Dal sito di Daniele Luttazzi: http://www.danieleluttazzi.it/?q=node/276
Se Dio avesse voluto che credessimo in lui sarebbe esistito
Uno scritto di Daniele Luttazzi sul rapporto fra satira e permalosità clericale

Premessa che lo scandalo è sorto in seguito a parodie davvero bonarie (e questo
dà la misura di quanto il Paese sia arretrato durante i 5 anni neri di
Berlusconi ); l'argomento più insidioso usato in queste ore contro la parodia
religiosa dei comici radio-televisivi è nascosto nell'intervento di Dino Boffo,
direttore dell'Avvenire:
" Credo che questa satira volgare nasconda una punta di vigliaccheria: si
bersaglia un uomo che non può difendersi per la natura stessa della sua alta
missione. Certo, i diritti della satira sono fuori discussione, ma la satira ha
anche dei doveri che si incontrano con il diritto dei cittadini a essere
rispettati nei sentimenti più profondi. Mi chiedo se oggi c'è bisogno di una
satira che offende il paese. Ne risente il sentimento stesso della democrazia. "
Boffo fa sfilare in parata tutti i temi frusti con cui i tromboni, da sempre,
cercano di tappare la bocca alla satira. Innanzitutto, quello della volgarità.
Poi quello della vigliaccheria. Quello della sacralità. Quello dei doveri. E
quello del rispetto per i sentimenti profondi dei cittadini.
( Che poi i diritti della satira siano fuori discussione, non è così fuori
discussione, in realtà, dato che Boffo è direttore di un giornale, l'Avvenire,
che nel 2001 scrisse "Ben venga la chiusura di Satyricon". I tromboni, si sa,
sono sempre molto liberali. )
Quello che sfugge a tutti i commentatori dell'ultima ora, oltre alla loro
ignoranza in materia, è la natura della satira.
Tanto per cominciare, la discussione, tanto cara ai politici nostrani, sulla
necessità di *paletti* alla satira, non dovrebbe neppure essere ammessa. La
satira esprime opinioni, e chi vuole conculcarla ( cioè in genere proprio i suoi
bersagli, che essendo persone di potere non vedono l'ora di esercitarlo ) vuole
conculcare il tuo diritto di esprimere le tue opinioni. È nella Costituzione,
il discorso potrebbe finire qui.
In più, l'effetto collaterale dei paletti è che la satira dentro i paletti è
satira "permessa", quindi non è più satira. È questo che vogliamo? Io no. Loro
sì.
Tutti dicono: " La satira è contro il potere." Nessuno si chiede perchè, eppure
non è così scontato. Il motivo è culturale e risponde a una esigenza umana,
quella sì profonda: la salute dello spirito, del nostro immaginario, che oscilla
costantemente fra sacro e profano.
Nell'antichità, questa percezione delle cose era evidente, e ai culti seri
facevano da contraltare culti comici: entrambi erano dotati di una loro
sacralità.
Nel medioevo, il carnevale (legato alle feste pagane agricole dell'antichità )
sovvertiva l'ordine del reale e le sue gerarchie. I buffoni erano eletti re per
burla, e i potenti venivano letteralmente smerdati e aspersi di urina.
Abbassamenti, profanazioni, detronizzazioni, travestimenti e parodie erano gli
strumenti con cui la satira carnevalesca celebrava l'eterno ciclo vitale della
morte e della nascita.
I chierici stessi, nel periodo pasquale, officiavano messe blasfeme che
parodiavano i riti e i testi sacri.
La satira ha quindi innanzitutto questa natura ambivalente: distrugge e nel
contempo rinnova. L'attacco della satira al potere è secondario rispetto
all'attacco più importante: quello contro la morte. La satira è il popolo che
festeggia la sua vittoria contro la morte.
( Per inciso, questo è il vero significato di ogni festa in piazza, ma chi se lo
ricorda più? )
Ecco perchè ( e torniamo a Boffo e ai bacchettoni come lui ) è sbagliato parlare
di volgarità della satira. La satira esibisce il corpo grottesco, dominato dai
bisogni primari ( mangiare, bere, defecare, urinare, scopare ), per celebrare la
vittoria della vita: il
sociale e il corporeo sono uniti gioiosamente in qualcosa di indivisibile,
universale e benefico.
