LIBERTA' RELIGIOSA
Mi compiaccio che il vicepremier Massimo D’Alema abbia chiesto una legge sulla libertà religiosa, materia regolamentata da una legge fascista del '29. D'alema considera giustamente vergognoso che non ci sia una tale legge. Io, in più, ritengo vergognoso nonché assolutamente anacronistico che nel concetto di libertà religiosa non si debba o non si voglia comprendere la libertà di assenza di religione (ateismo). Sembrerà un sofisma ma intanto, mentre le intese con le religioni "altre" sono garantite (lo stesso D'Alema ne promosse due: coi buddhisti e coi Testimoni di Geova), di intesa con l'ateismo non se ne parla neppure. Perché mai? 10 milioni di atei italiani non bastano? La secolarizzazione lenta ma inarrestabile della nostra società non basta? L'aumento vertiginoso degli studenti che "non si avvalgono" non basta? Io penso, anzi temo, che l'unica ragione dell'inerzia incredibile a considerare l'ateismo una realtà conclamata risieda nella soggezione politica e culturale che il cattolicesimo ha saputo imporre in Italia. Mi sbaglio?