oggi è stata
fatta senza che a nessuno venisse in mente di interferire” come “un passo
estremamente grave dal punto di vista politico”:
“Nel caso di un “attentat sans violence” [crimine senza violenza],
il delitto nel quale la polizia non è riuscita a rintracciare alcun reato, il
criminale è un criminale solo perché è un criminale, perché ha questo tipo di
tendenze. Si tratta di quello che veniva comunemente definito delitto di
opinione. (...) Il delitto scompare, da lungo tempo a nessuno interessa
sapere se esso è stato effettivamente commesso, se qualcuno è stato ferito o
meno. A nessuno inoltre importa di sapere se c’era veramente una vittima o
meno”.
Hocquenghem conclude dicendo che il delitto si nutre di se stesso, in una
caccia all’uomo di identificazione e isolamento di una categoria di individui
considerati pedofili e con l’appello al linciaggio lanciato dalla stampa
scandalistica.
Jean Danet aggiunge che questo delitto senza violenza può essere utilizzato
dallo stato per ragioni politiche contro gli individui “scomodi”: “L’accusa
di incitamento di minore a commettere un atto immorale, per esempio, può essere
utilizzata contro gli attivisti sociali e gli insegnanti. (...) Nel 1976
a Nantes, un insegnante è stato condannato per avere incitato dei minori a
commettere atti immorali, mentre in realtà, non aveva fatto altro che dare dei
preservativi ai ragazzi e alle ragazze sotto la sua responsabilità”.
Danet prevede che, una volta approvata la riforma, una nuova forma di
controllo sociale sostituirà quella legale. “Abbiamo creduto in un
ripiegamento della legislazione, non perché pensavamo di vivere in un periodo
liberale, ma perché sapevamo che sarebbero state create forme più sottili di
controllo sessuale – e forse la libertà apparente che camuffa queste forme più
sottili e più diffuse di controllo sociale si estenderà oltre il campo giuridico
e penale”.
2. Una società di pericoli.
Foucault vede l’emergere di un nuovo sistema penale, in cui gli sforzi
convergono nell’identificazione degli individui pericolosi e non più nel
riconoscimento degli atti criminosi. Egli prevede l’avvento di una società
dei pericoli:
“Si creerà una società dei pericoli con, da un lato, gli individui in
pericolo, e dall’altro, gli individui pericolosi. (...) La sessualità
diventerà una minaccia in qualsiasi relazione sociale, in qualsiasi relazione
fra individui di età differente, in tutte le relazioni fra gli individui,
insomma. La sessualità, inoltre, non sarà più un tipo di comportamento
condizionato da determinate interdizioni, ma una sorta di pericolo vagante, uno
spettro onnipresente, una finzione fra uomini e donne, bambini e adulti e forse
anche fra gli stessi adulti. Sarà questa ombra, questo spettro, che le autorità
cercheranno di catturare, per mezzo di una legislazione apparentemente magnanima
e generica, attraverso una serie di interventi mirati, che saranno probabilmente
concepiti dalle istituzioni legislative con il supporto delle istituzioni
mediche”.
L’autore identifica la ragione del cambiamento nella paura della sessualità
altrui:
“Il legislatore non giustificherà le misure proposte dichiarando che la moralità
universale dell’umanità deve essere difesa. Dirà invece che esistono delle
persone per le quali la sessualità altrui è un pericolo permanente”.
Foucault prevede l’avvento di un nuovo regime di monitoraggio della
sessualità, con l’intervento delle istituzioni legislative e il supporto
delle istituzioni mediche. Conclude dichiarando: “Credo che il pericolo reale
risieda in questo”. Nel suo libro Sorvegliare e punire (1975), si era già
schierato contro l’aumento del controllo sociale sul comportamento individuale.
3. La
creazione di un nuovo potere medico.
Foucault insiste su questo cambiamento di ciclo verso l’individuo e la
legislazione in balia del sapere medico, dando l’occasione agli psichiatri di
intervenire due volte: in primo luogo per determinare se i bambini abbiano
realmente una sessualità, e in secondo luogo per stabilire che la sessualità
infantile è un territorio con geografia propria, nel quale l’adulto non deve
interferire.
Jean Danet aggiunge che alcuni psichiatri ritengono che le relazioni sessuali
fra bambini e adulti siano “sempre traumatizzanti”, che il bambino viene
“marcato a vita”, che diventerà un adulto emotivamente disturbato e se il
bambino non si ricorda del fatto è perché il fatto viene trasferito
nell’inconscio.