È invece mortifero il loro tentativo di arrestare il respiro fra sacro e
profano. Nessuno c'è mai riuscito perchè lo spirito umano è immortale e la sa
lunga.
Non c'è quindi neppure vigliaccheria, dato che il papa non è affatto la
personcina inerme che Boffo vuole accreditare. Fra i poteri, quello della Chiesa
è sempre stato accanto a quello degli Imperatori. ( Come non ricordare papa
Woytila accanto al generale Pinochet? )
Il plagio di massa operato dalla religione ha purtroppo una funzione sociale di
controllo; e diventa pericolosissimo quando la religione, forte del numero,
tende a far coincidere il peccato col reato, e a condizionare l'attività dei
governi. Gli esempi in questo senso sono
all'ordine del giorno ( staminali, pacs, eutanasia ) e ormai insopportabili.
Il guaio è che non puoi correggere un'istituzione quando è una religione.
Guardate come i musulmani in certi paesi lapidano le loro donne. Non potrebbero
farla franca, se non fosse per motivi religiosi. L'odio viene da qualche meandro
profondo, ma le religioni gli danno una cornice nobile. Ecco perché sono
pericolose.
Altri poi hanno usato il tema "vigliaccheria" in una seconda accezione: i
satirici attaccano il papa, ma hanno paura di attaccare i leader islamici. NON
È VERO. Battute, vignette e monologhi contro l'integralismo islamico ce n'è
ormai a bizzeffe. Quando in Italia diventerà famoso un leader islamico
integralista, dovrà sopportare anche lui gli oneri satirici della ribalta, come
è toccato a padre Georg.
Quanto alla "sacralità", i primi ad averla profanata sono stati i preti
pedofili. ( Come ha ricordato un recente documentario della BBC, per vent'anni
un certo cardinal Ratzinger fu responsabile dell'applicazione del documento
segreto del Santo Uffizio /Crimen Sollicitationis/ in base al quale, per
prudenza e per non fare scandalo, quei sacerdoti non venivano rimossi
dall'incarico pastorale, ma semplicemente spostati in un'altra parrocchia ).
Per non parlare di monsignor Marcinkus e delle trame che legavano lo IOR alla
mafia, a Sindona e alla P2.
Ed è blasfemo che milioni di persone muoiano ogni anno in Africa di AIDS anche
perché la Chiesa condanna l’uso del preservativo. Il condom a quanto pare è
contro gli insegnamenti di Cristo. Anche se Cristo non ne ha mai parlato, se non
per lamentarsi del fatto che si rompono facilmente durante il sesso anale.
I doveri della satira? Uno solo: far ridere l'autore. È questa la vera
deontologia del comico. L'unico giudice della satira è il suo autore.
( Per la diffamazione e la calunnia le leggi ci sono già. E già che ci sono,
dico che andrebbero riviste, per impedire al potente di turno di vessare con
processi pretestuosi l'autore satirico che l'ha colto in flagrante. Vedrei con
favore un " comma Luttazzi " così configurato: tu puoi anche farmi causa per 20
miliardi, ma se io vinco la causa, i venti miliardi li dai tu a me. Così la
prossima volta fai meno il gradasso. )
Boffo usa poi i cittadini come scudi umani appellandosi al rispetto dei loro
sentimenti profondi. Come abbiamo visto, storicamente e culturalmente i
sentimenti profondi dei cittadini sono di altro genere ( il popolo liberato in
festa, lo spirito umano reso sano grazie
all'oscillazione fra sacro e profano ), SOLO CHE I CITTADINI SE NE SONO
DIMENTICATI anche grazie al mortifero plagio religioso cui, nei paesi cattolici,
vengono sottoposti fin dalla più tenera età.
Era questo l'argomento insidioso cui accennavo all'inizio: Boffo tira in ballo
la democrazia, che non c'entra nulla, per usare il popolo contro se stesso.
L'interpretazione religiosa del mondo è una delle tante possibili. Ma io non
posso dar retta a chi crede di parlare con Dio, dai! E’ da psicotici!