L'invenzione della madonna
Molte caratteristiche del culto della "madonna" risalgono a divinità femminili precristiane. L'iconografia della Vergine con in braccio il bambino, è ispirata al culto di Iside (ivi comprese le "grotte" come tipico luogo di "apparizioni"). Lo stesso racconto della verginità di Maria e della nascita "miracolosa" di Gesù fu aggiunto ai Vangeli posteriormente, per facilitare la diffusione del Cristianesimo fra i pagani che già erano "abituati" ai racconti riguardanti esseri "semidivini" figli di un dio e di una donna vergine (Eracle, Mithra, Horus, ecc.)
La Vergine ISIDE e suo figlio HORUS. Il padre
divino di Horus era Osiride, con cui si confondeva (“Io e mio Padre siamo Uno”),
mentre il padre terreno era Seb.
L’angelo Thot annuncia ad Iside che concepirà un figlio verginalmente.
HORUS nasce in una grotta, annunciato da una stella d’oriente, viene adorato da
pastori e da tre uomini saggi che gli offrono doni.
A 12 anni insegna nel tempio e poi scompare fino ai 30 anni. Horus viene poi
battezzato sulle rive di un fiume da Anup il battista, il quale in seguito verrà
decapitato. Combattè 40 giorni nel deserto contro Set (Satana), ha compiuto
numerosi miracoli e camminato sulle acque. Con Iside ed Osiride, Horus
costituiva la trinità egizia.
A Luxor, su edifici risalenti al 1500 A.C. si possono vedere immagini relative all’ Annunciazione e all’ Immacolata Concezione di Iside.
Nei sotterranei di Roma vi è una rappresentazione di Horus allattato dalla madre vergine Iside risalente al II secolo D.C.