Egli ritiene che l’intervento degli psichiatri in tribunale sia manipolatorio
nei confronti del consenso del bambino e delle sue dichiarazioni. Foucault
commenta ironicamente la posizione degli specialisti:
“Può essere che il bambino, con la sua sessualità, abbia desiderato l’adulto,
può altresì avere acconsentito o addirittura fatto il primo passo. Possiamo
anche giungere ad ammettere che è stato lui a sedurre l’adulto, ma noi
specialisti, forti delle nostre conoscenze in psicologia, sappiamo perfettamente
che anche il bambino che seduce corre il rischio di rimanere ferito e
traumatizzato. (...) Conseguentemente, il bambino deve essere ‘protetto dai
suoi stessi desideri’, anche se questi desideri lo indirizzano verso un adulto”.
Foucault conclude dicendo che sarà proprio all’interno di questo nuovo quadro
legislativo – “fondamentalmente destinato alla protezione di alcuni gruppi
vulnerabili della popolazione attraverso la creazione di un nuovo potere medico
“ – che la concezione della sessualità e delle relazioni fra la sessualità
dell’adulto e quella del bambino saranno basate e lo considera qualcosa di
estremamente discutibile.
4. Ambasciator (non)
porta pena.
Hocquenghem osserva che la petizione francese del 1977 è stata sottoscritta da
numerose persone «che non possono in alcun modo essere accusate di essere
pedofile o di avere delle visioni politiche stravaganti”.
Jean Danet sottolinea che, così come gli avvocati che difendono i terroristi
(come successe per il caso Croissant), gli avvocati che difendono un individuo
accusato di atti osceni con minore vanno incontro a numerosi problemi. Molti di
essi, dichiara Danet, evitano di farlo, e preferiscono essere chiamati d’ufficio
dal tribunale. Egli dichiara che “chiunque difenda un pedofilo corre il rischio
di essere sospettato di avere simpatia per la causa. Anche i giudici lo pensano:
se quest’uomo lo difende, vuol dire che in fondo è d’accordo con lui”.
Egli sostiene che “se un individuo è implicato nella lotta contro una qualsiasi
autorità (...) questo non vuol dire che stia dalla parte di coloro che difende”.
Sono citati due esempi, risalenti rispettivamente al XIX Secolo e all’inizio del
XX Secolo: in Francia, una lettera aperta sottoscritta da psicologi, sessuologi
e psichiatri chiedeva la depenalizzazione degli atti osceni con minori dai 15 ai
18 anni e in Germania un intero movimento (costituito da omosessuali e esponenti
della comunità medica) ha protestato contro una legge che criminalizzava gli
atti omosessuali.
5. Infanzia e
nozione di consenso.
Mentre oggi la nozione stessa di consenso prima della pubertà è soggetta a
polemiche – e solleva spesso risposte emotive, mentre gli intellettuali tendono
a porsi su posizioni difensive – nel 1977-1978 Foucault, Hocquenghem e Danet
ammisero apertamente e con naturalezza, l’esistenza di una pedofilia non abusiva.
Foucault e Hocquenghem sono d’accordo nel dire che il consenso è una nozione
contrattuale: “La nozione stessa di consenso è una farsa. È ovvio che la
forma legale di consenso intersessuale non ha alcun senso. Nessuno firma un
contratto prima di fare l’amore” dichiara Hocquenghem.
“Quando parliamo di bambini consenzienti, quello che intendiamo è: in ogni
caso non c’è stata violenza o manipolazione finalizzata a obbligarli ad avere un
rapporto affettivo o erotico”, conclude.
Il giornalista Pierre Hahn chiede per ben due volte se esiste il modo di
determinare l’età approssimativa dalla quale l’individuo può essere
effettivamente in grado di dare il suo consenso: “L’opinione pubblica, compresa
quella “illuminata” dei dottori dell’Istituto di Sessuologia (L’Institut de
Sexologie), si sono chiesti se esiste il modo di determinare l’età dalla
quale un individuo può essere effettivamente in grado di dare il suo consenso. È
un bel problema. (...) Se foste un legislatore, non fissereste alcun limite e
lascereste che fossero i giudici a decidere se è stato effettivamente commesso
un atto osceno o meno, con o senza consenso? É questa la vostra posizione?”
Foucault risponde che “É difficile abbattere le barriere” e che inoltre, non
avrebbe senso farlo.
Per quanto riguarda l’aspetto legale, l’avvocato osserva che la violenza è
legalmente presunta, anche “nel caso in cui l’accusa è quella di atto osceno non
violento”. Ciò succede perché il legislatore crede che “deve essere detto che
questo atto non violento [definito crimine] è la traduzione legale repressiva di
piacere consenziente”. Danet conclude dicendo “É lampante come il sistema di
prova sia manipolato in maniera diametralmente opposta nel caso della violenza
sessuale su una donna e nel caso di atti osceni su minore”.
D’altra parte, Danet ammette che esistono casi in cui il consenso può non essere
presente. “Noi non stiamo dicendo che il consenso ci sia sempre”.
