L'unione di laici, agnostici,
scettici e non credenti scende in campo contro Ruini
Atei di tutti il mondo unitevi per lo
"sbattezzo" globale
http://www.liberazione.it/giornale/051029/default.asp
Liberazione 29-10-2005
Maria Rosa Calderoni
Ateo? Sì grazie. Per quanto se ne parli poco o punto, atei e agnostici nel
mondo non sono affatto pochi. Al contrario, sono almeno un miliardo e mezzo; in
pratica, un essere umano su cinque non crede in nessuna religione; «se poi si
aggiungono i non praticanti e i praticanti non consenzienti di religioni
imposte, si arriva quasi a un 50 per cento di persone che regolano la propria
esistenza prescindendo da dogmi e dottrine». Nel suo piccolo, in Italia i non
credenti di ogni tipo e risma sono almeno 10 milioni.
Ad affermarlo è l'UAAR, benemerita sigla che sta per Unione degli Atei e
degli Agnostici Razionalisti (sede nazionale a Padova e comitato di presidenza
nel quale siedono, tanto per dire, gran bei nomi (Margherita Hack, Piergiorgio
Odifreddi, Sergio Staino, Pietro Omodeo, Floriano Papi, Valerio Pocar, Emilio
Rosini).
Atei di tutto il mondo. L'Uaar, nata nel 1987, mille iscritti, dispone di
sedi locali in 18 città italiane, da Firenze a Palermo, da Genova a Lecce ed è
particolarmente attiva nel Veneto, pur tradizionale roccaforte cattolica. Il suo
bimestrale, "L'ateo", tira 2.500 copie. E il suo ultimo congresso, il sesto, è
stato patrocinato dalla Regione Toscana con tanto di lettera ufficiale del
presidente Claudio Martini.
Ma non solo in Italia. Associazioni "atee, laiche, scettiche e umaniste"
sono sparse un po' dappertutto. In Belgio, Finlandia, Francia, Germania,
Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svezia, per
quanto riguarda l'Europa. Per quanto riguarda il resto del mondo, dall'a alla
zeta: Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cuba, Haiti,
India, Islanda, Israele, Norvegia, Nuova Zelanda, Perù, Polonia, Repubblica
Slovacca, Repubblica Sudafricana, Stati Uniti, Svizzera.
Moltissime le associazioni internazionali con nomi da "secolo dei lumi":
si chiamano Unione Internazionale Etico Umanista, Alternative Libertaire, Union
Rationaliste, The Irish Freethinker, Humanitas, Republica e Laicidade,
Sceptiques du Quebec; negli Usa c'è l'American Atheists e la Bertrand Russell
Society, a Cuba un Movimiento Humanista Evolucionario, in Perù si chiama
Movimiento Arreligioso, in Svizzera si dice Libre Penseur, in India Humanist
Union, in Israele Atheists Society. Né manca, in Gran Bretagna, una Gay and
Lesbian Humanist Association.
Io mi sbattezzo. E questa una delle campagne dei nostri atei Uaar che ha
trovato nuova linfa dalle recenti sortite a gamba tesa del cardinal Ruini in
campo politico: fuori dal battesimo. Uscire "si può": l'Uaar - anche via
Internet - fornisce istruzioni precise e aiuti concreti (ad esempio il facsimile
del modulo necessario per la pratica). Si fa così: inviate, con
acclusa copia di carta d'identità, una lettera (raccomandata rr) alla parrocchia
dove da inconsapevoli neonati siete stati portati alla fonte battesimale,
dichiarando la vostra volontà di non far più parte della Chiesa cattolica e
chiedendo ufficiale annotazione di ciò sull'apposito registro.
Io mi sbattezzo, insomma si tratta di abiurare legittimamente la fede impostaci
a nostra insaputa dai nostri genitori; e all'Uaar (alla quale ovviamente fa capo
l'apposita "Associazione per lo Sbattezzo" creata nel 1985) dicono che nelle
ultime settimane c'è stato un boom di richieste, grazie Ruini.
Scrocifiggiamo l'Italia. È anche questa autentica farina Uaar. Lo dice la
parola stessa: è una "campagna permanente per la rimozione dei crocefissi dai
luoghi pubblici»: una campagna a tutto campo, senza risparmio di conferenze,
dibattiti, interrogazioni parlamentari, ricorsi in Cassazione.
Ancorché atei, quelli dell'Uaar sono ferventi, pieni di fede, missionari.
Fanno un sacco di cose. Per esempio libri. Come questi: "I senza Dio" (Remo
Bodei), "Storia dell'ateismo"(Georges Minois), "I papi contro gli ebrei" (David
I. Kertzer), "L'essenza del cristianesimo" (Ludwig Feuerbach), "Massa e potere"
(Elias Canetti), "Ricordi di una educazione cattolica"
(Mary McCharty), "Lettere dalla Terra" (Mark Twain). Martellanti, intelligenti,
colti, loici, polemici, dissacranti, anche divertenti: titoli su cui ragionare,
riflettere, verificare; insomma, buone letture.
Un bel po' di spazio, nella letteratura Uaar, lo tiene il capitolo
"biografie non autorizzate". Per esempio, una "Controstoria di Padre Pio" (Mario
Guarino), o "La posizione della missionaria. Teoria e pratica di Madre Teresa" (Christopher
Hitchens), due testi non propriamente del tipo edificante. Ma si può ben dire
una battaglia "globale": sul piano
filosofico, ontologico, teorico, storico, etico, scientifico; e anche su quello
contingente, temporale, della denuncia e della chiamata in causa di Vaticano e
Chiesa ("Il manganello e l'aspersorio" di un indimenticabile Ernesto Rossi, "I
segreti dell'Opus Dei" di Peter Hertel, anche "La Chiesa cattolica e
l'Olocausto", di David Goldhagen).
L'eutanasia, loro la chiamano "libera uscita": ne hanno dibattuto anche
alla recente festa dell'Unità a Modena, con buon successo. Scendono in piazza
con tenace raccolta di firme contro la legge sulla fecondazione assistita,
celebrano solennemente un "Darwin Day", organizzano la "settimana
anticoncordataria" e la "settimana antigiubileo" e, ovviamente, chiedono la
ripulsa dell'otto per mille. È anche di marca Uaar la petizione contro la
decisione veltroniana di intitolare la stazione Termini di Roma a Giovanni Paolo
II, bollata con parole di fuoco: «Non è che il culmine, davvero eccessivo, di un
crescendo di delirio idolatrico... Sull'onda di un servilismo e di una
eccitazione mediatica senza precedenti, si smarrisce
ogni memoria del carattere laico delle istituzioni, del profondo pluralismo
culturale, politico e religioso della società in cui viviamo».
Si danno da fare. Nel suo XVI congresso, che si è svolto a Parigi nel
luglio scorso, l'IHEU (Unione Internazionale Etico-Umanista) ha discusso di
separazione di Stato e Chiesa nell'Ue, di diritti delle donne nelle società
laiche, di scuola, insegnamento e libero pensiero. "Pensare: Agire: Amare. Mai
odiare", questo il proclama del visionario Movimiento cubano; l'Unione Umanista
Indiana si batte per il libero pensiero e la Ragione; Les Sceptiques du Québec
lanciano "piccoli corsi di autodifesa intellettuale".
Beh, si può anche ridere un po', scherza coi santi... La volenterosa Uaar
fornisce all'uopo anche una abbondante messe di barzellette tutte rigorosamente,
diciamo, non proprio reverenziali. "A volte a Lourdes i film muti si mettono a
parlare". "Santo: peccatore morto, riveduto e corretto". "Santi: individui che
hanno fatto di tutto pur di finire sui calendari". "Di questi tempi ci vuole
molto ingegno per commettere un peccato originale". "Se Dio ci avesse creato con
l'intenzione di non farci masturbare, ci avrebbe fatto con le braccia più
corte". "Non solo Dio non esiste, ma trovate a trovare un idraulico la
domenica"...