Egli sottolinea che sono stati molto attenti nel redigere il testo della
petizione, al fine di separare la violenza sessuale dagli atti che non
comportano violenza:
“Nella petizione ci siamo riferiti esclusivamente all’atto indecente, senza
implicare la violenza o l’incitamento del minore a commettere un atto indecente.
Abbiamo posto grande attenzione al non toccare in alcuna maniera il problema
della violenza sessuale, che è una cosa completamente diversa”.
Egli osserva che la violenza sessuale provoca la reazione dell’opinione
pubblica, scatenando effetti secondari quali la caccia all’uomo, il linciaggio e
la mobilitazione morale.
6.
L’attendibilità dei bambini in tribunale.
Sull’attendibilità dei bambini in tribunale, Foucault comincia con l’osservare
che, ufficialmente, si crede che i bambini posseggano una sessualità che non
può in alcun modo essere rivolta verso un adulto e che inoltre, essi non
siano in grado di parlare di loro stessi con sufficiente lucidità.
In secondo luogo, egli afferma che, se l’interlocutore agisce con la dovuta
comprensione, i discorsi di un bambino risultino affidabili per stabilire la
verità dei fatti. Dichiara Foucault:
“In fondo, basterebbe ascoltare un bambino parlare e spiegare la qualità della
relazione che egli ha con qualcuno, sia esso un adulto o meno, con sufficiente
comprensione, per permettere a chiunque di stabilire approssimativamente il
grado di violenza che egli ha subito, se violenza c’è stata, e il grado di
consenso”.
Egli si oppone con veemenza al dubbio sulla capacità del bambino di descrivere
la verità dei fatti : “Presumere che un bambino sia incapace di spiegare la
verità dei fatti e di dare il suo consenso sono due abusi intollerabili e
assolutamente inaccettabili. (...) Si può fare affidamento sulla parola del
bambino per determinare se egli ha subito violenza o meno”.
Hocquenghem osserva che il processo pubblico sottopone il bambino a uno stress.
“L’affermare in pubblico di aver dato il proprio consenso ad atti di quel genere
è estremamente difficile. Tutti – i giudici, i dottori, l’imputato – sanno
che il bambino era consenziente, ma nessuno lo dice, perché non esiste in realtà
alcuna maniera per esprimere il concetto”.
Egli sottolinea l’impossibilità di fornire una descrizione esaustiva in termini
di consenso di una relazione fra un adulto e un bambino, rapporto che implica
ogni sorta di contatti affettivi che passano diversi stadi (che non rientrano
tutti nell’ambito sessuale) e fornirne una descrizione in termini di consenso
legale è un’assurdità:
“In ogni caso, se un bambino dichiara “Non mi importava”, l’affermazione non ha
lo stesso valore legale della frase “acconsento”.
Bibliografia
In francese
* “La loi de la pudeur”, pubblicato sulla rivista Recherches n° 37, aprile 1979,
Fous d’enfance, pp. 69-82.
* Michel Foucault (1994). Dits et écrits 1976-1979. Tomo III. Parigi: Gallimard,
pp. 766-776.
In inglese
* Michel Foucault, pubblicato da Lawrence D. Kritzman (1988). Politics,
Philosophy, Culture – Interviews and other writings 1977-1984. ISBN
0-415-90082-4. New York/Londra: Routledge. Capitolo 16, “Sexual Morality and the
Law”, pp. 271-285. Traduzione a cura di Alan Sheridan.
* Michel Foucault, pubblicato da Lotringer, S. (1996). Foucault live (interviews,
1961-1984). New York: Semiotext(e), pp. 264-274. Riedito con il titolo “The
Danger of Child Sexuality”. Traduzione a cura di Alan Sheridan.
* Rivista Semiotext(e) (New York): Serie interventi d’autore Semiotext(e) 2:
pubblicazione Loving Boys / Loving Children (Estate 1980), pp. 40-42, 44. Prima
edizione del testo in lingua inglese. Traduzione a cura di Daniel Moshenberg.
Intervista senza titolo. Passi tagliati: omessi due interlocutori e la
discussione di Foucault con essi (fonte - PDF)
* ALCOFF, Linda. Dangerous pleasures: Foucault and the politics of pedophilia.
Edizioni Susan Hekman. Il testo contiene delle interpretazioni femministe delle
tesi di Foucault. Brevemente menzionato in Foucault.info Archive.
In tedesco
* FOUCAULT, Michel; HOCQUENGHEM, Guy; DANET, Jean (1981). “The Danger of Child
Sexuality”. Egmont Fassbinder (ed.), Klappentexte. Magazin für schwules lesen,
schreiben, sehen. Nr. 2/3 (S. XXVII-XXIX). Berlino: Rosa Winkel. fonte.
Estratto da
http://it.wikipedia.org/wiki/La_legge_del_pudore